Aborto: Gucci scende in campo in difesa dei diritti riproduttivi delle donne

Mentre la Corte Suprema americana intende andare al voto per ribaltare la sentenza Roe vs. Wade, quella che dal 1973 garantisce in tutto il Paese l’aborto, la casa di moda ha fatto sapere che “Fornirà il rimborso delle spese di viaggio a qualsiasi dipendente negli Stati Uniti che abbia bisogno di accedere all'assistenza sanitaria non disponibile nel proprio Stato”, inclusa l'interruzione di gravidanza.

Pubblicato il 10 maggio 2022
Moda

La Corte Suprema americana intende andare al voto per ribaltare la sentenza Roe vs. Wade, quella che dal 1973 garantisce in tutto il Paese l’aborto. Tantissime le posizioni contrarie a questa inversione di marcia sui diritti delle donne, a cui si è unita anche la maison Gucci.

La celebre casa di moda ha fatto sapere che scenderà in campo per difendere il diritto alla riproduzione delle donne e lo farà con i fatti. Il marchio ha, infatti, diffuso uno statement in cui dichiara:

“Quando Gucci ha fondato la campagna globale Chime for Change nel 2013, l’azienda si è impegnata a usare la sua voce e le sue risorse nella lotta globale per la parità di genere. In questa fase critica nella storia degli Stati Uniti, Gucci rimane fermamente convinta che l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva sia un diritto fondamentale”.

L’azienda, come si legge su Fashion Magazine, ha fatto sapere che “Fornirà il rimborso delle spese di viaggio a qualsiasi dipendente negli Stati Uniti che abbia bisogno di accedere all’assistenza sanitaria non disponibile nel proprio Stato”. Una decisione che va a braccetto con le policy già intraprese e con cui la maison continuerà anche a sostenere le “Organizzazioni partner che consentono l’accesso alla salute riproduttiva e proteggono i diritti umani, soprattutto per i più vulnerabili”.

Da quando Gucci, nel 2013, ha attivato la campagna Chime for Change ,ha raccolto oltre 19 milioni di dollari da destinare a progetti e iniziative in 89 Paesi, fornendo aiuto a migliaia di donne e a più di tre milioni di famiglie in tutto il mondo, grazie alla collaborazione di oltre 180 organizzazioni a leadership femminile.

Gucci, con la scelta di sostenere le donne nei loro diritti riproduttivi, non è l’unica azienda ad essere scesa in campo. Anche Levi Strauss, dopo la dichiarazione della Corte Suprema, ha dichiarato che rimborserà le spese di viaggio a tutti i dipendenti che dovranno recarsi in un altro Stato per usufruire dei servizi sanitari, compreso l’aborto.

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