
Come affermarsi nell’hairdressing: strategie e consigli utili
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Seppure si pensi che sia un problema tipicamente maschile, anche moltissime donne dovranno fare i conti con un’eccessiva perdita di capelli, ma per fortuna la tricologia offre dei rimedi per contrastare l’alopecia.

Perdere i capelli è una paura che accomuna molte persone, donne comprese, ma in realtà il fatto che i capelli si stacchino dalla testa è, in una certa misura, una cosa del tutto normale e fisiologica. Esiste infatti un naturale ciclo di ricrescita attraverso il quale i capelli vengono sostituiti.
Trovarli sulla spazzola, quindi, non deve essere di per sé un motivo di allarme. Diventa preoccupante, però, quando questa sostituzione inizia ad affievolirsi e i capelli nuovi si presentano più sottili e deboli dei precedenti, dando così il via a una fase che può portare alla calvizie.
Seppure si pensi sia un fenomeno prettamente maschile, anche moltissime donne nel corso della loro vita dovranno affrontare un sempre maggiore diradamento della propria chioma, il che spesso può comportare ripercussioni psicologiche da non sottovalutare.
Se siamo infatti più che abituati a vedere uomini calvi (il che non significa automaticamente che per un uomo perdere i capelli sia una passeggiata), discorso diverso è per il corpo femminile, da sempre soggetto a molte più pressioni sociali ed estetiche.
Per una donna perdere i capelli può essere un vero e proprio trauma, contro il quale la tricologia da tempo cerca di porvi rimedio con trattamenti sempre più efficaci, come i rimedi contro la calvizie dell’Istituto Helvetico Sanders.
“Alopecia” è in realtà un termine molto generico, in quanto può riferirsi a condizioni diverse tra loro, che hanno cause, tempi e trattamenti differenti. Ecco le principali:
Come è evidente dalle varie tipologie di alopecia, le cause possono essere molto variegate e decretare o meno la reversibilità della calvizie (temporanea o definitiva) e la gravità (circoscritta o diffusa).
Di seguito le cause più comuni:
Per quanto riguarda gli squilibri ormonali, per una donna sono significative in particolare due fasi della vita: il post partum e la menopausa.
La salute del capello è infatti fortemente influenzata dagli estrogeni, i quali rappresentano un toccasana per la capigliatura. Durante la gravidanza, il livello degli estrogeni sale, migliorando visibilmente l’aspetto dei capelli (non è solo un modo di dire che le donne incinte sembrino più radiose), ma impedendo allo stesso tempo al follicolo di riposare.
Circa tre mesi dopo il parto, il livello degli estrogeni cala, il che può comportare un’eccessiva caduta dei capelli (e lo stress della delicata fase del post partum di certo non aiuta).
Per la stessa dinamica, anche l’entrata in menopausa comporta un calo del livello di estrogeni, lasciando così campo libero agli ormoni androgeni.
La funzione benefica degli estrogeni, infatti, è quella di ridurre la 5a-reduttasi, un enzima che converte il testosterone in diidrotestosterone (DHT), il principale responsabile dell’alopecia.
Qualsiasi fattore che vada, quindi, a influenzare questo delicato equilibrio in favore degli ormoni androgeni, comporterà un più elevato rischio di calvizie. Tra questi c’è anche l’iperandrogenismo, che spesso interessa le donne alle prese con la sindrome dell’ovaio policistico.
Come già accennato, perdere i capelli non è di per sé un problema se il caduto viene sostituito da un capello altrettanto sano e forte, ma quando il follicolo inizierà a indebolirsi e a miniaturizzarsi, i capelli saranno sostituiti da copie sempre più sottili e depigmentate, fino a che il follicolo cesserà del tutto la sua attività.
A differenza dell’alopecia maschile, caratterizzata da un diradamento a zone (per esempio la classica “stempiatura”), per le donne la perdita dei capelli è diffusa in modo più omogeneo su tutta la testa, in particolar modo la sommità e le zone dietro la linea fronto-temporale.
Nel 1977 la progressione dell’alopecia androgenetica femminile venne standardizzata dalla Scala di Ludwig in tre gradi di gravità: grado 1,2 e 3.

Mediamente si perdono alcune decine di capelli al giorno, se si supera la centinaia bisognerebbe iniziare a porsi il problema. Contare i capelli che perdiamo giornalmente è però un’operazione difficile e noiosa, quindi potrebbe essere più utile tenere monitorata la testa e prestare attenzione se eventualmente ci sono zone in cui il cuoio capelluto diventa sempre più visibile.
Riuscire ad arrestare l’eccessiva caduta dei capelli dipende dal tipo di alopecia, dall’avanzamento e dalla gravità. Per una valutazione più accurata possibile è opportuno rivolgersi a degli specialisti, perché ogni persona è unica e solo una visita personalizzata potrà decretare o meno come e quanto è opportuno intervenire.
Resta valido il fatto che agendo sui capelli e sul cuoio capelluto per tempo, si può evitare che la calvizie diventi un problema evidente. La prevenzione è perciò fondamentale e non è saggio aspettare che il problema peggiori.
Presso i centri dell’Istituto Helvetico Sanders è possibile prenotare la propria visita gratuita, che attraverso delle analisi e dei test (come l’esame obiettivo attraverso la microcamera, per valutare lo stato di salute del cuoio capelluto, o il pull test per verificare la resistenza dei capelli) saranno in grado di fornire un consulto specifico per ogni paziente.
Il fatto che non sempre si possano recuperare i capelli persi, non deve però far pensare che si debba essere destinati a convivere con una testa calva se ciò ci crea disagio. Infatti, qualora la calvizie sia a uno stadio troppo avanzato, si può sempre optare per il trapianto di capelli.
L’Istituto Helvetico Sanders propone principalmente due modi con cui contrastare l’alopecia: dei trattamenti finalizzati a fermare l’eccessiva caduta dei capelli risanando il cuoio capelluto e delle tecniche di trapianto qualora la situazione sia a una stadio più avanzato.
La linea FISIO-COMPLEX è composta da trattamenti sia dermocorrettivi che dermostimolanti e si basa sulle combinazioni di sostanze 100% naturali, prive di parabeni, SLS e SLES (tensioattivi estremamente aggressivi), che non hanno gli effetti collaterali tipici di alcuni farmaci e non c’è bisogno di doverli utilizzare per tutta la vita, in quanto l’obiettivo è quello di raggiungere risultati duraturi.
I benefici di queste sostanze (come la serenoa repens, la caffeina, lo zinco PCA e l’aloe vera) sono stati dimostrati anche da alcune ricerche dell’Università La Sapienza di Roma*, il British Journal of Dermatology** e il Dipartimento di Dermatologia degli studi di Firenze***.
I dati acquisiti dall’Istituto Helvetico Sanders hanno riscontrato come questi trattamenti abbiano normalizzato il cuoio capelluto nel 95% dei casi, rendendo più resistenti i capelli nel 93% ed ispessendone il fusto nel 83%.

Per quanto riguarda il trapianto, invece, l’Istituto Helvetico Sanders si avvale del proprio protocollo SMART FUE, caratterizzato da tre fasi:
A questo segue poi una fase di periodico monitoraggio. Per assicurarsi che la ricrescita proceda per il meglio occorre infatti aspettare i tempi biologici necessari ai capelli per raggiungere la stabilità ottimale: dopo 6 mesi sarà possibile vedere un primo risultato apprezzabile alla vista, mentre il risultato definitivo si avrà dopo un anno dall’autotrapianto.
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Nel panorama della chirurgia estetica, due combinazioni di interventi hanno rivoluzionato il settore: il Mommy Makeover e il Menopause Makeover. Il primo è un insieme di interventi di chirurgia estetica progettati per aiutare le donne a recuperare la forma fisica e l'aspetto che avevano prima della gravidanza, o per migliorare alcune aree del corpo che possono essere cambiate durante la maternità, soprattutto addome, seno e altre aree soggette a rilassamento cutaneo o perdita di tono. Il secondo, invece, è scelto dalle donne che sono entrate in menopausa. Oggi, a questi si aggiunge a questa élite una terza opzione emergente che punta a ripristinare il volume e contrastare l'invecchiamento, distinguendosi per la sua unicità, il cosiddetto Ozempic Makeover, che segue il grande successo che il farmaco, inizialmente pensato per i pazienti con diabete di tipo 2, ha riscosso negli ultimi tempi anche fra molte celebrità di Hollywood - con conseguenti, inevitabili polemiche - per la sua grande capacità di accelerare la perdita di peso. Secondo il chirurgo plastico di New York, Elie Levine, l’aumento dei trattamenti estetici post-perdita di peso è una naturale conseguenza della crescente popolarità di farmaci come Ozempic, per rappresentare il "tocco finale" dopo aver perso quei chili difficili da eliminare con dieta ed esercizio. "Molti di questi pazienti hanno un’attenzione particolare per l’estetica - spiega Levine a New Beauty - Chi utilizza farmaci GLP-1 per perdere gli ultimi chili spesso desidera massimizzare i risultati con trattamenti mirati". La perdita di peso significativa, inoltre, consente a molti pazienti di accedere a interventi estetici che prima non erano possibili: "Dopo una perdita di peso importante, i pazienti diventano potenziali candidati per interventi chirurgici. Questo potrebbe significare una qualificazione per un’addominoplastica o risultati migliorati con liposuzione e rassodamento cutaneo". Cos’è un Ozempic Makeover? Oltre a Ozempic, esistono altri farmaci GLP-1 usati per la perdita di peso, e i trattamenti inclusi nell’Ozempic Makeover sono indicati per chiunque abbia perso peso rapidamente, sia tramite farmaci, interventi chirurgici, dieta o esercizio. "La perdita di peso rapida ha molteplici effetti - spiega il dottor Levine - Le persone possono apparire emaciate, sviluppare rilassamento del collo, delle guance e della pelle, e manifestare perdita di volume che interessa tutto il corpo. Nelle donne, il seno può perdere volume e risultare cadente, mentre l’addome può apparire rilassato. Questo fenomeno influisce su tutto il corpo". Anche chi non ha perso molto peso, però, potrebbe notare alcuni di questi effetti. "Pazienti naturalmente magri che usano questi farmaci possono riscontrare cambiamenti significativi. Spesso appaiono emaciati a causa della perdita di volume facciale e di una definizione ridotta della mandibola. Tuttavia, non hanno abbastanza pelle in eccesso per trarre beneficio dalla rimozione chirurgica, motivo per cui utilizzo tecniche di rassodamento laser e volume strategico". I pazienti che richiedono un Ozempic Makeover rientrano solitamente in due categorie principali, ciascuna con trattamenti personalizzati: Per chi ha una quantità limitata di pelle in eccesso, i trattamenti si concentrano su tecniche di rassodamento cutaneo come la radiofrequenza, i filler o i trasferimenti di grasso per ripristinare il volume perso; in questo caso, i trasferimenti di grasso si rivelano particolarmente efficaci per ripristinare il volume in viso o per interventi di aumento del seno o dei glutei. Quando la perdita di peso è significativa, invece, si opta per procedure chirurgiche più complesse: "Gli interventi possono variare da un lifting facciale con trasferimento di grasso a un aumento o lifting del seno, fino a un’addominoplastica con liposuzione e trasferimento di grasso ai glutei - chiarisce il chirurgo - Questi interventi affrontano l’eccesso di pelle e ridefiniscono il contorno corporeo". "Per un po' di tempo si è trattato davvero di esaltare le curve con cambiamenti drastici come il BBL (Brasilian Butt Lift) - spiega a Vanity Fair Steven Williams, chirurgo plastico certificato in California ed ex presidente della American Society of Plastic Surgeons - ora c'è il concetto di apparire meno artificiale e un cambiamento nell'estetica verso forma un po' meno sinuose [...] ora che le persone hanno uno strumento efficace per perdere peso, c’è un ripensamento complessivo delle curve e della silhouette". C'è un momento giusto per affidarsi a un Ozempic Makeover? Levine suggerisce massima cautela in merito: "Dico spesso ai miei pazienti che per ottenere il massimo da un intervento, è necessario rallentare. Se il paziente perde altri 10-15 chili dopo la procedura, il risultato potrebbe non essere ottimale". L'ideale, quindi, sarebbe raggiungere e mantenere un peso stabile, prima di decidere di sottoporsi a qualunque tipo di intervento estetico.

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