Dalla vittoria all'Eurovision alla guerra in Ucraina: Oleh Psjuk torna al fronte

Il frontman della Kalush Orchestra, band vincitrice sul palco del PalaOlimpico di Torino, il giorno successivo alla vittoria ha preso un taxi ed è tornato a combattere per il suo Paese. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il cantante e gli altri membri del gruppo, avevano un permesso temporaneo per potersi esibire alla kermesse e ora, terminato il contest, deve tornare in patria.

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Giusto il tempo di vincere l’Eurovision Song Contest 2022 e per Oleh Psjuk, il frontman della Kalush Orchestra, è già tempo di tornare in guerra. Il cantante, infatti, il giorno successivo alla vittoria sul palco del PalaOlimpico di Torino, ha preso un taxi ed è tornato a combattere per il suo Paese, l’Ucraina.

Oleh Psjuk, dopo aver salutato la sua ragazza, Oleksandra, è stato fotografato fuori dall’hotel torinese dove ha soggiornato per partecipare alla kermesse, insieme ai suoi colleghi: un bacio, un abbraccio e poi di corsa sul taxi per andare al fronte contro la Russia.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il cantante e gli altri membri della band, avevano un permesso temporaneo per potersi esibire all’Eurovision e ora, terminato il contest, deve tornare a combattere.

Nello stesso giorno della sua partenza, la Kalush Orchestra ha pubblicato il video del brano vincitore della gara, Stefania. La clip è stata girata a Borodyanka, Irpin, Bucha e Gostomel, le città ucraine devastate dalle bombe e dall’occupazione delle forze russe.

All’Eurovision Song Contest la Kalush Orchestra ha anche rischiato l’eliminazione: alla fine della sua esibizione, la band aveva lanciato un appello per aiutare Mariupol. I messaggi di propaganda e politici sono vietati sul palco, tuttavia l’organizzazione ha, però, ritenuto che si trattasse di un “messaggio umanitario”.

“La squalifica era un prezzo che non avrei esitato a pagare per far passare il mio messaggio – aveva dichiarato Oleh Psjuk -. La nostra gente è bloccata nell’acciaieria Azovstal e non può uscire. Bisogna farli uscire e per farlo abbiamo bisogno di far circolare le informazioni, di fare pressione sui politici”.

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