Bruce Willis, i Razzie Awards revocano il premio: "È malato, non è appropriato"

L'attore ha ricevuto la statuetta per Cosmic Sin, eletta la pellicola peggiore dell'anno nella categoria a lui dedicata. Ma, dopo la diagnosi di afasia, i fondatori degli "anti-Oscar" hanno deciso di annullare la vittoria.

Pubblicato il 1 aprile 2022
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Nella giornata del 31 marzo 2022, Bruce Willis ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dal mondo dello spettacolo. Una decisione giunta dopo aver ricevuto la diagnosi di afasia, una patologia cognitiva che comporta disturbi del linguaggio. Per questo motivo, anche i Razzie Awards, gli “anti-Oscar” per i film e le interpretazioni peggiori dell’anno, hanno deciso di revocare il premio destinato all’attore.

Anzi, per la cerimonia 2022 (tenutasi la notte prima rispetto agli Oscar) Willis ha avuto addirittura una categoria a lui dedicata: “La peggiore interpretazione di Bruce Willis in un film del 2021“, visto che l’attore, in uno solo anno, ha girato ben otto pellicole. Il film vincitore è stato Cosmic Sin. John Wilson e Mo Murphy, i co-fondatori dei Razzie Awards, hanno però deciso di annullare l’assegnazione del premio, dopo aver appreso della malattia che ha colpito Bruce Willis. In una nota, diffusa da TheWrap, di legge:

“Dopo molte riflessioni e considerazioni, i Razzies hanno deciso di revocare il Razzie Award assegnato a Bruce Willis, a causa della sua diagnosi recentemente rivelata. Se le condizioni mediche di qualcuno sono un fattore nel loro processo decisionale e/o nelle loro prestazioni, riconosciamo che non è appropriato dargli un Razzie”.

L’afasia dell’attore, infatti, non gli permette più di recitare: a causa di questa patologia viene a mancare la capacità di comunicare, di parlare e di comprendere il linguaggio, parlato o scritto che sia. Proprio per una questione simile a quella che ha coinvolgo Bruce Willis, i fondatori dei Razzie Awards hanno deciso di revocare anche la nomination di Shelley Duvall, che nel 1980 era stata nominata per Shining (in cui la sua interpretazione, tra l’altro, è universalmente riconosciuta come magistrale). Negli anni successivi, però, è emerso come il regista Stanley Kubrik abbia esercitato violenza psicologica su di lei durante le riprese.

“Come abbiamo recentemente rivelato in un’intervista a Vulture, le circostanze attenuanti si applicano anche a Shelley Duvall in Shining. Da allora abbiamo scoperto che la performance della Duvall è stata influenzata dal modo in cui Stanley Kubrick ha trattato lei per tutta la produzione. Vorremmo cogliere l’occasione per revocare anche quella nomination”.

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