Compiti a casa: le scuse più divertenti dei bambini per non farli

Dagli alieni al mal di testa, dalla tristezza alla folata di vento, ecco alcune delle scuse più divertenti dette dai bambini per non fare i compiti a casa.

Pubblicato il 21 ottobre 2015
Mamma

I compiti a casa sono una vera tortura per i bambini e non solo per gli alunni più indisciplinati: ci sono giovani studenti che pur di evitare di passare il pomeriggio sui libri inventano improbabili impedimenti e pretesti che la maggior parte delle volte sono decisamente esilaranti.

Dagli alieni al classico mal di testa, dalla tristezza alla fuga, ecco alcune delle scuse più divertenti raccolte dalle mamme.

  • La più classica delle scuse è: “Ho lasciato i libri a scuola e non posso fare i compiti”. I più originali, però, hanno condito la frottola: “C’è stato un incendio a scuola e si sono bruciati solo i miei libri“.
  • A una bambina a cui è stato tolto il cellulare per obbligarla a concentrarsi sullo studio è stato sentito dire: “Non posso fare i compiti con tutto questo silenzio e questa solitudine, non riesco a concentrarmi“.
  • C’è chi ha affermato: “Non posso fare i compiti, rendono troppo triste il mio cuore“.
  • Oppure: “Non posso fare i compiti: mi distraggono e tolgono del tempo prezioso agli allenamenti di calcio“.
  • Un ragazzino particolarmente sveglio con grande candore ha risposto a sua madre: “Non ho fatto i compiti perché credevo fosse soltanto un suggerimento da parte della maestra, non un ordine“.
  • Una piccola allieva di seconda elementare, a cui la maestra fa scrivere a matita, ha confessato di non poter mai più fare i compiti: “Mi si sono rotte tutte le matite“.
  • Una mamma si è sentito dire una volta: “Non posso fare i compiti oggi: devo mettere in ordine la mia stanza, altrimenti ti arrabbi“.
  • I fogli dei compiti erano fuori sul balcone a prendere aria: è arrivata una folata di vento e se li è portati tutti via“.
  • La televisione non la smetteva di parlare, non sono ancora riuscita ad iniziarli…“: i bambini a volte sanno davvero essere geniali.
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