Test integrato: cos'è e come si svolge. Tutti i dettagli...

Aggiornato il 26 agosto 2019

In gravidanza molti sono gli esami cui le donne dovrebbero sottoporsi. L’integrato fa parte dei test facoltativi, non invasivi, che non comportano alcun rischio per la salute della madre e del feto. È però un test di tipo statistico, cioè la diagnosi finale non è attendibile al 100%, ma al 93%.

Il test integrato verifica se un bambino sia affetto o meno da sindrome di Down e da altre anomalie cromosomiche, e comprende anche lo screening di alcune malformazioni del sistema nervoso (difetti aperti del tubo neurale) e di altri organi. In Italia e nel resto del mondo è molto variabile l’approccio all’integrato, forse proprio perché di tipo statistico: nella regione Piemonte, ad esempio, lo si fa fare a tutte le donne ed è gratuito, come anche in America, mentre in Lombardia se una donna decide di sottoporvisi le spese non sono coperte dallo Stato.

Il test integrato si svolge in due trimestri della gravidanza: all’inizio ci si sottopone al test combinato, poi nel secondo trimestre, precisamente dopo la 24esima settimana, si fa un ulteriore prelievo di sangue che va a studiare un altro tipo di ormone. Come già sottolineato, questo test ha un indice predittivo positivo maggiore del test combinato, ma è molto discusso perché fino alla 24esima settimana la mamma è costretta a vivere in un limbo, pur sapendo che non va incontro ad una diagnosi certa. Molte donne, non a caso, già stressate e stanche, lo definiscono “inutilmente ansioso”.

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Articolo originale pubblicato il 14 aprile 2013

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