Servizio Pubblico: lo scandalo MPS e il sistema banca

Servizio Pubblico di Michele Santoro ieri ha dedicato la puntata allo scandalo del Monte dei Paschi di Siena.

Aggiornato il 26 agosto 2019

Servizio Pubblico di Michele Santoro ieri sera ha dedicato il suo appuntamento alla delicata vicenda del Monte dei Paschi di Siena. L’argomento più scottante del momento, sia a livello economico che politico, è stato affrontato con il solito stile del programma trasmesso da La7 e a discuterne sono intervenuti alcuni personaggi di rilievo.

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Servizio Pubblico di Michele Santoro ha affrontato il tema dello scandalo della banca del Monte dei Paschi di Siena, e il giornalista nel suo monologo iniziale ha attaccato il sistema bancario:

«Se ci sono corruzione e associazione a delinquere, sono nascoste in tante operazioni fuori controllo nelle piazze di Milano o di Londra. Questa situazione si è creata non perché i politici controllano le banche, ma perché i banchieri scelgono uomini a hoc nei partiti di riferimento. Questo si chiama lobby.»

Anche Marco Travaglio ha preso di mira le banche:

«Le dichiarazioni sullo scandalo Monte dei fiaschi sono di tre tipi, “io non c’ero; io non dovevo esserci; io c’ero ma l’avevo detto.” Sono tutti sulla stessa banca.»

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Tra gli ospiti, Stefano Fassina del PD se l’è presa con Giulio Tremonti, ex Ministro dell’Economia anch’esso presente in studio:

«Le scelte di Tremonti all’Economia sono la causa dell’Imu.»

Parole alle quali Tremonti ha replicato sostenendo che:

«I governi in Italia non sono responsabili per le attività di banca, non mi sento di accusare Prodi e Padoa Schioppa per i fatti del 2007.»

L’altro ospite della serata, Antonio Di Pietro, ha proposto la sua soluzione alla questione delle banche:

«Bisogna palesare le situazioni e non mettere al governo persone con problemi di evasione fiscale.»

Ma è nata una polemica anche tra Fassino e Di Pietro, con il primo che ha attaccato il secondo:

«La campagna elettorale è una cosa, se si vuole raccontare la realtà è tutto diverso. […] Stai facendo teatro.»

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Articolo originale pubblicato il 1 febbraio 2013

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