Versace vende a un gruppo Usa per 2 miliardi di dollari?

Aumentano i rumors che vorrebbero vicina la vendita della casa della Medusa a un gruppo estero: ecco di cosa si sta parlando.

Pubblicato il 24 settembre 2018
Moda

La Milano Moda Donna volge al termine ma il mercato non si ferma: si vocifera infatti di un possibile passaggio di proprietà per Versace. Potrebbe essere arrivato il momento, almeno secondo un articolo apparso sul Corriere della Sera: in campo per l’acquisto della casa di moda, dopo le voci circolate la scorsa settimana, ci sarebbe un nome americano come Michael Kors (a cui si deve già l’acquisizione un anno fa di Jimmy Choo per quasi 900 milioni di sterline) o Tiffany.

La valutazione del brand della Medusa si aggira sui 2 miliardi di dollari (quasi 2 miliardi di euro, al cambio attuale circa 1,7 miliardi di euro). Che si arrivi alla firma non è certo (già in passato la Kering di François Henri Pinault sembrava interessata all’acquisto, ma sembra abbia  trovato il prezzo troppo alto). Interpellata sui rumor di mercato la società ha risposto con un no comment, ma forse già domani, ci potrebbe essere un annuncio da parte di Donatella Versace.

Versace è controllata dalla holding Givi: il 50% è nelle mani di Allegra Versace Beck, il 20% in quelle di sua madre Donatella e il 30% in quelle di Santo, fondatore dell’azienda insieme al fratello Gianni Versace nel 1978. A lasciare la maggioranza ad Allegra era stato proprio lo zio Gianni, morto assassinato a Miami ventuno anni fa. La società operativa, la Gianni Versace spa, invece, è per il 20% del fondo americano Blackstone dal 2014.

Versace: una storia di famiglia

È nella sartoria della madre, a Reggio Calabria, che negli anni ’50 Gianni Versace impara le basi del suo mestiere ed è lì che crescono anche Santo, il fratello maggiore Santo, e Donatella, la sorella minore di cui è musa e braccio destro fino alla tragica morte nel 1997.

Arrivato a Milano nel 1978, dopo una lunga esperienza come direttore creativo di altri brand, Gianni sfila per la prima volta con una collezione donna il 28 marzo: una sfilata in cui esplora le infinite possibilità della pelle; è dell’anno seguente la prima collezione maschile.

Nell’82 ha inventato l’oroton, la maglia a incastro di elementi metallici; poi il tessuto Africa, in cui un sottile filo di nylon viene accoppiato ad un filo di viscosa e poi trattato per ottenere le sue famose trasparenze; nell’84 introduce la scomposizione dei volumi di Picasso nella struttura degli abiti, da lì inizia i riferimenti all’arte contemporanea nelle celebri stampe da Klimt all’optical di Vasarely; per l’inverno 1987-88 accorcia le gonne dei tailleur da manager, nella stagione seguente ne allunga la giacca trasformandola quasi in abito ribattezzato blady (acronimo di blazer e lady).

Il decennio degli anni Novanta inizia all’insegna del colore con i tailleur coloratissimi: è dell’autunno/inverno 1992-93 una delle sue sfilate più celebri, ribattezzata bondage: le modelle sono in abiti neri aderenti impreziositi da borchie dorate, fibbie di diamanti, cinture di seta e tacchi a spillo; nel ’93 apre anche la linea Versace Home.

Gianni Versace e Naomi Campbell alla sfilata Autunno-Inverno 1996/1997 a Parigi (Getty Images)

Dopo la tragica morte di Gianni nel 1997 a Miami per mano di un serial killer, tocca a Donatella (già dall’89 direttrice creativa della seconda linea Versus), il compito di traghettare Versace nel nuovo millennio.

Kate Moss, Donatella Versace e Naomi Campbell alla sfilata Primavera-Estate 1999 di Versace a Parigi (Getty Images)

Versace è uno dei brand che più a contribuito dalla fine degli anni ’70 a fare di Milano la capitale della moda mondiale e a renderla un polo d’attrazione anche attraverso quel fenomeno delle top model di cui Gianni Versace è considerato il padre: Stephanie Seymour, Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Elle MacPherson e le altre hanno sfilato per lui e posato in gruppo per le campagne pubblicitarie più spregiudicate di sempre, firmate dai più grandi fotografi della storia, da Richard Avedon a Mario Testino; questo aspetto, insieme alla continua commistione con l’arte e allo stretto legame con i personaggi più noti di ogni settore dalla musica (Madonna, Elton John, Sylvester Stallone e la principessa Diana per citarne alcuni), ha rivoluzionato completamente il mondo della comunicazione della moda.

Sting, Trudi Styler, Lady Diana e Karl Lagerfeld al funerale di Gianni Versace nel Duomo di Milano il 22 luglio 1997 (Getty Images)
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