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Mamma

Problemi d'altezza? Come aiutarlo a crescere meglio

"Mamma, a scuola mi prendono in giro e mi dicono che sono basso!". A qualche genitore sarà capitato di tornare a casa dal lavoro e vedersi correre incontro il piccolo con il faccino triste. A volte i compagni sanno essere spietati o, più probabilmente, sono semplicemente spontanei e lasciano che le parole corrano più veloci dei pensieri. Cosa potrebbe fare allora un genitore per placare il misto di rabbia e tristezza del proprio figlio e aiutarlo in seguito ad affrontare il problema della altezza rappresenta per lui un vero problema, forse insormontabile dal suo punto di vista. Per questo sta cercando un conforto e una soluzione. Per dare il "giusto peso" è importante scegliere dove sedersi insieme e con calma: può essere sufficiente la cucina o la sala se non ci sono fratellini o amichetti che possono disturbarlo mentre cerca di trovare le parole per raccontarsi. Se lo si nota un po' in imbarazzo, mentre guarda un po' di qua e un po' di là, si può provare a chiedergli dove preferisce stare, magari si sente più tranquillo sul tappeto in camera sua. Roberta Portelli, psicoterapeuta a Brescia consiglia di mettere in campo tutto ciò che possa aiutarlo a considerarsi in termini di "pienezza". "Occorre farlo sentire amato e accettato così com'è", suggerisce la dott. Portelli, "facendo in modo che si renda conto delle sue caratteristiche positive, delle sue abilità". Emanuele ha 7 anni, fa la seconda elementare, ma spesso lo scambiano per un bambino della materna. Lui ci rimane male e la mamma ha imparato a cogliere questa sua preoccupazione e a sostenerlo. "Abbiamo inventato un codice", racconta Chiara, la mamma, "quando sentiamo pronunciare la parola "piccolo" ci tocchiamo la punta del naso e ci scambiamo un sorrisetto. Poi a casa, se Emanuele ne sente il bisogno, ne riparliamo". Quello di Chiara è un piccolo trucco rassicurante, ma ogni genitore che conosce il suo bambino, può inventarne uno che possa calzare perfettamente la situazione. L'importante è raccogliere l'ansia del proprio figlio e aiutarlo a convincersi delle sue qualità, magari usando esempi tratti dal mondo dello sport, della televisione, o delle favole. Nello sport ci sono grandi campioni che hanno saputo costruire il successo sulle loro doti atletiche. Basti pensare a Juri Cechi, campione agli anelli, o a Giuseppe Di Capua, timoniere dei fratelli Abbagnale, o a Del Piero, capitano della Juventus. Per le bambine possono rappresentare un simbolo ballerine del calibro di Oriella Dorella, ex étoile del Teatro alla Scala, e Heather Parisi, showgirl simbolo degli anni '80. Potrebbe essere divertente lanciare una ricerca in Internet per curiosare sulle altezze dei grandi attori da Oscar. E che dire di Pollicino o di Kirikù e la Strega Carabà? Il primo, grazie alla sua prontezza, riesce a vincere l'orco, a salvare i fratelli e a risolvere tutti i guai dei genitori. Il secondo, grazie ad una straordinaria intelligenza, sconfigge la strega malvagia trasformandola in una bellissima giovane donna, e libera l'intero villaggio, che ritrova la serenità. In ogni caso occorre evitargli di esporsi quando è in compagnia dei suoi compagni. Se quello dell'altezza è per lui un motivo di attrito anche in classe è bene parlarne con la maestra per trovare insieme delle strategie per proteggerlo dai giudizi che potrebbero minare la sua autostima. Il rispetto passa attraverso l'accettazione delle proprie debolezze, alla luce dei propri talenti. Educare significa più che altro "tirare fuori", "far uscire", ciò che di buono e bello è già dentro individuo, unico e irripetibile.Essere genitori può dunque rappresentare oggi un compito difficile, ma quante occasioni dietro ogni piccola grande esperienza.

Barbara Reverberi
Amore

È nei piedi il semaforo dell'attrazione femminile

Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Ma poiché spesso capire cosa l'anima di una donna vorrebbe davvero esprimere è una faccenda molto complicata per gli uomini, non stupitevi se al primo appuntamento il vostro partner, invece di fissare i vostri occhi o il vostro decollete, vi guarderà i piedi. A dare questo consiglio agli uomini è Geoff Beattie, psicologo alla University of Manchester, che ha condotto una ricerca su come le donne posizionano i piedi durante le interazioni sociali. Il risultato è questo: semaforo verde se le donne muovono le gambe verso l'esterno o in avanti. Stanno mostrando un atteggiamento aperto, positivo, e ciò vuol dire che sono attratte dall'uomo con cui parlano. Quando, invece, accavallano le gambe, incrociano i piedi, o stando sedute, li ritirano sotto il corpo, non c'è speranza: la luce è rossa, e la donna non è interessata. Se i piedi sono rigidi o immobili, semaforo arancione di attenzione/pericolo: vuol dire che è tesa, che sta mentendo o che è preoccupata. Per Geoff Beattie infatti Il linguaggio segreto dei piedi può rivelare molto sulla nostra personalità, su cosa pensiamo dell'individuo che abbiamo di fronte e perfino sul nostro stato emotivo e psicologico. La gente può mascherare un sorriso o celare quello che sta facendo con gli occhi, ma i piedi sono un po' più facili da analizzare perché quasi nessuno è consapevole di come li muove. Sono movimenti istintivi e dunque più sinceri, un affascinante canale di comunicazione non verbale. Le stesse regole, purtroppo, non sembrano valere per gli uomini, che muovono i piedi indipendentemente da quello che provano, eccetto in due situazioni: se tengono i piedi fermi, sono stati infedeli; se invece li muovono in continuazione, sono nervosi. Ci sono molti studi sulla prossemica e il linguaggio non verbale da applicare nella vita, in amore, nel lavoro. In attesa di approfondire l'argomento, ricordate che siete della Cenerentole moderne e, quando vorrete conquistare il vostro principe azzurro, anche i piedi faranno la loro parte.

Daniela De Pasquale
Fitness

Cura per l'influenza? La regola delle 3 L: latte, letto, lana

È un argomento che ci riguarda tutti: appena sentiamo che in ufficio o in classe qualcuno inizia a tossire o fare qualche starnuto di troppo, ci assale il terrore di ammalarci e di dover restare chiusi in casa. Il che non è certo rilassante, perché dobbiamo avere a che fare con vertigini, mal di testa e nausee varie. Soprattutto quando non abbiamo nessuno che possa prendersi cura di noi (sono finiti i tempi in cui la mamma ci preparava il brodino con la pasta a forma di quadratini, lo zabaione o litri di spremuta di arancia), è bene seguire alcune indicazioni, per guarire più in fretta e convivere al meglio con questa scomoda inquilina: l'influenza. Andrea Vania, docente di Pediatria all'Università di Roma La Sapienza - Polo Pontino, ha formulato la regola delle tre L, pensata per i bambini, ma ottima anche per i loro genitori, e in generale per tutti. Le 3 L stanno per latte, lana, letto. Latte sta a ricordare che, in generale, quando si è influenzati, bisogna bere molto per non disidratarsi. L'inappetenza caratterizza gli stati febbrili, ed è consigliabile evitare piatti troppo conditi o speziati che non favoriscono la digestione. È invece importante introdurre liquidi nell'organismo e quindi, per prendere "due piccioni con una fava", è utile prepararsi bevande zuccherate come te e tisane, o acqua e zucchero o farsi comprare una scorta di succhi di frutta, che contengono anche qualche caloria in più. Il pediatra Vania così spiega le proprietà positive del te e quelle solo leggendarie (in questo caso) del limone: Il te, oltre ad essere leggero e facilmente digeribile, grazie alla teina rallenta l'attività gastrica. È un falso mito quello secondo cui il limone sia di aiuto contro la nausea. Contro il vomito è la teina a funzionare, non il limone. Attenzione, in ogni caso, a limitare l'uso di latte e latticini quando si ha diarrea. Letto significa riposo totale: con la febbre si può guardare la TV, sia sul divano sia, appunto, a letto, ma senza fare in casa lavori stancanti o che facciano sudare. L'imperativo è riposarsi. Lana, infine, sta per stare al caldo. Il caldo, infatti, unito al riposo, aiuta il sistema immunitario a concentrare tutte le energie dell'organismo sul virus, senza doversi "preoccupare" anche della stanchezza e dello stress provocati dalle normali attività. In ogni caso specifico, il dottore saprà consigliare una giusta terapia farmacologia. Ricordate comunque la regola delle tre L che, a pensarci bene, non si discosta troppo dai buoni vecchi rimedi della nonna.

Daniela De Pasquale
Fitness

Dimagrire con i cruciverba

Qualche chilo di troppo e zero voglia di fare sport? Udite udite: i pigroni possono dimagrire standosene comodamente sdraiati in poltrona. Come è possibile? Risolvendo cruciverba, dilettandosi col sudoku, ricomponendo puzzle. A dirlo non sono io, ma la Cannyminds, un sito dedicato agli esercizi per la mente, e realizzata da Tim Forrester. Il nostro cervello è formato da milioni di neuroni che, per trasmettere messaggi, creano neurotrasmettitori, utilizzando tre quarti di glucosio e un quinto di ossigeno prendendoli dal sangue. Solo per sopravvivere, il cervello ha bisogno di 0,1 calorie al minuto. Quando siamo impegnati in attività come risolvere un quiz o trovare il tassello giusto di un puzzle, mettiamo il cervello sotto sforzo, e il consumo di calorie cerebrali passa da 0,1 a 1,5 al minuto. Ciò vuol dire 90 calorie all'ora. Incuriosita da questa nuova frontiera della silhouette, ho fatto una ricerca online, e ho trovato il motore di ricerca delle calorie: si inserisce il proprio peso e un intervallo di tempo, e si ottiene una lista di calorie consumate per ogni attività, svolta in casa, all'aperto, in ufficio e così via. Facendo due conti, per smaltire una porzione piccola di patatine fritte del Mc Donald's (235 calorie), dovrei risolvere cruciverba per quasi tre ore, per togliermi il senso di colpa di una bella birra da 0.5 l (91 calorie), dovrei montare un puzzle per un'altra ora, per cancellare da fianchi e glutei una pizza margherita da 100 grammi (271 calorie), dovrei dedicarmi per altre tre ore al sudoku... Forse si potrebbe velocizzare il tutto dedicandosi al cruciverba mentre si pedala con la cyclette (6,6 calorie al minuto), o studiando la soluzione del sudoku mentre si usa l'aspirapolvere (2,9 calorie al minuto). Scherzi a parte, che gli esercizi per la mente facciano bene è un dato di fatto. Secondo i ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine di New York, due cruciverba al giorno sono come la proverbiale mela, ossia tolgono il medico di torno: Le parole crociate, come molti altri hobby mentalmente stimolanti, possono ritardare l'arrivo dei sintomi della demenza almeno di un anno e quattro mesi, se ci si esercita per più di una volta al giorno. Insomma, allenare la mente ci mantiene giovani e reattivi, sapere che grazie a questo riceviamo anche un aiutino per il fisico ci fa stare ancora meglio.

Daniela De Pasquale
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