Star Wars: L’ascesa di Skywalker, la recensione

J.J. Abrams dirige la conclusione della saga di Guerre stellari, in sala dal 18 dicembre

Spettacolo

Tutto finisce, anche Guerre stellari: arriva al cinema il 18 dicembre 2019 distribuito da Walt Disney Star Wars: L’ascesa di Skywalker, nono e ultimo episodio della saga iniziata da George Lucas nel 1977. Film del Natale 2019, l’uscita italiana precede di due giorni il debutto in Usa, con previsioni di incassi globali nel mondo per il primo weekend, intorno ai 450 milioni di dollari.

Alla regia del film torna per la seconda volta (dopo Star Wars: Il risveglio della Forza, nel 2015) J.J.Abrams (l’episodio VIII, Star Wars: Gli ultimi Jedi è invece scritto e diretto da Rian Johnson), che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Chris Terrio.

Adam Driver in Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Courtesy Press Office)

Nel cast, tornano Daisy Ridley, nel ruolo di Rey, Adam Driver, un quello di Kylo Ren, John Boyega è Finn, Oscar Isaac è Poe. Lupita Nyong’o doppia Maz Kanata, creata in Motion Capture, Joonas Suotamo è Chewbecca (Peter Mayhew che ha interpretato il celebre Wookiee fino a Il risveglio della forza è morto nel 2019) New entry Naomi Ackie, nel ruolo di Jannah. Presenti anche Mark Hamill (Luke Skywalker), Anthony Daniels (C-3PO) e Billy Dee Williams, che torna a interpretare il ruolo di Lando Calrissian.

Joonas Suotamo, Oscar Isaac, John Boyega, Daisy Ridley e Anthony Daniels in Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Courtesy Press Office)

Il ruolo di Leia Organa è ancora una volta di Carrie Fisher, deceduta il 27 dicembre 2016, utilizzando alcune scene inedite girate per Star Wars: Il risveglio della forza.

Amavamo profondamente Carrie Fisher”, ha raccontato Abrams. “Senza di lei, non saremmo mai riusciti a dare una conclusione davvero soddisfacente alla saga degli Skywalker. Non volevamo assolutamente scegliere un’altra attrice o usare un personaggio in CG. Con il sostegno e la benedizione di sua figlia Billie, abbiamo trovato un modo per onorare l’eredità di Carrie e il ruolo di Leia in Episodio IX, utilizzando alcune sequenze inedite che avevamo girato per Episodio VII”.

Con questo nono capitolo la saga degli Skywalker si chiude (almeno così sembra), anche se la Disney ha intenzione di continuare a esplorare l’Universo di Guerre stellari. Intanto sulla piattaforma Disney+ ha debuttato la serie originale nata da Star Wars, The mandalorian.

Carrie Fisher e Daisy Ridley (Courtesy Press Office)

La trama: dove eravamo rimasti

La terza e ultima trilogia ruota attorno al personaggio di Rey, una misteriosa ragazza che vive su un pianeta desertico, Jakku, e che per sopravvivere si arrangia facendo diversi lavoretti. A lei il compito di ricostruire la resistenza al fianco di Finn, un soldato disertore del Primo Ordine, un’organizzazione che vuole ricostruire il malvagio Impero Galattico, e del pilota Poe Dameron. Contro di loro, Kylo Ren, fra i capi del Primo Ordine, figlio di Han Solo e della principessa Leia.

L’ottavo episodio si conclude con Luke che muore e raggiunge il paradiso degli Jedi. La Resistenza, però, non è stato ancora annientata.

Daisy Ridley in Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Courtesy Press Office)

La recensione di Star Wars: L’ascesa di Skywalker: cosa ci è piaciuto (senza spoiler)

  • Da fan sfegatato quale si è sempre dichiarato, J.J. Abrams – generoso nel disseminare il film di citazioni cinefile e artistiche (da Intrigo internazionale fino a Shakespeare) – sa regalare un viaggio dal ritmo incalzante dominato da icone (compresi un paio di cameo a sorpresa) e nuovi miti per la sfida senza appello tra l’Ordine finale dei Sith e la Resistenza del Generale Leia.

    Daisy Ridley e Adam Driver in Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Courtesy Press Office)
  • Spettacolare e denso di emozioni, alleggerito da momenti di humour affidati in particolare alle interazioni con i droidi, il finale calibra con sapienza buoni sentimenti e politically correct, non scontentando i fan ma fedele alla linea editoriale della Disney.
  • Se le generazioni cresciute con la prima trilogia non potranno trovare nei nuovi personaggi degli eroi in grado di sostituire i vecchi (e ormai quasi tutti morti), la generazione Z, archiviati i brutti personaggi della seconda trilogia (Anakin Skywalker e Jar Jar Binks innanzitutto), ha finalmente dei protagonisti degni di questo nome.
Daisy Ridley in Star Wars: L’ascesa di Skywalker (Courtesy Press Office)

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  • Star Wars | Ufficio stampa