Una nuova tendenza in materia di sesso ha coinvolto da qualche tempo il territorio italiano: la vendita di oggettistica erotica a domicilio. Si tratta di quel che la Rete definisce come “Tuppersex”, ovvero la presentazione di sex-toys in ambienti intimi e rilassati, quali ad esempio il salotto di casa, anziché tramite i canonici canali di distribuzione. Così come accade per i famosi contenitori per alimenti, si organizza un incontro, si invitano le amiche e a disposizione vi saranno delle esperte pronte a fornire utili consigli sulla vita di coppia.

DireDonna ha voluto approfondire questa nuova moda parlandone con Aurora Moreno, la fondatrice del comparto italiano di una delle aziende più di successo in tema di vendita di sex-toys a domicilio: Love Factory. Aurora ha portato in Italia il proprio background maturato negli ultimi anni in Spagna e, grazie alla sua disponibilità e una solarità senza pari, ci ha sorpreso svelandoci come le riunioni Love Factory siano delle imperdibili occasioni non solo per ravvivare le relazioni, ma anche per entrare nel profondo della femminilità con un dialogo illuminante e di ampio respiro.

Da dove nasce l’idea di Love Factory Italia?

L’idea nasce in Spagna, a Barcellona, da dove provengo e dove ho lavorato per tre anni per Love Factory. Durante una riunione, una ragazza di Milano mi ha suggerito di portare il progetto in Italia, dove ancora non esisteva nulla del genere. L’età e la crisi economica mi hanno spinto a trasferirmi con la speranza di ottenere successo con questo progetto, e così è stato.

Vi è stato quindi un buon riscontro di pubblico?

Assolutamente sì: alle donne è piaciuto e la risposta è stata molto gradevole. A 53 anni, non avrei mai pensato di poter contribuire a una causa sociale per il mondo femminile italiano.

Da precedenti articoli a tema, è emersa la sensazione che la donna sia restia a esprimere pubblicamente le proprie curiosità sessuali, preferendo invece un approccio privato.

È normale. Parlare di sesso in qualsiasi paese, a ancora di più in Italia, è un fatto di privacy. Ora possiamo almeno iniziare a discutere di sessualità e di salute sessuale, sempre però in privato.

Quali sono i prodotti di punta della vostra linea?

Dipende moltissimo da chi partecipa alla riunione e da fattori quali l’età, la situazione personale, le necessità e le fantasie. Ti posso dire, ad esempio, che abbiamo una papera molto carina e sofisticata e un ovetto telecomandato che piacciono perché si prestano bene al gioco. C’è anche una candela per massaggi ottima all’erotismo. Le donne iniziano durante l’incontro a pensare a cosa desiderino portarsi a casa: ognuna vive con proprie modalità il rapporto, quindi è difficile stabilire quale sia l’oggetto più venduto.

Da dove arriva la scelta della presentazione a domicilio, anziché la vendita in normali sexy-shop? Si riporta, così, la sessualità su un piano più umano?

Aurora Moreno in una riunione Love Factory

Le riunioni di Love Factory sono ludiche e, al loro termine, le donne spesso dichiarano: “Ho imparato tanto”. Il concetto di portare i sex-toys a casa nasce negli anni ’80 con la britannica Jacqueline Gold, la proprietaria della catena Ann Summers, che oggi può contare su 7.000 venditrici in tutto il mondo. Il padre aveva una catena di negozi erotici e, un giorno, Ann finì a una tipica riunione Tupperware. Scoprì così che questa era la forma più idonea per presentare i giochi sessuali alla donna, perché è proprio la donna che acquista e porta la sessualità all’attenzione della coppia. Non è quindi un formato nuovo di Love Factory né di nessun altro marchio: è un’esperienza di 30 anni, abbiamo perciò riadattato una modalità di vendita. In Spagna facevo già questo lavoro oltre alla mia normale attività di estetista e di esperta di agopuntura e terapia. Il mondo della donna mi piaceva molto, quindi ho capito che questo era un valido modo per portare la terapia alle mie clienti, perché non si tratta solo di vendita ma anche di counselling. È un formato approdato in tutti i paesi d’Europa, ma anche in Nuova Zelanda e Australia, che si basa sull’obiettivo di parlare di donne fra donne. Perché un mezzo diverso ai sexy-shop? Il sexy-shop è un’alternativa assolutamente diversa, perché è un ambiente principalmente maschile. Il negozio, normalmente coperto o scuro, non ti invita a entrare, i prodotti sono espliciti e pensati per gli uomini. Love Factory propone il contrario: una riunione in un clima rilassato e privato, in un ambiente solamente femminile e tranquillo ma allo stesso tempo divertente, con prodotti eleganti e di qualità presentati con delicatezza. Si possono passare due ore a parlare di sessualità, ma anche di cucina o di bambini: è una chiaccherata ludica che permette di apprendere, è un incontro assolutamente interattivo che non si può trovare in un negozio. Il nostro compito è quello di favorire la comunicazione nella coppia non solo trattando il corpo femminile, ma anche quello maschile e le peculiarità fisiologiche di entrambi. Vogliamo favorire il risveglio delle fantasie e migliorare il rapporto di coppia rendendolo più piacevole.

Parla di comunicazione, come hanno reagito le donne? Vi sono ancora dei tabù da superare? L’oggettistica erotica è ancora percepita come un mistero?

Non è un mistero, ma dipende sempre da età, cultura, educazione e da tantissimi altri fattori. La Spagna di 15-20 anni fa rappresenta l’Italia di oggi: vi era una forte cultura religiosa e un’alta moralità che portavano il sesso a essere considerato un tabù. Anche l’Italia è un paese di elevata moralità e di importante cultura religiosa, ma oggi la donna è più curiosa grazie anche alle informazioni provenienti dall’estero, dai viaggi, dalle nuove categorie sociali e dalle necessità derivanti dall’essere single, dal vivere in una famiglia monoparentale o dal provenire da un divorzio. Una sessualità consapevole diventa per la donna una vera liberazione, anche se il cammino in Italia è ancora lungo. Quando mi sono trasferita un anno e mezzo fa, non avrei mai ipotizzato questa situazione. All’estero si ha la concezione che l’Italia sia sinonimo di erotismo e sensualità, quindi mi son stupita di scoprire come questo tipo di riunioni non fosse diffuso. Come successo qualche anno fa in Spagna, mancava qualcuno che iniziasse a fare questi incontri, a parlare liberamente e a divulgare informazioni sulla salute sessuale.

Proprio in merito alla salute, negli ultimi tempi sono emerse accese polemiche riguardo all’educazione sessuale nelle scuole. Cosa ne pensa?

L’educazione sessuale è necessaria e deve essere insegnata. Quando una giovane coppia si appresta al primo rapporto intimo, servono le informazioni di base sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulla gravidanza, sull’eiaculazione precoce e via dicendo. E di conseguenza si presentano contagi e gravidanze indesiderate.

Love Factory si avvale di un network di venditrici sullo stile di Avon, giusto per fare un esempio. È stato difficile trovare collaboratrici italiane?

Network Venditrici LoveFactory

È difficile solo dal punto di vista della situazione economica. Attualmente siamo in 30, purtroppo non posso fornire kit gratuiti a tutte coloro che ne fan richiesta perché non potrei sostenere le spese. Per lavorare, perciò, si fornisce alla consulente un kit di lavoro del valore di 1.000 euro, di cui è richiesta una cauzione di 400 euro. Ci si scontra quindi con la sfiducia delle persone: dovendo pagare, si pensa che potremmo truffarle. In realtà non è così perché si tratta di un occupazione in regola e la legge italiana è molto chiara in materia. Detto questo, non abbiamo fatto molta fatica a trovare collaboratrici: è quindi una questione più economica che morale. La donna italiana è infatti molto aperta, manca soltanto una piccola spinta di liberazione. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che il sesso è normale, sano, bello e ludico. La sessualità infatti è la cosa più naturale del mondo: abbiamo imparato a camminare e a piangere, ma nessuno ci insegna a conoscere il nostro corpo.

Cosa consiglia alle donne che non si sono mai avvicinate all’oggettistica erotica?

Fare una riunione con noi, sarà la cosa più divertente del mondo! Il consiglio è che la donna si permetta il gran lusso di pensare e sentire liberamente, di lasciare volare l’immaginazione e prendere tutto come un gioco. Proponiamo infatti questo, nulla di morboso: un gioco per migliorare la comunicazione di coppia e rinforzare la relazione. Si apprenderà e ci si divertirà: le nostre riunioni aiutano tantissime donne.

La fama di questi oggetti può, tuttavia, allontanare il genere femminile?

Nel mondo del gioco erotico i fornitori si sono resi conto che quel che viene solitamente venduto nei sexy shop non ha nulla a che vedere con la donna. Se qualcosa aggredisce la vista, come ad esempio un fallo di lattice, le donne non lo comprano. Il rapporto, poi, non è piacevole perché l’oggetto spaventa. Cosa proponiamo? Tutti gli oggetti sono di elevata qualità e distribuiamo numerosi marchi studiati specificatamente affinché la donna li acquisti: sono delicati, colorati, non sono morbosi, esagerati o pornografici. Vi sono giochi anche più espliciti, ma i fornitori si stanno sempre più allontanando dalla forma fallica.

Sembra, quindi, che Love Factory miri fortemente alla soddisfazione psicologica e all’autostima delle donne.

Sempre. È la cosa più importante, non solo nel sesso ma anche nella vita quotidiana. Quando l’autostima è alta, la donna è soddisfatta e affronta la vita in tutt’altro modo. Quando l’autostima è a bassi livelli, la vita diventa difficile perché sorge il senso di colpa.

Le riunioni possono aiutare a rimuovere il senso di colpa nella vita sessuale? Si tratta di un sentimento, infatti, che si apprende da piccoli e di cui si pagano gli effetti tutta la vita.

Il senso di colpa è limitante per tutti gli ambiti di vita quotidiana e nella sessualità ancora di più, perché è proprio nel sesso che risulta più marcato. È sempre legato all’autostima: quando è bassa rende depressi e i suoi effetti sono nefasti. Nella sessualità il discorso è anche più ampio, perché vi sono moltissimi altri fattori che influenzano la persona: cultura, esperienze, eventi positivi e negativi sono tutti elementi che si riflettono nel sesso.

In che modo il vostro aiuto, quindi, aiuta a superare questi ostacoli migliorando la coppia e la sessualità in generale?

Mi piace paragonare i sex-toys alla cucina. Quando si prepara la pasta con il pomodoro, se si hanno a disposizione solo questi due ingredienti il piatto sarà povero. Il rapporto è sempre uguale senza un po’ di sale. Ma se si aggiungono sale, pepe, basilico e parmigiano, il piatto è sicuramente più gustoso. I sex toys sono il sale, il pepe e tutto ciò che si vuole aggiungere alla coppia. Una candela o un olio di massaggio aiutano a migliorare la comunicazione, arricchendo la coppia con la scoperta di nuove sensazioni quali quelle suscitate dalla vibrazione. E nessun essere umano vibra…

È forse la fisicità e la psicologia della donna a prestarsi maggiormente a queste scoperte, essendo l’uomo forse più orientato alla genitalità?

Pensare che la sessualità sia concentrata sui genitali è una visione assolutamente maschile. È ciò che insegniamo alle riunioni: i sex-toys permettono di scoprire le tantissime zone erogene sia nell’uomo che nella donna. Agli incontri, ad esempio, le donne che partecipano pensano al proprio compagno, a come essere felici insieme. Quanti uomini, ad esempio, saltano i preliminari, fondamentali invece per la donna? Noi ci rivolgiamo alla coppia nel suo insieme e, non a caso, uno degli oggetti più gettonati è un anellino vibrante perché da piacere sia all’uomo che alla donna contemporaneamente.

Non è limitante pensare soprattutto al compagno?

Non si pensa esclusivamente al compagno, ma a come rendere felici se stesse e il compagno. Quando una donna si taglia i capelli o compra un abito, lo fa per se stessa ma anche per il partner, perché vuole cogliere le sue attenzioni. Lo stesso è nel sesso: la donna non pensa a soddisfare unicamente il compagno, bensì a migliorare insieme per essere entrambi felici.

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