Sia d’estate che d’inverno, la mozzarella è uno degli {#alimenti} più amati dagli italiani e fa molto spesso capolino sulle nostre tavole perché fresca, gustosissima, non richiede preparazione e dunque perfetta per tutti coloro che non hanno voglia di mettersi ai fornelli della {#cucina}.

Trionfa soprattutto la mozzarella di bufala, ma bisogna prestare attenzione quando la si acquista poiché tante mozzarelle spacciate per tali, e dunque fatte pagare ai consumatori come di bufala, erano in realtà fatte in gran parte con latte vaccino. Come riconoscere dunque una mozzarella di bufala di qualità?

Innanzitutto bisogna prestare attenzione all’etichetta, e se viene qui riportato che è presente anche latte di vacca, si può dedurre che non si tratta di una vera mozzarella di bufala.

Leggete poi la provenienza effettiva della mozzarella: deve essere originaria della Campania, altrimenti si tratterà di una vera e propria truffa. Più nello specifico, deve esser riportata la denominazione “mozzarella di bufala campagna DOP”, con tanto di simbolo che ne attesta l’autenticità.

Al momento dell’acquisto, la superficie esterna della mozzarella deve risultare bianca e lucida e il siero di conservazione deve essere il più limpido, possibile senza la presenza di residui giallognoli, altrimenti significherà che non è per nulla fresca.

A livello artigianale la formatura della mozzarella di bufala campana viene effettuata manualmente, e alcune forme particolari come ad esempio quella a “treccia” vengono ottenute solamente a mano. La mozzarella viene poi salata in soluzioni a diversa concentrazione e poi immersa nel liquido di governo. È di colore bianco porcellanato, con crosta sottilissima e un sapore delicato. Nel momento in cui si serve in tavola e si taglia, presenta una fuoriuscita di latticello dall’intenso profumo di fermenti lattici.

Si può consumare fresca oppure può essere utilizzata in cucina insieme ad altri alimenti, infatti è ottima se accompagnata ad esempio da prosciutto crudo oppure insieme a verdure. Sulla pizza è buonissima e viene solitamente messa a crudo poiché, se cotta, rilascerebbe troppo liquido.

Bisogna conservarla in un luogo fresco, a non meno di 12 gradi centigradi, meglio se in buste integre a bagnomaria.