Fiabe per bambini tutte da leggere e ascoltare: che si tratti di favole Disney e non(genere letterario antichissimo, in cui i protagonisti sono animali umanizzati che con le loro azioni fanno la morale a vizi e virtù dell’uomo) o fiabe (che vede principi e principesse superare difficoltà e riti di passaggio, lanciati sempre verso un lieto fine) i bambini e ragazzi di tutte le età vengono attratti e trasportati in mondi fantastici che stimolano l’immaginazione e danno messaggi e insegnamenti. La maggior parte delle fiabe più celebri, da Biancaneve a Cenerentola, da Pollicino alla Bella Addormentata, sono racconti popolari diffusi in tutta Europa, di cui esistono numero versioni. Ecco qui le storie più belle.

  1. Il principe ranocchio. Fiaba tradizionale europea, nota soprattutto nella versione pubblicata dai fratelli Grimm, è considerata molto romantica, anche se in realtà nella stesura originale l’incantesimo che ha trasformato il principe in un ranocchio viene spezzato quando la principessa lo lancia contro il muro in un atto di disgusto.
  2. Raperonzolo. La fiaba tradizionale europea, pubblicata per la prima volta dai fratelli Grimm nella raccolta Fiabe (1812-1822) col titolo originale Rapunzel, ha un fascino indiscusso grazie alla lunghissima chioma della protagonista che – gettata dalla finestra più alta della torre in cui la fanciulla è riunchiusa – consente alla matrigna cattiva, ma anche al coraggioso principe, di scalare le mura e raggiungerla.
  3. La principessa sul pisello. Scritta da Andersen nel 1835 (che dichiarò di averla sentita da bambino), è una fiaba che racconta in maniera efficace e divertente l’essenza della regalità, tanto da dar vita anche a un modo di dire comune: chi si sente snob è, a buon diritto, una principessa sul pisello.
  4. Naso d’argento. Racconto tradizionale delle Langhe piemontesi, incluso da Italo Calvino nella sua raccolta Fiabe italiane: dimostra letteralmente che le donne ne sanno una più del Diavolo.
  5. Pollicino. Celebre fiaba di Charles Perrault, pubblicata nei Racconti di Mamma Oca nel 1697, elogia il protagonista che, nonostante sia attanagliato dalla fame, usa la sua intelligenza per risolvere situazioni sfavorevoli. Il tema medievale della mancanza di cibo è qui reinterpretato con riferimento alle grandi carestie sotto il regno di Luigi XIV, dovute alla “piccola era glaciale” verificatasi fra Seicento e Settecento in Europa.
  6. Il cane e il lupo. Nelle favole di Fedro la prepotenza e l’astuzia, l’ipocrisia e l’ingordigia e quant’altro trovano espressione allegorica nel leone, nel lupo, nella volpe, nel cane etc. Nella semplice storia del cane e del lupo è racchiuso il fascino della libertà: adorabile.
  7. Il soldatino di stagno. Andersen, nella storia del coraggioso soldatino che lotta per l’amore della bella ballerina, dà vita ai giocattoli dei bambini, che si animano quando i loro proprietari non possono vederli: una fantasia che è entrata a far parte dell’immaginario collettivo.
  8. Pelle d’asino. Fiaba popolare francese, resa celebre dalla versione che ne fu fatta da Charles Perrault, in cui la protagonista vive una vicenda per certi versi simile a quella di Cenerentola: a far sognare e immaginare, stavolta, sono gli abiti meravigliosi e irrealizzabili che porta con se insieme alla pelle d’asino, uno color della luna, uno color del sole, uno color del cielo.
  9. L’Acca in fuga. Gianni Rodari, scrittore e giornalista famoso per la sua fantasia e originalità, vincitore del Premio Hans Christian Andersen nel 1970, attraverso racconti, filastrocche e poesie ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per ragazzi. In questa storia si scopre quanto conti anche chi non vale un’Acca.
  10. Cappuccetto rosso. Forse la fiaba per eccellenza, insegna a tutti i bambini la paura del lupo cattivo. La versione scritta più antica è di Charles Perrault, più sinistra di quella successiva (e meglio nota) dei Grimm. In questa versione Cappuccetto Rosso è “una ragazza attraente e di buona famiglia” che finisce mangiata dal lupo insieme alla nonna, senza alcun lieto fine.
  11. La cicala e la formica. La favola di Esopo, adattata anche da Jean de La Fontaine, è tra le più celebri del mondo: nella sua semplicità, con i due personaggi antitetici, insegna che chi non fa nulla non ottiene nulla.
  12. Barbablu. Il nome del sanguinario uxoricida terrorizza i bambini più paurosi e ammonisce a non essere troppo curiosi: questa fiaba trascritta da Perrault ha numerose varianti con elementi ricorrenti come lo sposo misterioso, il divieto imposto, la porta proibita che cela qualcosa di orribile, l’oggetto fatato rivelatore, il lieto fine.
  13. I vestiti nuovi dell’imperatore. Scritta da Hans Christian Andersen e pubblicata per la prima volta nel 1837, la fiaba è ispirata a una storia spagnola riportata da Don Juan Manuel (1282-1348). Si tratta di un ironica presa in giro del potere, arrivata fino ai giorni nostri grazie alla metafora impareggiabile.
  14. La sirenetta. Una delle opere di Andersen più amate, tanto che alla protagonista è dedicata una statua nel porto di Copenaghen. Il finale, però, non è dei più lieti: la sirenetta non vive con il principe amato, ma a causa della maledizione muore trasformandosi in schiuma di mare. La sua bontà viene però premiata e diventa una figlia dell’aria, un essere invisibile, con la promessa di ottenere un’anima e volare in Paradiso dopo 300 anni di buone azioni. Per ogni bambino buono che riuscirà a trovare le verrà risparmiato un anno di attesa; per ogni bambino cattivo, invece, piangerà aggiungendo un giorno di attesa per ogni lacrima.
  15. Gli undici cigni. Fiaba popolare danese, riportata da Andersen con il nome I cigni selvatici e dai fratelli Grimm come I sei cigni: gli undici principi che di giorno si trasformano in cigni a causa di un maleficio della matrigna vengono salvati dalla loro unica sorella, dopo molte peripezie.
  16. La gatta cenerentola. Non tutti sanno che questa celebre fiaba di Giambattista Basile è stata la fonte principale a ispirare Charles Perrault per Cenerentola nella versione oggi considerata classica. L’originale di Basile differiva in diversi punti dalla Cenerentola di Perrault: per esempio l’eroina (di nome Zezolla) si macchia addirittura dell’omicidio della sua matrigna, che viene però sostituita da una nuova matrigna anche peggiore.
  17. La Regina delle Nevi. La storia della bambina Gerda che attraversa terre sconosciute e impervie per ritrovare il suo amico Kay, incantato con un bacio dalla Regina delle Nevi che lo ha portato nel suo palazzo, è una delle più lunghe, complete e belle scritte da Andersen.
  18. La bella addormentata. È di Perrault la versione più nota della fiaba popolare europea: in realtà ha numerose varianti, tanto da essere considerata un vero e proprio tema del folklore, e la più antica è del 1340, ambientata all’epoca dei Greci e dei Troiani ed incentrata sulla principessa Zellandine, innamorata di Troylus.
  19. Biancaneve. Nota anche come Biancaneve e i sette nani, la versione oggi più conosciuta (la più simile al Classico Disney che l’ha resa nota al grande pubblico) di questa fiaba tradizionale dei paesi europei è quella scritta dai Grimm in una prima edizione nel 1812. I fratelli ne scrissero altre sei varianti, fino al 1857, con cambiamenti anche consistenti.
  20. Hänsel e Gretel. Chi non sogna di trovare una casetta interamente fatta di dolci, con le pareti di marzapane, come l’ha immaginata ascoltando questa fiaba dei fratelli Grimm? Certo, la strega mangia-bambini che vi abita potrebbe essere un problema, ma questo fa parte della magica avventura che è aprire un libro di fiabe.