Partendo dal presupposto che una vera amicizia, in generale, comporta la presenza di momenti esclusivi nella vita privata di entrambe le parti, sia tra uomini che tra donne, è opinione comune che le amicizie maschili siano più solide di quelle femminili. Ma perché le amicizie maschili durano di più? Diversamente dal rapporto donna-donna, i rapporti tra l’altro possono contare su una maggiore libertà interna.

Giusto per fare un esempio, quando un ragazzo si dimentica di invitare un amico ad un importante evento, il tutto si risolverà probabilmente con un chiarimento e una risata pacificatrice. Per le donne, invece, non è improbabile meditare vendetta o una sfuriata, con conseguente possibile rottura. Questo perché il rapporto instaurato tra maschi manca di possessività: vale a dire quel morboso bisogno di sentirsi tutti i giorni, di percepire quasi come proprietà privata l’altra parte fino al punto da far scattare una gelosia se si da troppa confidenza ad una terza persona.

Chiaramente, anche tra uomini l’amicizia viene sentita come affetto vivo e reciproco, però le ragioni di rottura di un rapporto amichevole si presentano misura minore: è come se ci fosse una sorta di maggior obiettività scremata dai sentimenti negativi, quali tra gli altri, l’invidia femminile, tipica dell’amicizia tra ragazze soprattutto di una fascia di età adolescenziale.

Un altro punto a favore dell’amicizia maschile è una sana “sportività” nel rapporto che non induce a pensar male dell’altro; per di più la competitività è guardata più come a una crescita esistenziale che come sfida fine a se stessa, mentre le donne tendono a creare delle rotture anche perché riversano degli antagonismi sui piani meno importanti quali ad esempio la moda o l’estetica.

Differentemente però da un’amicizia tra maschi nata anni addietro e coltivata nel tempo, nonostante i varchi e le difficoltà che implicano il crescere insieme, la cosiddetta bromance (miscela tra due termini inglesi, brother e romance, e che nell’insieme implica una sorta di intimità omosociale tra persone dello stesso sesso) si verifica quando due uomini scoprono di condividere interessi simili e di avere un’amicizia appagante come risultato. Due uomini che condividono un rapporto di bromance, perciò, non proveranno mai vergogna nel cercarsi reciprocamente o nel criticarsi quando serve.

Presa dal seguire un certo codice, come sentire tutti i giorni la stessa persona per non essere considerata una traditrice, la donna è tendenzialmente più soggetta a regole: ecco perché, una volta violate, si finisce con l’interrompere un’amicizia. Tale aspetto non è tipico dell’indole dell’uomo, perché più portato a soprassedere alle questioni più futili puntando sulla durata del rapporto anziché sulla sete di vendetta.

Anche i motivi biologico-evoluzionistici fanno la loro parte in relazione alla rottura o meno di un rapporto di amicizia. Sappiamo che essi pongono la donna a un ingiusto status sociale in qualche modo inferiore, dal quale parte svantaggiata e da cui svincolarsi con il massimo impegno. Tale status fa comparire il sesso femminile più “cervellotico”, essendo la donna abituata maggiormente a lavorare con la testa usando strategie quasi per sopravvivenza rispetto al maschio.

Ecco perché si è soliti dire che l’uomo, nelle sue relazioni sociali, “si fa meno problemi”: semplicemente perché è da sempre libero da ostacoli da combattere, è quasi indifferente al pettegolezzo e vive con maggior spontaneità i suoi ruoli poiché non ha bisogno di difendere costantemente il proprio essere.