Tempo pieno a scuola: pro e contro

La scuola è iniziata e molti genitori hanno dovuto prendere una scelta molto importante: tempo pieno o modulo? Ma quali sono i pro e i contro di queste due offerte didattiche?

Aggiornato il 29 gennaio 2015

La scuola è ormai iniziata e sono tanti i bambini che iniziano le elementari, ma altrettanti i genitori che hanno dovuto prendere una decisione molto importante: tempo pieno o modulare? Una decisione che annualmente affligge mamme e papà.

La prima cosa da fare è capire la differenza tra modulo e tempo pieno e valutarne tutti i pro e i contro. Il modulo è il tempo normale con uscita all’ora di pranzo ed è indicato quando almeno uno dei due genitori può contare su orari di lavoro flessibili e autonomi. Spesso i bambini che frequentano le classi del modulo sono più seguiti dai loro genitori, inoltre l’orario scolastico non è né eccessivo né pesante e ciò rende l’andare a scuola molto più piacevole. C’è anche chi pensa che uno dei contro riguardi il rischio che il genitore possa essere fin troppo presente nella vita scolastica del bambino, impedendo al figlio di procedere in modo più autonomo.

Per quanto riguarda il tempo pieno, invece, è consigliato ai genitori che lavorano e non hanno orari né autonomi né flessibili, anche per evitare di scomodare mensa della scuola. Uno dei più grandi pro del tempo pieno è l’assenza di compiti dopo il rientro a casa, al massimo giusto nel fine settimana, inoltre, passare così tanto tempo a scuola in compagnia dei propri coetanei ha anche un enorme valore pedagogico.

Quali sono però i contro del tempo pieno? Innanzitutto, passare tante ore a scuola può essere per alcuni bambini molto stressante, soprattutto per quelli che soffrono molto il distacco prolungato dai genitori. Il tempo pieno equivale quasi all’orario di lavoro di un adulto anche perché il tempo viene impiegato attraverso vari tipi di attività didattica. L’assenza di compiti a casa fa si che i bambini imparimo più che altro a svolgere lavori di gruppo, tralasciando lo studio individuale che invece è quello che permette di sviluppare al meglio le proprie facoltà.

In finale quindi, stabilire se il tempo pieno è meglio del modulo o viceversa è impossibile, poiché dipende sempre dalle singole situazioni. Vanno presi soprattutto in considerazione il carattere e le esigenze del bambino, valutando la scelta migliore per consentire il suo sviluppo individuale.

Fonte: GenitoriCrescono

Articolo originale pubblicato il 3 ottobre 2013

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