
Le più belle frasi di Osho per ritrovare e augurare serenità
Osho Rajneesh è un mistico che ha fatto della meditazione e della mindfulness la chiave per giungere alla serenità: ecco le sue frasi celebri.
Una dieta per scovare le proprie intolleranze alimentari. Un metodo sicuro ed economico per analizzare il proprio metabolismo e scovare le sostanze che lo danneggiano.

La dieta privazione nasce con l’obiettivo di individuare gli {#alimenti} responsabili di un’intolleranza alimentare. Non rientra quindi in un percorso di dimagrimento in senso stretto, bensì è un vero e proprio accertamento con fini medici, prettamente sicuro e a costo zero, che aiuta a individuare le sostanze responsabili di un cattivo metabolismo.
Ovviamente per avere la certezza assoluta dei risultati, è sempre utile affiancare a questa dieta i vari esami clinici del caso. Chi sospetta di avere un’intolleranza dovrebbe comunque consultare un medico e procedere con tutte le analisi di routine.
Il metodo della privazione si basa sulla tecnica dell’addizione graduale di alimenti eliminati dalla dieta quotidiana durante un periodo di prova, che vengono reintrodotti poco a poco nell'{#alimentazione}, in modo che si possa monitorare la reazione dell’organismo. Così facendo è possibile individuare quali sostanze risultano dannose per il corpo causando gonfiore addominale, cattiva digestione, mal di testa o vere e proprie reazioni allergiche.
Il primo passo da compiere consiste nel seguire per dieci giorni una dieta costituita da un numero minimo di alimenti di base, preferendo quelli che solitamente non causano intolleranza: tè leggero, pere, carne di vitello, pasta t patate. Se al termine di questo primo periodo si avvertono ancora disturbi e fastidi, allora il problema è causato da uno degli alimenti della dieta di base: in questi casi la cosa più probabile è che si soffra di un’intolleranza al glutine. Si consiglia perciò di procedere con le analisi specifiche per questo tipo di malattia.
Se durante i dieci giorni di prova non si verificano i sintomi che solitamente si accusano, allora si può passare alla fase di addizione graduale: bisogna reintrodurre nel programma un solo tipo di alimento alla volta, da consumare insieme a quelli di base per quattro giorni consecutivi. Solitamente si comincia con l’aggiungere per primi quegli alimenti che difficilmente causano intolleranze, lasciando in ultimo latticini, insaccati, conserve, cibi preparati o conservati, dadi e lieviti. Questi infatti sono gli alimenti più difficili da digerire per il nostro organismo e per questo provocano facilmente intolleranze.
Se dopo quattro giorni con il nuovo regime non viene accusato alcun disturbo, allora l’alimento aggiunto può essere considerato sicuro. Si può dunque procedere con l’integrazione di una nuova cibaria, da sommare (non sostituire) a quelle precedenti. Bisogna andare avanti di quattro giorni in quattro giorni, reintegrando in ordine sparso:
Se nel compiere uno di questi step si ricominciano ad accusare i vecchi sintomi, si può essere abbastanza certi di aver individuato con successo la causa (o una delle cause) del proprio malessere.
La dieta privazione non comporta particolari rischi per la {#salute} purché la persona che voglia intraprenderla sia in buone condizioni fisiche, al di là dei problemi legati alla sospetta intolleranza. Si ritiene comunque fondamentale bilanciare quanto più possibile la propria dieta di privazione, in modo da assumere comunque tutte le sostanze nutritive necessarie all’organismo.
Va segnalato infine che esistono molti altri metodi per scovare le intolleranze alimentari, alcuni dei quali sicuramente più precisi ed efficaci. Fare una dieta di privazione può essere molto utile ma l’ideale sarebbe provarla dopo aver fatto le prove allergiche, che individuano le {#allergie} ma non segnalano le semplici intolleranze.

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