Vitamina E: a cosa serve e come assumerla

A cosa serve la vitamina E? Quale è il modo migliore per assumerla? Ecco tutte le informazioni da conoscere sulla vitamina E e i suoi effetti.

Aggiornato il 2 maggio 2019
Fitness

Pubblicazioni scientifiche e medici decantano gli effetti sull’organismo umano della vitamina E. Quali sono i benefici di questa vitamina e quale è il modo migliore per assumerla?

Ecco tutte le informazioni da sapere sulla vitamina E, per trarre dalla natura i migliori effetti per la propria salute.

Dove si trova la vitamina E

Gli oli vegetali, come quello di semi di girasole, di oliva o di germe di grano, e la frutta secca, soprattutto noci, nocciole e mandorle sono tra gli alimenti più ricchi di vitamina E. Tra la frutta, l’avocado e i pistacchi sono quelli che spiccano in assoluto per l’apporto di vitamina E. A differenza delle altre vitamine e degli altri componenti benefici per l’organismo, la vitamia E può essere danneggiata dal congelamento e dalla cottura eccessiva (come, ad esempio, nei cibi precotti).

Gli effetti benefici della vitamina E

  • Pelle. La vitamina E è uno dei più grandi alleati della pelle e ciò rende questa vitamina uno dei componenti essenziali di molte creme e prodotti cosmetici. In particolare riesce a rivelarsi utile per trattare l’acne e l’eczema.
  • Antiossidante. La vitamina E è composta da antiossidanti che si rivelano molto importanti per contrastare gli effetti che provoca lo stress ossidativo in relazione a disturbi oculari, come la cataratta e la degenerazione maculare.
  • Apparato cardiocircolatorio. La vitamina E svolge un’attività di supporto e di prevenzione nei confronti delle malattie che coinvolgono il cuore e il sistema cardiovascolare. Essa impedisce la creazione di coaguli ed altri danni capaci di provocare attacchi di cuore o fenomeni di tromboembolismo venoso.
  • Invecchiamento cerebrale. Tra i benefici della vitamina E anche il suo supporto al contrasto del declino mentale. Essa permette di combattere gli effetti dei radicali liberi sul cervello, che determinano le malattie cognitive, come l’Alzheimer.

Articolo originale pubblicato il 13 giugno 2016

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