Stupro ad una giornalista: Zhirinovsky "Stuprate la reporter incinta", il video choc

Aggiornato il 5 marzo 2015

E’ bastata una semplice domanda sulle sanzioni russe a Kiev per far letteralmente perdere le staffe a Vladimir Zhirinovsky, vicepresidente della Duma, che ha attaccato violentemente due giornaliste. Si è trattato di un tanto arrogante quanto disgustoso e indegno spettacolo quello in cui Zhirinovsky si è esibito durante una conferenza stampa: il numero due della Russia ha ordinato alle sue guardie del corpo di “stuprare” una giornalista del Russia Today.

La giornalista in questione è Stella Duboviskaia, donna al sesto mese di gravidanza che è stata ricoverata in ospedale per il forte stress avvertito durante lo spiacevole scambio di battute. La Duboviskaia si è semplicemente permessa di domandare se Mosca era intenzionata a rispondere alla decisione di Kiev di vietare l’ingresso degli uomini russi. Zhirinovsky, noto per i suoi modi decisamente poco ortodossi, risponde “Quali sanzioni, bisogna agire con le carezze”, chiamando una sua guardia del corpo e ordinandogli: Ora io comincio a pronunciare ‘Cristo è risorto’ e tu cominci a stuprarla duramente”.

Ma la Duboviskaia non è stata l’unica donna ad essere aggredita durante l’incontro. Zhirinovsky si è rivolto anche a una giornalista di Interfax che ha tentato di intervenire in favore della collega: “E tu cosa vuoi lesbica?”. Nonostante l’indegno spettacolo che ha visto protagonista il vicepresidente della Duma sia accaduto lo scorso venerdì, il video è diventato virale nelle ultime ore. Spinto probabilmente dalle accuse che gli utenti della rete gli hanno rivolto sui Social Network, Zhirinovsky si è pubblicamente scusato per il suo comportamento inaccettabile, offrendosi di pagare le cure mediche a Duboviskaia. La Duma ha aperto un’indagine presso la Commissione Etica per investigare sull’incidente. Tutto ciò che si sa fino ad oggi è che il presidente Zhirinovsky, nonostante l’atto di violenza verbale ma soprattutto psicologica che ha riservato alle due reporter, rischia solo diverse settimane di sospensione.

Articolo originale pubblicato il 22 aprile 2014

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