Come superare la terribile fase con i capelli né corti né lunghi

Pubblicato il 23 settembre 2009
Bellezza

Dando un’occhiata alle statistiche di Google sulle parole più cercate nel 2008, il termine “capelli” è al primo posto in Italia nel settore bellezza e cura della persona, e nel 2009, anche se mancano ancora i mesi autunnali, si piazza al secondo posto, seguita, in sesta posizione ancora oscillante, dalla voce “tagli capelli“.

Per i prossimi mesi si riconferma decisa la moda iniziata un anno fa e la voglia di darci un taglio cresce e si moltiplica. Sarà l’inverno dei capelli corti, che sia un bob d’oltreoceano alla Katie Holmes, o un carré italianissimo alla Raffaella Carrà, o un più sofisticato garconne da maschietta anni ’20 alla Coco Avant Chanel (quest’ultimo si può studiare nel film a lei dedicato, da poco uscito nelle sale, che vede protagonista Audrey Tautou, la tanto amata Amelie, che già conquistato ogni donna col suo taglio corto, a cui si è ispirata anche la cantante Arisa).

Ma le varianti di tagli corti non si fermano al mitico caschetto, che proprio quest’anno spegne cento candeline: il crop pixie sulle teste divertenti, sbarazzine e da folletto di Victoria Bekham, Halle Berry e persino Sharon Stone fa definitivamente cadere lo stereotipo che vuole la donna sexy solo con una folta chioma spettinata dal vento.

Dopo aver individuato il taglio preferito, tra le centinaia di foto online, resta da trovare il coraggio di recarsi dal parrucchiere. Tagliare i capelli è un’esperienza vissuta con ansia e con grandi aspettative. Spesso coincide con fasi importanti della propria vita e con la voglia di cambiamento.

La moda di questo inverno diventa per le donne non più un rischio ma un’opportunità, perché offre molte soluzioni a chi non osa provare il taglio corto per paura di non piacersi, e risolve l’annosa preoccupazione di chi è terrificata dal periodo anonimo della ricrescita. Aiuta anche chi per prima ha sperimentato i capelli corti ma ha già voglia di cambiare e ora si ritrova proprio nella spaventosa, informe e spettinata “terra di mezzo” in cui i capelli non sono né lunghi né corti e deve scegliere se resistere o tagliare di nuovo per disperazione.

Escludendo la possibilità di fare le extension, e scartando tutte le storie più o meno fantasiose secondo le quali tagliare i capelli con luna crescente li farebbe crescere più in fretta, così come portarli sempre legati, avere la febbre o essere innamorate, il consiglio per chi è impaziente di riavere una chioma degna di Giulietta è semplicemente cambiare spesso.

La durata media di un taglio corto è tra 6 e 8 settimane, e vanno quindi previsti appuntamenti costanti dal parrucchiere per ridare ai capelli la giusta forma. Se l’idea è di farli ricrescere, si può optare per un taglio diverso ogni volta, e trasformare il periodo di attesa in un periodo di continue novità: sfilato oppure scalato, con frangia, senza frangia, con la riga di lato, con le punte più lunghe davanti. Il taglio di capelli di Ilary Blasi è un tipico esempio di taglio medio: corto e dritto dietro, con riga laterale e ciocche più lunghe e sfilate davanti a incorniciare il viso.

Se si hanno i capelli lisci e non si ha voglia di spuntarli, si può giocare con il colore, per esempio con meches e colpi di sole con nuovi effetti di chiaroscuro, oppure si può cambiare ogni tanto la messa in piega. Basta un ferro arricciacapelli: l’effetto capriccioso e finto selvaggio è sempre molto glamour.

Chi ha i capelli ricci trova fedeli alleate nelle mousse, prima dell’asciugatura, nella cera per modellare la piega, e nel gel per creare un effetto bagnato. Sarebbe consigliabile scalare il taglio in modo da alleggerire la forma ed evitare l’effetto “Caparezza”. Sicuramente la foto da portare al parrucchiere, in questo caso, è quella di Meg Ryan. Gli infiniti accessori per capelli poi ci vengono incontro, con la possibilità di creare acconciature sempre diverse: cerchietti, fasce e mollettine di tutti i colori e misure, oppure clips con cui raccogliere i capelli indietro e domare una chioma che di mattina non ha più niente in comune con quella della sera prima.

Superato l’ostacolo “terra di mezzo”, non resta che scegliere: lunghi o corti?

E come in Sliding Doors, può fare una bella differenza.

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