“Cosa vuoi fare da grande? La prostituta“. Chi non ha risposto così da bambina alla fatidica domanda??? I maschietti di solito dicono “Il calciatore” o “L’astronauta”. Noi donne no, noi in segreto sogniamo di essere pagate per le nostre prestazioni. Oppure di fare le veline; ma questa è un’altra storia.

Qualcosa non vi convince?!? Bè, nemmeno io sono così sicura. Però pare esserlo Francois Ozon, regista di “Jeun et Jolie”, un film che racconta la storia di una diciassettenne che sceglie di prostituirsi per puro piacere. In un’intervista, Ozon ha infatti dichiarato che:

“..le donne possano davvero essere in sintonia con questa ragazza perche’ molte donne sognano di prostituirsi. Non vuol dire che lo facciano, ma essere pagate per una relazione sessuale e’ qualcosa di presente nella sessualita’ femminile”.

E ancora:

”Volere essere un oggetto sessuale, essere desiderata, essere usata, e’ qualcosa di molto diffuso. E’ il genere di passivita’ che le donne cercano. Basta parlare con le donne o con gli psicologi, tutti lo sanno”.

Tutti. Quindi anche noi dirette interessate. Anche io, per quanto non me ne sia mai accorta. Ma se la stirpe freudiana è convinta del contrario, chi sono io per smentirla?!? In fondo sono sempre gli uomini a dirci cosa pensiamo noi donne. E poi si lamentano di non capirci…ma come?!? Da Freud a Ozon, sono così esperti sulle dinamiche del nostro cervello, pretendono di conoscerne anche i meccanismi inconsci e reconditi. Mi domando allora perchè poi abbiano così tante difficoltà comunicative con mogli e fidanzate, ma forse sono io a non capire come va il mondo.

Ecco, il mondo. Questo mondo che si dice bello perchè vario: dunque sicuramente esisteranno donne che pensano alla prostituzione come a una fonte non solo di denaro, ma anche di piacere. Ma no, non si può essere così generici: non è per tutte così, e nemmeno per la maggior parte. Cerco di non classificare il pensiero di Ozon solo come una locuzione infelicemente maschilista, ma dato che la passività di cui lui parla non mi appartiene per niente, reagisco con decisione.

Le donne non sognano di essere degli oggetti; le donne non vogliono essere usate; le donne non ambiscono a dare il loro corpo in mano a chiunque. Vogliono essere desiderate, questo è vero, ma in quanto esseri unici, e non in quanto bambole gonfiabili dotate di respiro.

Naturalmente il Signor Ozon dopo le piccate risposte da parte di vari personaggi politici, nonchè delle Femen, ha capito di essere stato frainteso: non si riferiva all’intero genere femminile, no, solo ai personaggi del suo film. Peccato, davvero. Pensavamo che i marziani avessero finalmente capito come funziona Venere. Invece non è cambiato proprio niente.

photo credit: Sebastiano Pitruzzello (aka gorillaradio) via photopin cc