Sessualità di coppia: lo stress da astinenza alle donne dà alla testa?

Pubblicato il 14 marzo 2013

Diciamo di no, ci inventiamo vari tipi di mal di testa, proclamiamo la nostra estraneità al sesso senza amore e alle coccole take away, spesso ci dipingiamo come tante suorine laiche che “per-carità-di-certe-cose-neanche-si-parla”. Dunque possiamo farne a meno, e secondo un sondaggio condotto dalla rivista tedescaBild, addirittura anche per due anni consecutivi. Ovviamente parlo dell’intimità in camera da letto.

L’astinenza però non è priva di conseguenze: pare infatti che l’acidità da yogurt scaduto sopraggiunga già molto presto (oltre a provocare danni fisiologici). Soltanto tre mesi basterebbero infatti a procurare una certa irritabilità, dopo sei mesi si paleserebbe un chiaro “stress da astinenza“, mentre dopo anno si arriverebbe alla tragica e ineluttabile definizione di zitelle disperate. Letteralmente.

Confuse, smarrite, col fazzolettino in mano ad asciugare la lacrimuccia; e intanto lo sbrocco con poveri innocenti malcapitati è all’ordine del giorno. Non per niente, il primo comune pensiero che ci colpisce quando subiamo le angherie di una donna inacidita è quello della “zitellaggine cronica”. In una parola, l’attività fisica da camera appare evidentemente appesa a un chiodo, peraltro arrugginito.

Mi piacerebbe tanto sfatare il luogo comune di cui sopra; ma no, probabilmente non lo potrò mai fare. Perchè è vero: se non a tutte, a molte donne l’astinenza da letto dà alla testa. Diciamo di no, ma poi ci disperiamo.

D’altra parte però ci possono essere solo tre fattori che ci portano a pensare di poter fare a meno del sesso addirittura per anni: per orgoglio; per via di un pessimo rapporto col nostro corpo, ereditato come al solito dai nostri bei retaggi culturali; o perchè l’inettitudine dilaga fra la popolazione maschile.

Continuo a essere convinta che esista almeno un partner compatibile per ognuna di noi, specie a letto. Mai disperarsi, mai smettere di cercare. E soprattutto mai pensare di poter fare a meno di un orgasmo: ci serve come il pasto quotidiano. E se nessuno ce lo regala, abbiamo tutte le dita (e l’arsenale) in regola per non morire a digiuno (Hysteria docet). Anche perchè nè il pallore cadaverico nè l’aggettivo “disperate” ci si addicono.

photo credit: salvis.are via photopin cc

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