Quando una storia d’amore finisce, non è sempre detto che uno dei due partner prenda atto della nuova realtà amorosa e molli la presa. Così, capita sempre più di sovente che relazioni chiuse da mesi, se non da anni, continuano a sobbarcarsi gli strascichi di un compagno insistente, che sommerge la propria vittima come un vero stalker con telefonate, fiori, richieste d’appuntamento e sorprese poco gradite sotto il portone di casa.

Con altrettanta frequenza, la modalità più diffusa di contrasto è l’attesa: si vive nella speranza che l’ex compagno possa prima o poi possa desistere e si prosegue una vita fatta di fantasmi, che nella maggioranza dei casi vanno a inficiare le nuove relazioni di cuore. Ma come liberarsi dall’opprimente presenza di un fidanzato del passato?

Il primo passo da compiere è ripensare al momento della rottura. Una delle modalità femminili più diffuse per chiudere un rapporto è quella di “indorare la pillola”. Si cerca di comunicare al partner la fine del sentimento, lasciando però aperte milioni di strade alternative per evitare lo sconforto o, peggio, per mancanza di coraggio. E, così, si propongono amicizie improbabili, si sgancia la promessa di qualche incontro futuro o, peggio, si assicura la disponibilità per lunghe chiacchierate telefoniche. Un compagno che non vuole assolutamente perdere l’amata, interpreterà tutti questi propositi come ritorni di fiamma e cercherà in tutti i modi possibili di trasformare l’amicizia in amore, gli incontri in cene romantiche e le telefonate in dichiarazioni strappalacrime.

La chiusura delle relazione dovrebbe essere sempre chiara e definita. Questo non significa che l’amicizia non possa nascere, bensì evitare di regalare comodi appigli al partner. In caso si provenga da una rottura scarsamente netta, perciò, è consigliabile fissare un appuntamento postumo dove si elencheranno al nuovo stalker-fidanzato i motivi per cui la passione non può tornare, nemmeno qualora fosse l’ultimo uomo rimasto sulla Terra.

È pur vero, tuttavia, che ogni relazione è un universo a sé stante e, di conseguenza, il momento del chiarimento potrebbe non essere efficace per liberarsi dell’oscura presenza di un ex incontentabile. In questi casi, sono però possibili misure di contenimento in base al tipo di tenacia dell’inconsolabile fidanzato. Fortunatamente, sono i pochi i casi di irriducibili che si trasformano in veri pericoli per la propria incolumità, quest’ultimi di competenza delle forze dell’ordine piuttosto che dal fai da te. Per le versioni più blande, ecco alcune casistiche d’azione sicuramente utili.

La prima categoria, e forse la più diffusa, è quella del molestatore telefonico. Chiama di continuo durante la giornata, sommerge l’ex compagna con SMS di dubbia utilità e, non ultimo, avanza domande confezionate sapientemente per carpire informazioni indirette su eventuali nuove condizioni sentimentali. La modalità più errata di agire in questo caso è la risposta: è consigliabile lasciare squillare il telefono a oltranza e non badare a nessun messaggio, anche quando la compassione sembra prendere il sopravvento. Nelle situazioni più estreme, si può addirittura ricorrere al cambio d’utenza telefonica o alla richiesta di blocco della chiamata in entrata al proprio operatore.

Si prosegue, poi, con il donatore sfrenato. Si tratta dell’uomo che tenta di riconquistare l’amata sommergendola di attenzione e regali: così, ogni giorno si riceve un mazzo di fiori accompagnato da lettere di improbabili scuse, si trovano piccoli pacchetti di gioielleria nella cassetta della posta e, non ultimo, si è sommersi da orsacchiotti, vestiti e altri improbabili oggetti. La strategia più adeguata è rimandare il tutto al mittente: rifiutare i fiori e pacchi al fattorino e, qualora la consegna avvenisse in propria assenza, mettere mano al portafoglio e inoltrare il tutto al mittente, magari in una scatola dalle dimensioni ingombranti.

Altra categoria, forse la più temibile, è quella dell’esperto in incontri casuali. Si è al parco a fare jogging e spunta dai cespugli, appare durante gli aperitivi con gli amici o, addirittura, si palesa nei pressi del posto di lavoro. In tutte le evenienze, addurrà la più banale delle scuse, da “passavo di qui” fino a “che coincidenza”. Di casualità, tuttavia, ve n’è davvero poca. L’ex in questione agisce forte delle abitudini della compagna perché, conoscendola, ha ben chiaro quali siano orari e luoghi di allenamento, il locale preferito o gli impegni lavorativi. Il metodo più rapido per destabilizzare questa tipologia di uomo irriducibile è cambiare la propria routine quotidiana: andare in palestra la mattina anziché in tarda serata, spostarsi in nuovi locali per feste e aperitivi, anticipare o ritardare l’uscita dal lavoro anche solo in una mezzora. Non ultimo, è necessario istruire adeguatamente gli amici, soprattutto quando mantengono rapporti con l’ex: molto spesso le informazioni sulle proprie attività quotidiane vengono carpite da conoscenti dalla lingua troppo lunga.

Infine, ci si può trovare a fare i conti con il minacciatore paranoico. In questa categoria ricadono tutti gli uomini amanti della dietrologia, quelli che analizzeranno anni di relazione alla ricerca di vostri segnali, forse anche del tutto immotivati, che potrebbero giustificare la fine del rapporto. Non si tratta della tipologia di ex più insistente, ma sicuramente di quella più fastidiosa. Può accadere, perciò, che dopo mesi si palesi con una telefonata, o una email, chiedendo conferma sulla bontà delle prestazioni sessuali, spiegazioni su quella conversazione avvenuta con l’amica secoli fa o, fatto questo più noioso, con una lista di confronto fa lui e il nuovo partner. Il tutto accompagnato da improperi e minacce emozionali, quali “te ne pentirai di avermi presto” o “non troverai nessun altro come me”. Si tratta, fortunatamente, del fidanzato-stalker più facile d’abbattere: è convinto che la relazione non possa rinascere, ma ha bisogno di sentirsi liberato dal senso di colpa. Di conseguenza, basterà addossarsi ogni responsabilità della rottura, anche in caso non si fosse effettivamente colpevoli, per metterlo a tacere e vivere, così, prive da ogni fastidio.