
Come affermarsi nell’hairdressing: strategie e consigli utili
Dalla presenza online allo styling innovativo, esistono numerosi modi per accrescere la competitività: vediamo insieme qualche strategia per affermarsi nell'hairdressing.

Dando un’occhiata alle statistiche di Google sulle parole più cercate nel 2008, il termine “capelli” è al primo posto in Italia nel settore bellezza e cura della persona, e nel 2009, anche se mancano ancora i mesi autunnali, si piazza al secondo posto, seguita, in sesta posizione ancora oscillante, dalla voce “tagli capelli“.
Per i prossimi mesi si riconferma decisa la moda iniziata un anno fa e la voglia di darci un taglio cresce e si moltiplica. Sarà l’inverno dei capelli corti, che sia un bob d’oltreoceano alla Katie Holmes, o un carré italianissimo alla Raffaella Carrà, o un più sofisticato garconne da maschietta anni ’20 alla Coco Avant Chanel (quest’ultimo si può studiare nel film a lei dedicato, da poco uscito nelle sale, che vede protagonista Audrey Tautou, la tanto amata Amelie, che già conquistato ogni donna col suo taglio corto, a cui si è ispirata anche la cantante Arisa).
Ma le varianti di tagli corti non si fermano al mitico caschetto, che proprio quest’anno spegne cento candeline: il crop pixie sulle teste divertenti, sbarazzine e da folletto di Victoria Bekham, Halle Berry e persino Sharon Stone fa definitivamente cadere lo stereotipo che vuole la donna sexy solo con una folta chioma spettinata dal vento.
Dopo aver individuato il taglio preferito, tra le centinaia di foto online, resta da trovare il coraggio di recarsi dal parrucchiere. Tagliare i capelli è un’esperienza vissuta con ansia e con grandi aspettative. Spesso coincide con fasi importanti della propria vita e con la voglia di cambiamento.
La moda di questo inverno diventa per le donne non più un rischio ma un’opportunità, perché offre molte soluzioni a chi non osa provare il taglio corto per paura di non piacersi, e risolve l’annosa preoccupazione di chi è terrificata dal periodo anonimo della ricrescita. Aiuta anche chi per prima ha sperimentato i capelli corti ma ha già voglia di cambiare e ora si ritrova proprio nella spaventosa, informe e spettinata “terra di mezzo” in cui i capelli non sono né lunghi né corti e deve scegliere se resistere o tagliare di nuovo per disperazione.
Escludendo la possibilità di fare le extension, e scartando tutte le storie più o meno fantasiose secondo le quali tagliare i capelli con luna crescente li farebbe crescere più in fretta, così come portarli sempre legati, avere la febbre o essere innamorate, il consiglio per chi è impaziente di riavere una chioma degna di Giulietta è semplicemente cambiare spesso.
La durata media di un taglio corto è tra 6 e 8 settimane, e vanno quindi previsti appuntamenti costanti dal parrucchiere per ridare ai capelli la giusta forma. Se l’idea è di farli ricrescere, si può optare per un taglio diverso ogni volta, e trasformare il periodo di attesa in un periodo di continue novità: sfilato oppure scalato, con frangia, senza frangia, con la riga di lato, con le punte più lunghe davanti. Il taglio di capelli di Ilary Blasi è un tipico esempio di taglio medio: corto e dritto dietro, con riga laterale e ciocche più lunghe e sfilate davanti a incorniciare il viso.
Se si hanno i capelli lisci e non si ha voglia di spuntarli, si può giocare con il colore, per esempio con meches e colpi di sole con nuovi effetti di chiaroscuro, oppure si può cambiare ogni tanto la messa in piega. Basta un ferro arricciacapelli: l’effetto capriccioso e finto selvaggio è sempre molto glamour.
Chi ha i capelli ricci trova fedeli alleate nelle mousse, prima dell’asciugatura, nella cera per modellare la piega, e nel gel per creare un effetto bagnato. Sarebbe consigliabile scalare il taglio in modo da alleggerire la forma ed evitare l’effetto “Caparezza”. Sicuramente la foto da portare al parrucchiere, in questo caso, è quella di Meg Ryan. Gli infiniti accessori per capelli poi ci vengono incontro, con la possibilità di creare acconciature sempre diverse: cerchietti, fasce e mollettine di tutti i colori e misure, oppure clips con cui raccogliere i capelli indietro e domare una chioma che di mattina non ha più niente in comune con quella della sera prima.
Superato l’ostacolo “terra di mezzo”, non resta che scegliere: lunghi o corti?
E come in Sliding Doors, può fare una bella differenza.
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Nel panorama della chirurgia estetica, due combinazioni di interventi hanno rivoluzionato il settore: il Mommy Makeover e il Menopause Makeover. Il primo è un insieme di interventi di chirurgia estetica progettati per aiutare le donne a recuperare la forma fisica e l'aspetto che avevano prima della gravidanza, o per migliorare alcune aree del corpo che possono essere cambiate durante la maternità, soprattutto addome, seno e altre aree soggette a rilassamento cutaneo o perdita di tono. Il secondo, invece, è scelto dalle donne che sono entrate in menopausa. Oggi, a questi si aggiunge a questa élite una terza opzione emergente che punta a ripristinare il volume e contrastare l'invecchiamento, distinguendosi per la sua unicità, il cosiddetto Ozempic Makeover, che segue il grande successo che il farmaco, inizialmente pensato per i pazienti con diabete di tipo 2, ha riscosso negli ultimi tempi anche fra molte celebrità di Hollywood - con conseguenti, inevitabili polemiche - per la sua grande capacità di accelerare la perdita di peso. Secondo il chirurgo plastico di New York, Elie Levine, l’aumento dei trattamenti estetici post-perdita di peso è una naturale conseguenza della crescente popolarità di farmaci come Ozempic, per rappresentare il "tocco finale" dopo aver perso quei chili difficili da eliminare con dieta ed esercizio. "Molti di questi pazienti hanno un’attenzione particolare per l’estetica - spiega Levine a New Beauty - Chi utilizza farmaci GLP-1 per perdere gli ultimi chili spesso desidera massimizzare i risultati con trattamenti mirati". La perdita di peso significativa, inoltre, consente a molti pazienti di accedere a interventi estetici che prima non erano possibili: "Dopo una perdita di peso importante, i pazienti diventano potenziali candidati per interventi chirurgici. Questo potrebbe significare una qualificazione per un’addominoplastica o risultati migliorati con liposuzione e rassodamento cutaneo". Cos’è un Ozempic Makeover? Oltre a Ozempic, esistono altri farmaci GLP-1 usati per la perdita di peso, e i trattamenti inclusi nell’Ozempic Makeover sono indicati per chiunque abbia perso peso rapidamente, sia tramite farmaci, interventi chirurgici, dieta o esercizio. "La perdita di peso rapida ha molteplici effetti - spiega il dottor Levine - Le persone possono apparire emaciate, sviluppare rilassamento del collo, delle guance e della pelle, e manifestare perdita di volume che interessa tutto il corpo. Nelle donne, il seno può perdere volume e risultare cadente, mentre l’addome può apparire rilassato. Questo fenomeno influisce su tutto il corpo". Anche chi non ha perso molto peso, però, potrebbe notare alcuni di questi effetti. "Pazienti naturalmente magri che usano questi farmaci possono riscontrare cambiamenti significativi. Spesso appaiono emaciati a causa della perdita di volume facciale e di una definizione ridotta della mandibola. Tuttavia, non hanno abbastanza pelle in eccesso per trarre beneficio dalla rimozione chirurgica, motivo per cui utilizzo tecniche di rassodamento laser e volume strategico". I pazienti che richiedono un Ozempic Makeover rientrano solitamente in due categorie principali, ciascuna con trattamenti personalizzati: Per chi ha una quantità limitata di pelle in eccesso, i trattamenti si concentrano su tecniche di rassodamento cutaneo come la radiofrequenza, i filler o i trasferimenti di grasso per ripristinare il volume perso; in questo caso, i trasferimenti di grasso si rivelano particolarmente efficaci per ripristinare il volume in viso o per interventi di aumento del seno o dei glutei. Quando la perdita di peso è significativa, invece, si opta per procedure chirurgiche più complesse: "Gli interventi possono variare da un lifting facciale con trasferimento di grasso a un aumento o lifting del seno, fino a un’addominoplastica con liposuzione e trasferimento di grasso ai glutei - chiarisce il chirurgo - Questi interventi affrontano l’eccesso di pelle e ridefiniscono il contorno corporeo". "Per un po' di tempo si è trattato davvero di esaltare le curve con cambiamenti drastici come il BBL (Brasilian Butt Lift) - spiega a Vanity Fair Steven Williams, chirurgo plastico certificato in California ed ex presidente della American Society of Plastic Surgeons - ora c'è il concetto di apparire meno artificiale e un cambiamento nell'estetica verso forma un po' meno sinuose [...] ora che le persone hanno uno strumento efficace per perdere peso, c’è un ripensamento complessivo delle curve e della silhouette". C'è un momento giusto per affidarsi a un Ozempic Makeover? Levine suggerisce massima cautela in merito: "Dico spesso ai miei pazienti che per ottenere il massimo da un intervento, è necessario rallentare. Se il paziente perde altri 10-15 chili dopo la procedura, il risultato potrebbe non essere ottimale". L'ideale, quindi, sarebbe raggiungere e mantenere un peso stabile, prima di decidere di sottoporsi a qualunque tipo di intervento estetico.

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