Vacanze senza bambini, è la nuova tendenza

Sempre più diffusa la tendenza a prevedere limiti d'età per gli ospiti in vacanza. C'è chi è disposto a pagare di più per essere certo che non ci siano marmocchi in giro.

È la nuova tendenza, e la prima ad accorgersene è stata una compagnia molto attenta all’evoluzione della società come Ryanair: la compagnia low cost ha infatti comunicato che dal prossimo ottobre introdurrà dei voli senza bambini, a tariffa superiore. Una notizia tanto strana che qualcuno ha pensato fosse un pesce d’aprile, ma non è mai stata smentita. Insomma pare proprio che nel mondo delle vacanze il nuovo business sia tenere alla larga i mocciosi.

Per comprendere il motivo per cui ci sia gente disposta a pagare di più pur di non avere bambini sull’aereo, in albergo, sulla spiaggia, nel centro benessere, bisognerebbe scomodare qualche sociologo, l’unico fatto certo è che anche in Italia questa tendenza sta alimentando nuovi servizi nel settore turistico.

Così, stanno proliferando alberghi che accolgono figli solo over 15, oppure villaggi turistici che prevedono una forma di custodia dei figli – generalmente dei mini-club interni al villaggio – per consentire ai genitori di godersi la vacanza in pace, da soli.

Non è il caso di scandalizzarsi: facendo un rapido giro degli operatori, si scopre facilmente che da tempo ormai c’è una selezione naturale dei due tipi di viaggio e di vacanza e quindi anche dei due tipi di clienti: è sempre più normale che le famiglie con bambini al seguito vengano dirottati in certi posti e “adults only” in altri. Niente più contatti.

Un altro elemento che spiega questa evoluzione è il progressivo invecchiamento della popolazione, nel quale si concentra il potere d’acquisto. Le giovani coppie hanno pochi soldi, spendono meno. Quelle senza figli (perché non li hanno o sono già cresciuti), invece apprezzano la quiete e hanno il portafogli più sostanzioso, dunque ogni loro desiderio è ordine. Per capire i cambiamenti bisogna seguire il denaro.

A farne le spese la tradizionale cultura familistica del Belpaese, fortemente legato a questo immaginario, ma che sta perdendo colpi. Fate caso alle pubblicità: sono sempre diffuse quelle che tendono ad assolvere i nostri egoismi riducendo il senso di colpa per non avere voglia di metter su famiglia.

Si prospettano tempi duri per i più piccoli?