Sei una fidanzata dispotica?

Esistono sette segnali per capire se nella vita si sta interpretando il ruolo della fidanzata dispotica. Questi segnali sono utili anche ai maschietti, per capire che tipo di donna hanno accanto.

Pubblicato il 20 aprile 2012

Ogni coppia è un caso a sé, unico e irripetibile. D’altro canto resta un mistero anche l’origine di quell’alchimia che si crea tra due persone e che fa nascere l’amore: certo, all’inizio sembra tutto perfetto, pare di vivere in una meravigliosa bolla di sapone. Ma che succede quando si entra nella fase del fidanzamento vero e proprio? Succede che spesso l’uomo scopre la raccapricciante verità: quella che gli era sembrata una meravigliosa fanciulla, è in realtà una perfida iena sanguinaria. Una fidanzata dispotica, appunto.

Peculiarità della fidanzata dispotica è l’incapacità di prendere atto del dispotismo da lei stessa instaurato all’interno della coppia: lei, infatti, crede che sia un segno di grande  amore apostrofare malamente il fidanzato sottoponendolo alla gogna e al pubblico ludibrio a ogni piè sospinto. Crede che fidanzamento faccia rima con prevaricazione. Le righe che seguono vogliono quindi essere un’occasione di catarsi e ravvedimento per le dispotiche e una (pur magra) consolazione per i loro fidanzati, che scopriranno di appartenere a un nutrito gruppetto. Della serie, mal comune mezzo gaudio.

Esistono sette segnali utili a capire se si appartiene alla schiera delle fidanzate dispotiche (o dei fidanzati delle suddette), eccoli uno per uno. Anzitutto, la creazione di un modello di coppia isolata e autosufficiente, del tipo: “Io ho te, tu hai me…che altro ci serve?”. La dispotica è quella che al compagno in procinto di uscire per la partita ci calcio infrasettimanale con gli amici, dice: “Come puoi lasciarmi sola? E dire che io per stare sempre con te ho rinunciato alle lezioni di pilates, al corso di origami avanzato, alle serate con le amiche…Solo per stare con te!” E chi le ha chiesto di rinunciare? Molto meglio che ciascuno continui a coltivare le proprie passioni in autonomia: dopo, ritrovarsi sarà ancora più bello.

Altro segnale inquietante: l’intrufolamento forzoso nella famiglia di lui. La dispotica, dopo il primo mese di fidanzamento, chiama mamma e papà i suoceri, va dai nipotini di lui e li persuade (a suon di caramelle) a chiamarla zia, specie se in presenza di altri. La dispotica sa che l’immagine conta: nelle foto scattate a Natale, Pasqua, ai compleanni, è pronta a sgomitare senza pietà pur di apparire sempre in prima fila accanto ai genitori di lui.

Il disinteresse verso i figli. Questo il terzo segnale che connota questo tipo di donna. La situazione è abbastanza comune: la dispotica si separa dal padre dei suoi figli, trova un nuovo fidanzato e di colpo dimentica di essere madre, trascurando i segnali di disagio dei pargoli. Brutto a dirsi, ma capita. A questo si ricollega il quarto indizio: la dispotica si concentra totalmente sul fidanzato da subito, fungendo da assistente personale; questa, lungi dall’essere una dimostrazione di amore, è invece una forma di controllo piuttosto potente, oltre che subdola. I maschietti sono avvisati.

I migliori amici di lui diventano anche i migliori amici di lei? La comunanza amicale è positiva se resta entro certi limiti, ma se si trasforma in un modo per evitare di concedere al partner la giusta autonomia, allora non ci siamo. Il sesto segnale riguarda i nomignoli attribuiti reciprocamente: la dispotica li usa da subito per marcare il territorio. Per esempio: durante il corteggiamento, lui la chiama per fissare il secondo appuntamento e lei lo chiama già “amore” o, peggio ancora, “orsacchiotto”, “cipollino”, “micio”.

Ultimo segnale: l’uso nevrotico dei social network. La dispotica usa Facebook (o Twitter) per far sapere all’universo quanto è felice con il suo fidanzato. Così, gli amici che capitano sulla sua bacheca si trovano quotidianamente a leggere aggiornamenti di stato del tipo: “Oggi il mio cucciolo mi ha portato il caffè a letto”, oppure “Domani andremo all’Ikea a comprare il nuovo tappetino per il bagno, siamo così eccitati…”. Non è più bello tenersi per sé le cose importanti (ammesso peraltro che il tappetino per il bagno figuri tra queste)?

In conclusione, i sette segnali servono a identificare il prototipo di fidanzata (o di fidanzato, ovviamente esistono anche i dispotici) da cui stare rigorosamente alla larga, ma servono pure alle dispotiche bisognose di un bell’esame di coscienza. Perché stare in coppia non vuol dire annullarsi e rinunciare alla propria individualità. Anzi, significa sentirsi più forti per esprimersi al meglio.

Fonte: YourTango

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