Sanremo 2019: polemiche, esclusi, stipendi

Le controversie celebri della kermesse musicale più amata e attesa d'Italia.

Durante il Festival di Sanremo 2019 si disputeranno due gare, quella tra i “Campioni” e la gara delle polemiche, come in tutte le edizioni della kermesse musicale, d’altra parte: molto spesso, ad avere il sopravvento è proprio quella delle querelle, che non di rado comincia ben prima dell’inizio dell’evento. I motivi possono essere i più vari: dalla scelta degli artisti in gara (o, parallelamente, per le esclusioni illustri) agli stipendi, fino alle macchinazioni sui risultati finali.

Ogni ragione è valida quando si parla di Sanremo. Ecco quindi un excursus delle principali polemiche che hanno attraversato la storia del Festival di Sanremo negli anni, fino a quelle di oggi.

Sanremo: polemiche

Il suicidio di Luigi Tenco

È il 1967. Luigi Tenco è in gara al Festival di Sanremo con Ciao, amore ciao. Il suo corpo viene trovato senza vita in una stanza dell’hotel Savoy, durante la kermesse. Al suo fianco, un biglietto che spiegherebbe il suo gesto: “Ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un publico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi“. Il Festival prosegue come se nulla fosse. Il giorno successivo Mike Bongiorno sale sul palco: “Signori e signore, buonasera. Diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone. Anche questa sera per presentare le canzoni è con me Renata Mauro. Allora, Renata, chi è il primo cantante di questa serata?“.

L’irruzione di “cavallo pazzo”

Siamo nel 1992. Edizione di Pippo Baudo. A un certo punto, sul palco irrompe “cavallo pazzo” (Mario Appignani, noto “disturbatore”), urlando “Questo Festival è truccato e lo vince Fausto Leali“. Immediatamente l’uomo viene allontanato dal palco, mentre Pippo Baudo e gli “uomini Rai” si prodigano per smentire quanto annunciato a sorpresa. Al termine della gara Fausto Leali, che gareggiava con Perché, si classificò solo nono, mentre a trionfare fu Luca Barbarossa con Portami a ballare.

L’uomo che minacciò di suicidarsi

Siamo nel 1995. Ancora una conduzione di Pippo Baudo. Un uomo, Pino Pagano, scavalca la balaustra davanti sé e minaccia di suicidarsi, lanciandosi dalla balconata del teatro Ariston. È disperato. Il conduttore, mantenendo il sangue freddo, lo raggiunge, lo abbraccia e lo rassicura, convincendolo a tornare al di là della balaustra. In molti sostengono che si trattò solo di una messinscena. Quella del ’95 fu l’edizione del Festival più vista di sempre, fino ad allora.

Gli spartiti lanciati dall’orchestra

È la serata finale del Festival di Sanremo del 2010. L’orchestra ha votato, ma le sue decisioni vengono stravolte dal televoto. A salire sul podio sono Valerio Scanu (sarà lui a trionfare), Marco Mengoni e il trio composto da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canoninici. I musicisti si rendono protagonisti di una protesta senza precedenti, appallottolando gli spartiti e lanciandoli sul palco, contrariati soprattutto per l’esclusione di Malika Ayane. Il Maestro Marco Sabiu chiede che venga reso pubblico il voto dell’orchestra, per fare chiarezza, ma il direttore artistico Gianmarco Mazzi si oppone.

Il presunto plagio di Non mi avete fatto niente

Sanremo 2018. Ermal Meta e Fabrizio Moro cantano Non mi avete fatto niente, ma al termine della prima serata del Festival su internet inizia a circolare un brano, Silenzio, dal ritornello molto simile. La canzone, firmata da Febo (coautore proprio di Non mi avete fatto niente) era stata presentata da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali alle selezioni di Sanremo Giovani nel 2016, così Ermal Meta e Fabrizio Moro vengono accusati di plagio e il loro brano “sospeso” in attesa di una decisione definitiva. Decisione che arriva il terzo giorno, con la riammissione in gara del pezzo. Non solo: sarà proprio Non mi avete fatto niente a vincere quell’anno.

Claudio Baglioni, Michelle Hunziker, Ermal Meta, Fabrizio Moro e Pierfrancesco Favino a Sanremo 2018 (Photo by Daniele Venturelli/Getty Images)

Sanremo 2019: esclusi

Tra le discussioni relative al Festival di Sanremo, quella sugli esclusi è sicuramente una delle principali a tenere banco. E non fa eccezione il Festival di Sanremo 2019.

Al centro della polemica è un brano in particolare: Caramelle, che era stato presentato alle selezioni da Pier Davide Carone insieme ai Dear Jack. Un pezzo molto crudo e diretto, che parla di pedofilia, scartato dalla commissione artistica di Sanremo. E sono stati gli stessi artisti esclusi a parlare sui giornali di “censura”. Un’accusa che Claudio Baglioni ha immediatamente respinto, rispondendo che semplicemente sono state fatte delle votazioni e queste non hanno portato alla scelta del brano in questione. La canzone ha ricevuto il plauso di diversi colleghi e nel giro di pochi giorni è diventata un piccolo fenomeno di YouTube.

Il Festival di Sanremo 2019 in una guida dalla A alla Z
Il team di Sanremo 2019 (Photo: facebook @festivaldisanremo)

Sanremo 2019: stipendi

Altro argomento caldo di tutti i Festival di Sanremo è quello riguardante i compensi dei conduttori. Ancora la Rai non ha reso note le cifre ufficiali dei compensi che percepiranno Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele, ma ci ha pensato il Corriere della Sera, pubblicando delle indiscrezioni riguardanti proprio questo punto dolente. Secondo il quotidiano di via Solferino, il conduttore e direttore artistico guadagnerà 700mila euro, seguito da Claudio Bisio che ne percepirà 450mila, mentre a Virginia Raffaele ne andranno 350mila.