Servizio Pubblico: Michele Santoro contro il fango della sinistra

Michele Santoro replica alle critiche dei giornalisti dopo aver ospitato Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico. Ma sono stati in effetti i giornalisti i soli a criticarlo?

Spettacolo

Michele Santoro cerca di ribaltare la sua immagine con il nuovo editoriale su Servizio Pubblico. Il giornalista risponde alle critiche dei colleghi sulla carta stampata, in particolare Corriere della Sera e Repubblica, comparse dopo che Silvio Berlusconi è stato ospite in trasmissione. Eppure sui social network sono piovute molte critiche, anche se Santoro afferma che Twitter non sia stato complessivamente polemico. È come se Santoro abbia portato sul piccolo schermo la lezione di Giulio Cesare nel De Bello Civili: sembra che il conduttore faccia apologia di se stesso e che ometta alcuni dettagli importanti nella sua narrazione.

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Sicuramente Michele Santoro non avrebbe potuto dare per certi gli ascolti di Servizio Pubblico con la presenza di Silvio Berlusconi, quindi l’accusa che si sia “venduto” è escludibile. Ma non è neppure una valutazione esaustiva dire che, in un’ipotetica intervista in Rai o Mediaset, l’ex premier avrebbe potuto raggiungere cifre di audience ben più importanti. Quello che il telespettatore voleva vedere è il loro scontro: non capita tutti i giorni che due dei protagonisti dell’editto bulgaro, uno che l’ha messo in pratica e l’altro che l’ha subito, si ritrovino per la prima volta a confrontarsi.

Michele Santoro ha anche sottovalutato i feedback ricevuti in Rete da Ilaria D’Amico per la sua incalzante intervista a Berlusconi nei giorni successivi. Probabilmente il successo d’ascolti per lei non c’è stato, ma il pubblico non vede la D’Amico come qualcuno che potrebbe avere delle ragioni personali, oggettive o politiche (Santoro vinse le elezioni per il parlamento europeo candidandosi con il centrosinistra) da opporre a Berlusconi, ma come una giornalista solitamente sportiva “prestata” alla politica con un ottimo risultato.

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Secondo Santoro, si è messa in moto una macchina del fango di sinistra: pare che il solo accordo di trasmissione fosse di non parlare di vicende giudiziarie. Eppure con altri ospiti Santoro è risultato essere maggiormente incisivo, pur tralasciando possibili processi. E il giornalista spiega come, in effetti, nessuno abbia insultato Berlusconi in quel contesto: viene da chiedersi perché questo fattore è diventato una discriminante. Qualunque essere umano dovrebbe essere rispettato, che lo si condivida o meno, senza risse verbali o fisiche in televisione. Ma forse si è giunti complessivamente a una spirale negativa del mezzo televisivo in sé, che quando non ci sono insulti pare valga la pena rimarcarlo.

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Fonte: Excite.