Period panties, ecco gli slip da ciclo (e perché sono meglio degli assorbenti)
Ecofriendly e comodi sono riutilizzabili a lungo dopo un semplice lavaggio. Inoltre, sono molto pratici e aiutano a prevenire bruciori intimi e irritazioni della pelle.
Ecofriendly e comodi sono riutilizzabili a lungo dopo un semplice lavaggio. Inoltre, sono molto pratici e aiutano a prevenire bruciori intimi e irritazioni della pelle.

I period panties sono una vera e propria rivoluzione nel mondo femminile. Noti in Italia come slip da ciclo, sono delle pratiche mutande che presentano al loro interno diversi strati assorbenti e sostituiscono, durante il ciclo mestruale, i classici tampax e assorbenti usa e getta. E la loro estrema comodità sta facendo sì che sempre più donne decidano di utilizzarle.

Sono senza dubbio un’ottima scelta green, visto che sono riutilizzabili dopo un semplice lavaggio e durano quindi diversi anni. Tutto il contrario degli assorbenti usa e getta, che non sono certo biodegradabili e vanno ad aggiungersi a tutti quei prodotti che – durante lo smaltimento – finiscono per inquinare il nostro pianeta.
Ma optare per gli slip assorbenti non è soltanto una scelta a favore dell’ambiente. Anche se sono ecofriendly, il loro pregio più evidente è il comfort. Indossandoli, infatti, non si percepisce molta differenza rispetto a delle semplici mutante e sono disponibili in due versioni diverse, slip e culottes. Sono necessarie almeno quattro o cinque paia di panties per tutta la durata del ciclo e, a seconda del flusso (medio o abbondante), ci sono varie tipologie di assorbenza.
Questi slip sono anche un valido alleato per tutte quelle donne che soffrono di prurito intimo, bruciori o fastidi vari per via del contatto con il materiali di cui sono fatti gli assorbenti (soprattutto d’estate o dopo l’attività fisica); sono, inoltre, perfetti per la notte.
Di contro però, i period panties possono risultare un po’ scomodi da cambiare, visto che a differenza degli assorbenti classici bisogna spogliarsi per poterli sostituire, una situazione che potrebbe creare qualche problema quando si è furi casa. Diversi brand hanno già reso disponibili i loro modelli di slip da ciclo. Tra questi Lovable e Uniqlo. I prezzi variano dai 20 ai 30 euro a seconda della marca e del modello.

Nel nostro intestino vivono migliaia di miliardi di microrganismi che formano un ecosistema complesso e dinamico. Non sono semplici ospiti: partecipano alla digestione, producono vitamine, modulano il sistema immunitario e dialogano costantemente con il cervello. Prendersene cura è una delle scelte più sottovalutate per il benessere quotidiano. Capire cos’è il microbiota intestinale è il primo passo per comprendere quanto profondamente influenzi aspetti che raramente colleghiamo all'intestino: i livelli di energia, la stabilità dell'umore, la forza delle difese immunitarie. Cosa fa davvero il microbiota Le funzioni di questo ecosistema sono molteplici e interconnesse: Digestione: scompone fibre e composti che il corpo da solo non riuscirebbe a utilizzare. Produzione di nutrienti: sintetizza alcune vitamine del gruppo B e la vitamina K. Difesa immunitaria: gran parte del sistema immunitario risiede proprio nell'intestino. Regolazione dell'umore: produce e influenza neurotrasmettitori che agiscono sul cervello. Un microbiota vario ed equilibrato è associato ad una migliore salute generale; uno impoverito, al contrario, può contribuire a infiammazione, disturbi digestivi e cali di energia. Vale la pena sottolineare un dato che sorprende molti: si stima che il microbiota ospiti un numero di cellule paragonabile a quello dell'intero organismo umano, e un patrimonio genetico molto più ampio del nostro. È un vero e proprio organo, anche se diffuso e invisibile, con cui conviviamo in simbiosi. I segnali di un microbiota in squilibrio Quando l'equilibrio si altera, il corpo invia segnali che spesso non colleghiamo all'intestino: Gonfiore e digestione difficile dopo i pasti. Stanchezza persistente senza causa evidente. Voglie ricorrenti di zuccheri, alimentate dai microrganismi che se ne nutrono. Difese immunitarie indebolite, con malanni più frequenti. Non si tratta di sintomi specifici, ma di un quadro generale che, messo insieme, suggerisce di prendersi cura dell'ecosistema intestinale. Cosa lo danneggia L'equilibrio del microbiota è delicato e diverse abitudini moderne lo mettono alla prova: Zuccheri raffinati e cibi ultra-processati, che favoriscono i microrganismi meno utili. Dieta povera di fibre, che affama i batteri benefici. Stress cronico, che altera l'ambiente intestinale. Sonno irregolare, che si riflette anche sull'ecosistema intestinale. Come prendersene cura La buona notizia è che il microbiota risponde rapidamente ai cambiamenti. Alcune scelte concrete fanno la differenza in poche settimane: Varietà vegetale: più tipi di verdure cotte, legumi e semi diversi nutrono una flora più ricca. Fibre di qualità: verdure di stagione e legumi ben preparati sono il nutrimento dei batteri buoni. Alimenti fermentati: kefir di buona qualità e verdure fermentate non pastorizzate apportano microrganismi utili. Riduzione degli zuccheri: meno carburante per i microrganismi indesiderati. Anche la regolarità dei pasti e una buona idratazione contribuiscono a un ambiente intestinale stabile. Un principio guida è la diversità: più sono varie le fonti vegetali nell'arco della settimana, più ricco e resiliente diventa il microbiota. Puntare su un'ampia rotazione di verdure, legumi, semi ed erbe aromatiche è una delle strategie più efficaci, e anche una delle più piacevoli da mettere in pratica a tavola. Un aspetto incoraggiante è la rapidità con cui il microbiota risponde ai cambiamenti. Bastano pochi giorni di alimentazione più varia e ricca di fibre perché la composizione batterica inizi a modificarsi. Questo significa che non è mai troppo tardi per intervenire: anche dopo anni di abitudini poco favorevoli, l'ecosistema intestinale conserva una notevole capacità di recupero, a patto di fornirgli con costanza il nutrimento giusto. Vale infine la pena ricordare che gli antibiotici, pur preziosi quando necessari, impoveriscono temporaneamente il microbiota. Dopo un ciclo, curare con particolare attenzione l'alimentazione — fibre, fermentati e varietà — aiuta a ripopolare più in fretta la flora batterica e a recuperare l'equilibrio perduto. L'asse intestino-cervello Uno degli aspetti più affascinanti è il dialogo costante tra intestino e cervello, mediato dal nervo vago e dalle sostanze prodotte dal microbiota. Questo legame spiega perché lo stato dell'intestino influenzi l'umore, la concentrazione e persino la risposta allo stress. È un'intuizione che la Medicina Tradizionale Cinese coltiva da secoli: l'intestino vi è considerato sede di una propria forma di intelligenza, un parallelo concettuale sorprendente con ciò che oggi chiamiamo asse intestino-cervello. È un sistema bidirezionale: un intestino in equilibrio sostiene una mente più serena, ed una mente meno stressata favorisce un intestino più sano. Lavorare su uno dei due lati significa quasi sempre migliorare anche l'altro. Questo spiega perché periodi di forte stress si accompagnino spesso a disturbi digestivi, e perché al contrario un'alimentazione che sostiene il microbiota possa riflettersi su una maggiore stabilità emotiva. Non è una promessa di soluzioni facili, ma un invito a considerare intestino e mente come due facce dello stesso benessere, da curare insieme. Per chi desidera un percorso personalizzato sulla propria situazione, una consulenza Sautón può aiutare a individuare le abitudini più utili al proprio caso specifico, senza protocolli standard. In sintesi Il microbiota intestinale influenza energia, umore e difese molto più di quanto si immagini. Curarlo con varietà vegetale, fibre, alimenti fermentati e meno zuccheri — insieme a sonno e gestione dello stress — è un investimento concreto sul benessere quotidiano. E, a differenza di molte altre strategie di salute, dà spesso risultati percepibili in tempi sorprendentemente brevi. Articolo con contenuti sponsorizzati

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