Venezia 76: Ad Astra, recensione del film con Brad Pitt

Un astronauta è chiamato a un viaggio interstellare fino ai confini del Sistema Solare, alla ricerca del padre scomparso.

Spettacolo

In Laguna non può mancare una pellicola interstellare: alla Mostra del Cinema di Venezia 2019 è arrivato Ad Astra, di James Gray con Brad Pitt, Liv Tyler, Donald Sutherland e Tommy Lee Jones, film inserito nella selezione ufficiale di Venezia 76.

Nel 2013 era stata la volta di Gravity di Alfonso Cuarón con George Clooney e Sandra Bullock. Nel 2016 di Arrival di Denis Villeneuve con Amy Adams e Jeremy Renner. Ancora, nel 2018 di First Man di Damien Chazelle con Ryan Gosling. La Mostra del Cinema di Venezia continua dunque a percorrere la sua scia di film dedicati allo Spazio.

Ad Astra: la trama del film

Brad Pitt si confessa a Venezia
Brad Pitt e il cast di Ad Astra al Festival del Cinema di Venezia (foto Getty Images)

Roy McBride, interpretato da Brad Pitt, è un astronauta, chiamato a un viaggio interstellare fino ai confini del Sistema Solare, alla ricerca del padre Clifford (Tommy Lee Jones). Non un viaggio alla ricerca delle proprie origini, ma un viaggio per fermare il padre, che potrebbe rendersi artefice di un disastro epocale, che minaccia di mettere a repentaglio il proseguo dell’intera civiltà. Co-protagonista del film è Eve, interpretata da Liv Tyler, nel ruolo di moglie dell’astronauta Roy McBride.

Per svelare il mistero da cui potrebbe scaturire un “anti-Big Bang”, salvando quindi le sorti dell’Universo, il più indicato è chiaramente il giovane McBride, con un viaggio che lo condurrà verso l’esplorazione di universale e individuale.

Ad Astra: la recensione del film

Brad Pitt si confessa a Venezia
Brad Pitt e il cast di Ad Astra al Festival del Cinema di Venezia (foto Getty Images)

Ad Astra si distingue per velocità diverse: l’inizio sorprendente va progressivamente a spegnersi in un’esplosione di domande assolute, definitive, aiutate dalla voce fuoricampo. Quasi a voler chiudere il cerchio del film, ossimoricamente lasciandolo aperto: verso l’infinità del Cosmo, con una serie di domande prive di risposta.

Nel complesso, a piacere – come ampiamente prevedibile – è l’estetica del film, la spettacolarità del panorama del Sistema Solare, che va a “scontrarsi” con i primi piani. Forti sono i parallelismi con le pellicole “universali” di Terrence Malick, soprattutto nella parte conclusiva del film, suggeriti dalla voce “off“, dalle sue domande universali. E poi si avvertono gli echi di Apocalypse Now. Anche se il riferimento più evidente è a Cuore di tenebra di Joseph Conrad, soprattutto nella prima metà del film, quando James Gray non avvertiva l’esigenza di dover trovare la “chiusura” della pellicola.

Ad Astra: l’accoglienza in sala

VENICE, ITALY – AUGUST 29: Liv Tyler walks the red carpet ahead of the “Ad Astra” screening during during the 76th Venice Film Festival at Sala Grande on August 29, 2019 in Venice, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/Venturelli Daniele/WireImage, )

Tanto calorosa è stata l’accoglienza di Brad Pitt sul red carpet del Lido di Venezia, tanto tiepida è stata la risposta della critica alla proiezione di Ad Astra. L’accusa principale rivolta alla star di Hollywood: la sua monoespressività. Una caratteristica che – se vera – sembra invece essere molto apprezzata quando dietro la macchina da presa c’è Terrence Malick.

Una risposta diversa è stata quella della Sala Grande: sono stati importanti gli applausi al termine della proiezione riservata al pubblico alla presenza della delegazione del film. Troppo poco, però, per regalare a Brad Pitt una possibilità di tornare a casa con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile in valigia. Premio che, nonostante la Mostra del Cinema sia appena iniziata, sembra ormai “cosa fatta” per Joaquin Phoenix e il suo Joker.