Nel mondo, ogni 2 secondi una bambina si sposa, diventando vittima di violenze, abusi, gravidanze precoci: per portare concretamente aiuto alle comunità dei Paesi più poveri e liberare le ragazze da questa schiavitù, WeWorld Onlus ha scelto come principale strumento il sostegno a distanza.

Con soli 25 euro al mese è possibile cambiare per sempre la vita di una bambina, della sua famiglia, di tutta la comunità.

Ma chi è WeWorld Onlus, in quali Paesi opera, quali sono gli interventi che mette in campo per proteggere le bambine dalla malattia e dalla schiavitù e, in definitiva, se si decide di sostenere a distanza un bambino, come viene speso l’importo donato?

Ve lo racconta la redazione di DireDonna, in un viaggio attraverso la solidarietà, la speranza concreta, il cambiamento.

Chi è WeWorld Onlus

WeWorld Onlus è un’organizzazione italiana indipendente nata con l’obiettivo di accrescere l’impatto dei progetti di Cooperazione allo Sviluppo e Aiuto Umanitario nei 29 Paesi d’intervento, compresa l’Italia.

WeWorld Onlus lavora in 128 progetti raggiungendo oltre 2,4 milioni di beneficiari diretti e 12,3 milioni di beneficiari indiretti.

I progetti

WeWorld Onlus in Kenya (Ufficio stampa)

Le spose bambine

Qualche dato?

  • il 37% delle bambine in Nepal si sposa prima dei 18 anni e il 10% prima dei 15 anni
  • l’India è uno dei Paesi con il maggior numero di ragazze sposate prima di aver compiuto i 18 anni, con un tasso di matrimoni precoci al 43%
  • in Kenya la situazione non cambia, nella città di Narok il 40% delle bambine e ragazze tra i 15 e i 19 anni è mamma
  • in Benin si sposa l’8,8% delle bambine con meno di 15 anni e il 31,7% delle ragazze con meno di 18 anni

Il problema delle spose bambine è strettamente legato alla povertà: le famiglie più indigenti in questi Paesi, per liberarsi di una bocca da sfamare, ma al tempo stesso per farla sopravvivere, danno in moglie al più presto le loro figlie a uomini adulti. Le conseguenze sono gravissime:

  • le bambine si sposano con uomini spesso molto più grandi di loro e subiscono, oltre a violenze domestiche e fisiche, anche traumi psicologici
  • le bambine e le ragazze di 13-15 anni non sono fisicamente e psicologicamente pronte ad affrontare una gravidanza precoce, i parti mettono a rischio la vita della madre e anche del bambino
  • il matrimonio preclude alle bambine la scuola e qualsiasi tipo di miglioramento per il loro futuro, intrappolandole in un ciclo di povertà senza speranza.

La scuola

Una delle soluzioni è la scuola, arma e risposta forte per combattere il fenomeno delle spose bambine, ma anche la povertà.

Consentendo alle bambine e ai bambini di frequentare la scuola si permette loro di stare in un luogo sicuro lontani da violenze e soprusi, accrescere la consapevolezza del fatto che esiste una strada alternativa grazie alla formazione e al lavoro per essere indipendenti e decidere del loro futuro, fornire assistenza psicologica, legale e medica, aiutare i bambini a rischio e creare un network tra famiglie, insegnanti, comunità, nuovi progetti per cambiare veramente le cose.

Il sostegno a distanza

WeWorld Onlus (Ufficio stampa)

Grazie al sostegno a distanza e al tuo aiuto, WeWorld Onlus può proteggere le bambine, lottare contro l’abbandono scolastico, dare vita a centri di accoglienza come quello di Bunju, in Tanzania, che ospita 250 bambine vittime di violenza, organizzare incontri con le bambine e le famiglie per far comprendere le gravi conseguenze dei matrimoni e delle gravidanze precoci.

Come funziona il sostegno a distanza con WeWorld Onlus? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

La donazione

Per sostenere una bambina a distanza basta una donazione minima di 25 euro mensili (75 trimestrali, 150 semestrali, 300 annuali).

Le donazioni regolari di un sostenitore danno un aiuto concreto alla bimba sostenuta e all’intera comunità: è possibile garantire alla piccola dei pasti giornalieri, le cure mediche e la possibilità di andare a scuola. Tutto questo consente al tempo stesso  di rendere la comunità sempre più autonoma e indipendente.

Il rapporto con la bambina

Infine, il rapporto che si crea con la bambina sostenuta è davvero unico, speciale. Il donatore riceve almeno una volta l’anno una fotografia aggiornata e un disegno, può scrivere alla bambina e conoscerne i progressi anche andando a trovarla nel suo Paese.

Un filo invisibile unisce la bambina sostenuta al donatore, che non potrà mai essere spezzato, un filo fatto di amore, dignità, speranza per il futuro. Inizia a cambiare le cose grazie al sostegno a distanza. Una bambina ha bisogno di te. Ora!

WeWorld Onlus in Benin (Ufficio stampa)
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