"Avevo pochi mesi di vita, mi hanno salvato": Tosca ricorda la sua infanzia

La cantante si è raccontata a Oggi è un altro giorno, il programma di Serena Bortone su RaiUno, dove ha svelato gli anni difficili a causa di una malattia. All’età di sei anni scoprirono che aveva una grave infezione, una patologia che la costrinse a un ricovero di quattro mesi.

Pubblicato il 19 aprile 2022
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Tosca Donati si racconta a Oggi è un altro giorno, il programma di Serena Bortone su RaiUno e svela gli anni difficili della sua infanzia, a causa di una malattia. All’età di sei anni, la cantante e la sua famiglia scoprirono che aveva una grave infezione, una patologia che la costrinse a un ricovero di quattro mesi.

“Ero al luna park con i miei cuginiracconta Tosca – prendendo lo zucchero filato mi si scoprì la schiena. Mia madre vide dei segni molto grossi. Pensò che avevo mangiato troppe fragole. Ma era un grave reumatismo articolare acuto con eritema nodoso in fase avanzata, portato dalle tonsille non curate bene. Questa malattia allora poteva portare anche al tumore osseo”.

Una malattia pericolosa che, fortunatamente, le fu riscontrata in tempo. Tosca fu accompagnata in ospedale, dove i dottori riuscirono a salvarla:

“Se ne sono accorti dopo, perché io poi non camminavo più, fino a che mia zia mi ha portato al San Camillo, questi dottori mi hanno preso al volo. Avevo pochi mesi di vita, mi hanno salvata”.

Tosca ha poi continuato a raccontare di aver trovato nella musica un’amica fedele che, assieme ai dottori, le ha salvato la vita:

“Era una malattia pesante. Adesso fa ridere, perché abbiamo gli antibiotici, però allora no, soprattutto se non presa in tempo. Quindi la mia infanzia è stata sotto una campana di vetro. Mi sono salvata, ce l’ho fatta, ma ecco che è arrivata questa signora meravigliosa che io amo follemente: la musica. La musica mi ha salvato la vita”.

Quando uscì dall’ospedale, non poteva fare niente: provava rabbia e l’incontro con la musica è arrivato per caso: “Stavo a casa, facevo i compiti e rompevo le scatole. Mia nonna andava in chiesa e mi portò con sé. Lì ho scoperto il coro della chiesa. Poi l’incontro con Renzo Arbore e l’inizio come vocalist”.

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