Videocittà: il progetto di Rutelli tra cinema, moda e arte

Dal 19 al 28 ottobre, il mondo dell'audiovisivo invade Roma: accanto alla Festa del cinema, è prevista la prima edizione di una nuova kermesse tutta da scoprire.

Storia

  • Festa del Cinema di Roma 2019

I draghi di Gucci e una lezione di cinema di Martin Scorsese, il videomapping di Laszlo Bordos per Fendi e le parrucche di Nicole Kidman e Monica Bellucci,  l’incontro con Dante Ferretti e il Fashion Film Festival di Diane Pernet sostenuto da Bulgari, le colonne sonore di Ennio Morricone e le armature di Game of Thrones; e poi 2 colossei, 12 gallerie e 16 artisti: il mondo del cinema, quello della moda e quello dell’arte hanno risposto dinamici e compatti alla chiamata di Francesco Rutelli e del suo Videocittà. Lo scopo ultimo? Rilanciare l’impresa culturale di Roma e spiegare ai ragazzi che nel mondo dell’audiovisivo anche i mestieri dietro le quinte sono cool.

Il progetto ideato da Rutelli, presidente di Anica (l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), aspira a far diventare la Città Eterna un imprescindibile polo culturale, votato non solo alla fruizione ma anche alla produzione di cinema e audiovisivo e di forme di linguaggio innovative.

Dal 19 al 28 ottobre, in collaborazione con la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma e del MIA (il Mercato Internazionale dell’Audiovisivo), in diversi spazi capitolini, dall’Ex Dogana di San Lorenzo al Palazzo della Civiltà, dall’Ex Planetario alle Terme di Diocleziano fino al Parco Archeologico del Colosseo, si succederà una serie di eventi, per la maggior parte a ingresso gratuito, sotto la guida del direttore editoriale Tomaso Radaelli.

Un piano ambizioso che si candida a diventare per la città, nei giorni della Festa del Cinema, quello che il Fuorisalone è per Milano, nei giorni del Salone del mobile: “Non un’alternativa alla Festa, ma un moltiplicatore di opportunità“, ci tiene a sottolineare il presidente Rutelli in occasione della conferenza stampa di presentazione della kermesse, che si è tenuta nella sede dell’Anica nella mattinata di venerdì 20 luglio.

Con lui, a illustrare il progetto, il direttore Radaelli, Clara Tosi Pamphili, curatore progetti moda di Videocittà, la produttrice cinematografica Francesca Cima, presidente della sezione produttori di Anica, Gianni Russo, direttore servizi generali e amministrativi dell’Istituto Rossellini di Roma, e l’ambasciatrice indiana in Italia, Reenat Sandhu.

L’India, infatti, in vista dei 70 anni dei rapporti bilaterali tra i due stati, è il paese ospite della prima edizione di Videocittà, con un progetto – ancora in via di definizione – che vedrà la partecipazione del Ministry of Information and Braodcasting of the Governement of India, in collaborazione con l’Ambasciata d’India a Roma e l’Ambasciata d’Italia a New Delhi.

A rappresentare l’asse portante delle dieci giornate la formazione, intesa con l’obiettivo di far rinascere l’interesse tra i ragazzi per un artigianato che va sparendo: sarti, tagliatori, pittori, scultori indispensabili nella realizzazione di un film e che a Roma hanno avuto una grande tradizione. Così, negli spazi dell’ex Dogana, sarà allestita una factory dove il pubblico potrà incontrare i protagonisti dietro le quinte e scoprire come nascono film e serie tv, con masterclass tenute da costumisti, scenografi, creatori di effetti speciali e altre figure d’eccellenza, spesso sconosciute ai più ma premiate con riconoscimenti importanti come l’Oscar. Grazie alla collaborazione con ASC, l’Associazione Scenografi, Costumisti e Arredatori Italiani, sarà possibile conoscere Gabriella Pescucci (un Oscar per i costumi de L’età dell’innocenza) e Dante Ferretti (tre Oscar per le scenografie, insieme a Francesca Lo Schiavo, per due film con Martin Scorsese e uno con Tim Burton), Carlo Poggioli (costumista di Loro di Paolo Sorrentino) e il laboratorio Pieroni, che dagli anni Quaranta a oggi ha fornito cappelli per molti dei più importanti film, in Italia come a Hollywood. Tra i più noti al grande pubblico? Il cappello indossato da Johnny Depp nella saga de I pirati dei Caraibi). E ancora Romolo Sormani di Rancati (l’attrezzeria scenica che fornisce mobili, armature e gioielli a numerose produzioni cinematografiche) e il laboratorio Rocchetti (che ha realizzato parrucche per tante star italiane e internazionali, come Marcello Mastroianni, Al Pacino, Sophia Loren, Robert De Niro, Nicole Kidman, Robert Duvall, Monica Bellucci),  solo per citarne alcuni.

Al momento, sono 42 le location in giro per la città, 62 gli eventi in programma, 34 le masterclass organizzate: tra quest’ultime, da segnalare l’incontro di Martin Scorsese alla Sapienza con gli studenti dell’Università, in occasione del quale sarà consegnato a Ennio Morricone il premio della prima edizione di Videocittà.

Braccio operativo dell’intera manifestazione, i 1.400 studenti dell’Istituto Roberto Rossellini, che da più di 50 anni costituisce il polo formativo per quanto riguarda i quadri tecnici del settore dell’audiovisivo e della comunicazione di massa. Saranno gli alunni della scuola, dislocati nei luoghi più disparati della città, a documentare con video e backstage e a realizzare laboratori legati alle specializzazioni dell’istituto: ripresa, suono, montaggio produzione edizione, animazione e fotografia.

Nel Dna di Roma, non c’è solo il cinema e l’audiovisivo, ma anche l’antico: il dialogo tra antico e contemporaneo è fondamentale per far ripartire la città. Roma si proietta verso il futuro, forte di solide radici“, ha spiegato Clara Tosi Pamphili. A lei, il compito di illustrare i tre progetti legati alle tre grandi Maison coinvolte in Videocittà: Gucci, Fendi e Bulgari.

Gucci, che durante la sfilata Autunno-Inverno 2018/19 ha ricreato nel suo hub milanese una sala operatoria, si è servita di una giovane factory specializzata nello sviluppo di effetti speciali per creare le teste, il drago, il serpente che Alessandro Michele ha presentato in passerella in uno dei fashion show  più chiacchierati della passata settimana della moda meneghina. Il laboratorio Makinarium (diventato famosa dopo la collaborazione con Matteo Garrone e il suo Il racconto dei racconti) esporrà all’interno della Curia Iulia, antico Senato romano, alcuni dei lavori visti in passerella, accanto a video di making of, in dialogo con il Togato Barberini (attualmente conservato presso la Centrale Montemartini, a Roma), scultura del I secolo d.C. ritratto a figura intera, mentre tiene nelle mani i busti dei propri antenati defunti.

Si deve a Fendi, invece, il coinvolgimento di Laszlo Bordos, considerato il più grande videomapper al mondo: dopo le operazioni monumentali a Helsinki, Bucarest e Dubai, l’artista si appresta realizzare la mappatura in 3d del Palazzo della Civiltà Italiana, quel Colosseo quadrato quartier generale della maison.
Si tratta di una produzione colossale – ha sottolineato Radaelli – che per essere realizzata richiederà il coinvolgimento di un terzo dei videoproiettori di quelle dimensioni esistenti al mondo“.
Sabato 27 ottobre, faremo dialogare il Palazzo della Civiltà con il vicino Palazzo dei Congressi, dove sarà invece allestito un evento di videomusic: un modo diverso per dare una nuova vita alla celebre architettura di Adalberto Libera all’Eur”, gli ha fatto eco Rutelli.

Infine, Bulgari, che sarà presente sostenendo il Fashion Film Festival di Diane Pernet, festival internazionale e itinerante a metà strada tra moda e cinema, che dopo Parigi è stato replicato anche a Milano e Berlino.

In attesa del programma definitivo che – assicura Francesco Rutelli – sarà comunicato a settembre, di certo c’è il gran finale, con l’allestimento accanto al Colosseo (forse in via di San Gregorio, che costeggia l’Anfiteatro Flavio) di un drive in dove sarà proiettato un film – di cui il titolo è ancora top secret – con il sostegno di Eni.

L’Unesco tre anni fa ha dichiarato Roma città creativa del cinema, riconoscendo così il ruolo strategico dell’industria culturale dell’audiovisivo per la vita e l’identità della capitale italiana: è per questo che Videocittà vuole affiancare la Festa del Cinema e MIA, il grande schermo e il business, per far scoprire ai cittadini e ai turisti cosa significa questo mondo per le imprese“, ha concluso il Presidente dell’Anica. Roma, alla ricerca di una rivincita culturale e imprenditoriale, riparte quindi dalla sua essenza.