Per molti è rimasto un ricordo lontano e bello. “Drive In“, spettacolo televisivo di Antonio Ricci che andava in onda negli anni ’80 sull’allora Fininvest, ci regalava sorrisi, a volta in maniera anche un po’ volgare, complici le cosce lunghe delle finte cameriere che facevano parte in un certo senso della scenografia. “Drive In” è stato comunque un modo per dare vita a un nuovo genere di programmi televisivi, in cui la demenzialità la faceva da padrone. Lontano dalla comicità raffinata dei programmi di Renzo Arbore, “Drive In” sfoderava battute non sempre troppo sottili e al limite dell’offensivo.

Molti dei comici che conosciamo sono partiti da lì, alcuni erano già noti, come Gianfranco D’Angelo, che aveva recitato in numerose pellicole di quel filone cinematografico di serie B, altri oggi sono impegnati in maniere differenti, dal teatro alla scrittura, tuttavia sono anche in tanti a essere rimasti in TV. Ecco alcuni dei personaggi più amati del pubblico di quegli anni.

Ezio Greggio, che negli anni successivi ha persino lavorato con Mel Brooks e oggi conduce “{#Striscia la notizia}”, interpretava vari personaggi. Uno dei più simpatici era il banditore dell’Asta Tosta – “oggetti tosti per tutti i gosti”. Tra gli strani gadget che Greggio offriva, c’era l’autentico Teomondo Scrofalo, un dipinto che ritraeva un vecchio beone in un’osteria, e che ancora oggi si può trovare sulle bancarelle dei mercatini rionali o settimanali dei nostri paesi e città.

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Un altro personaggio rimasto nell’immaginario collettivo è la guardia giurata Vito Catozzo, interpretata da Giorgio Faletti, che oggi è un pregevole scrittore e attore drammatico. Omofobo, ignorante, dal grilletto facile, Vito Catozzo aveva chiamato suo figlio Oronzo Vito Adriano Celentano Catozzo: un’ironica denuncia dell’uomo medio, che non riusciva a elevare e a istruire se stesso.

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Tra gli altri c’erano Sergio Vastano, impegnato a essere un calabrese fuoricorso all’università Bocconi di Milano, Enrico Beruschi che era uno schiavo afroamericano all’interno di una sorta di soap comica, Zuzzurro e Gaspare con i loro indimenticabili sketch, e tanti altri, tra cui Massimo Boldi e Teo Teocoli.

Tra questi giovani comici c’era anche Enzo Braschi, che impersonava il paninaro. In un “Drive In”, effettivamente, la presenza del paninaro era fondamentale dati i tempi, gli anni ’80, che ben si prestavano a questo fenomeno di costume. Il paninaro Braschi parlava il linguaggio tipico dei paninari, parodiandoli, e si esaltava al suono di “Wild boys” dei Duran Duran. Eccolo in una speciale versione dark, un altro movimento molto in voga in quegli anni.

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