La Favorita, recensione del film con Emma Stone e Rachel Weisz

La recensione del film La Favorita, il film del regista greco Yorgos Lanthimos con Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz premiato a Venezia 75 e ai Golden Globe 2019.

Storia

Dalla presentazione a Venezia 75. Il film la Favorita del regista Yorgos Lanthimos, con Emma Stone, Olivia Colman (presenti anche sul red carpet della proiezione al Festival del cinema di Venezia) e Rachel Weisz ha fatto il pieno di premi e riconoscimenti (ha anche ricevuto 10 nomination degli Oscar 2019). La Favorita ha finora collezionato il Gran premio della giuria e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Olivia Colman a Venezia 75 e, sempre Olivia Colman  ha vinto il premio come miglior attrice in un film brillante ai Golden Globe 2019.

Chi è il regista Yorgos Lanthimos

Durante la Mostra del Cinema di Venezia 2018, addetti ai lavori e cinefili si domandavano come se la sarebbe cavata il regista dell’acclamato The Lobster  e del recente Il sacrificio del cervo sacro alle prese con un film storico. Alla Mostra del cinema di Venezia 2018 c’era da aspettarsi un film “alla Lanthimos” o qualcosa di diverso?

Con La favorita, il cineasta non tradisce le aspettative. Lo humour non manca. Il tocco si sente. Tutto riadattato, ovviamente, a una pellicola storica in costume, ambientata nei primi del ‘700.

La trama de La Favorita

Ci troviamo in Inghilterra, a corte. Sul trono c’è la regina Anna (Olivia Colman, che interpreta anche la giovane regina Elisabetta nella serie tv The Crown 3), molto più interessata ai suoi conigli (diciassette, come i figli persi) che agli affari del Regno (tra l’altro, in guerra con la Francia). Affari che di fatto sono nelle mani della “preferita” della Regina, la duchessa di Marlborough, Sarah Churchill (Rachel Weisz), sua segreta amante.

Un equilibrio perfetto, che però inizia a vacillare quando a corte si presenta Abigail (Emma Stone), cugina della Duchessa di Marlborough, un tempo duchessa anch’ella, ora caduta in disgrazia. E che con la sua innocenza e la sua purezza (apparenti?) riesce progressivamente a fare breccia nel cuore – ma anche tra le lenzuola – della Regina, in breve tempo superando la cugina tra le sue preferenze.

La Favorita, recensione

Il film è una sorpresa continua. A partire dalla relazione tra la Regina e la sua prediletta. È una scalata sociale che non conosce battute d’arresto e per la quale le protagoniste sono disposte a tutto. Gli ingredienti? Sesso, violenza ma anche tanto humour: le battute delle tre, la strafottenza della Stone, l’immaturità della regina.

Nell’era del #metoo, lo straniamento maggiore viene proprio dal racconto di due donne (vissute più di trecento anni fa) disposte a qualsiasi cosa per assicurarsi le preferenze della Regina. E lo spazio per i sentimenti? C’è, ma non se ne individuano i confini, fagocitati dalle menzogne.

Il tutto per una pellicola deliziosa, ma per niente politically correct.

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