L’Italia è celebre fino dall’epoca del dopoguerra per aver dato i natali a donne simbolo di charme e bellezza indiscussa in tutto il mondo attraverso l’arte del cinema, nota anche per aver reso immortale le grazie femminili esportando il modello italiano anche nella mecca del cinema anni ’50: Hollywood.

La donna mediterranea è protagonista, simbolo di avvenenza nella filmografia del neorealismo italiano: donne come Sophia Loren, Silvana Mangano e Gina Lollobrigida hanno incarnato personaggi vivi e profondi, rimasti tuttora nell’immaginario femminile e maschile come esempio di {#bellezza}.

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Il corpo delle mondine era dotato di un innato fascino, dalla forma giunonica fiera e forte, verace con un decolleté matronale e fianchi generosi. Donne libere dai diktat della magrezza odierna ricercata avidamente con lo sport e la palestra, la dieta fino alla chirurgia estetica. I canoni di bellezza delle donne di quegli anni erano molto diversi da quelli attuali: in cinquant’anni è sparito il punto vita che rendeva il corpo femminile e sinuoso, infatti oggi soltanto otto donne su cento hanno un corpo a perfetta “clessidra“.

Nel modello Sophia Loren, fianchi e busto avevano misure analoghe con un vitino di vespa. Oggi le donne si sono evolute in modelli più filiformi, esili, in cui le forme del bacino vanno quasi a coincidere con quelle del seno e del giro vita, cambiando il modello di riferimento da clessidra a rettangolo. Questo cambiamento, dovuto a molti fattori come le abitudini alimentari, l’influenza della moda e della televisione, della politica e della religione, ha fatto sì che i fianchi si restringessero al pari di quelli dell’uomo; idem anche per il seno che sembra diminuito di volume, ovviamente al netto degli interventi chirurgici.

Ma la bellezza delle donne italiane di una volta non stava solo nel corpo imponente e materno, ma anche in una cura dell’apparenza attenta ai dettagli del make-up nonostante la povertà dei mezzi: le sopracciglia andavano di moda ad “ala di gabbiano”, gli occhi enfatizzati con eyeliner e mascara e un tocco di cipria sui punti critici; infine, immancabile il rossetto rosso must have di ieri come oggi. Le donne degli anni ’50 erano molto attente alla {#manicure}: lo smalto rosso della stessa sfumatura usata per le labbra, veniva steso sulle unghie lunghissime e molto curate mentre i capelli erano arricciati in maniera naturale con i mitici bigodini extra-large.

Anche la scelta degli abiti, della lingerie e degli accessori rispettava la voglia di esaltare la femminilità in tutte le sue forme: erano prediletti abiti coloratissimi con taglio a godè, strizzatissimi in vita con una piccola cinta in nuance e sapientemente scollati sul petto ideati per mettere in risalto i fianchi; i costumi da bagno più usati erano bikini striminziti a pois, tornati recentemente di gran moda mentre la lingerie preferita era fasciante e conturbante con reggicalze e culotte a vita alta, capaci di sottolineare le generose curve che proprio in quegli anni spopolavano tra le esponenti del sesso femminile.

Le donne di oggi che rientrano nei canoni estetici degli anni ’50, vengono chiamate con il termine curvy, di queste fanno parte personaggi femminili di spicco come Monica Bellucci, Sabina Ferilli e Manuela Arcuri. Vere e proprie dee di bellezza naturale che resteranno indelebili nella memoria, accompagnando così le splendide donne degli anni cinquanta e il loro intramontabile fascino.