L’arredamento della casa non può prescindere dai tessuti. E non solo da colore, resistenza e spessore, soprattutto dalla loro tipologia: la struttura della stoffa che si andrà a utilizzare, infatti, avrà effetti determinanti sull’atmosfera di un ambiente. Quali sono i tipi di tessuto più diffusi e come utilizzarli all’interno della casa?

Il primo passo per orientarsi nella miriade di alternative sul mercato, è quello di dividere i tessuti in tre grandi gruppi: le fibre naturali, le fibre artificiali e le fibre sintetiche. Nel gruppo delle fibre naturali si inseriranno per comodità anche i prodotti di origine animale: la lana, la pelle e la seta. Esiste poi un’altra categoria, quella delle fibre minerali, tuttavia rarissimamente utilizzate a scopi casalinghi.

Fibre naturali

Nell’universo delle fibre naturali si annoverano quei tessuti derivati dalla lavorazione di un vegetale o, per comodità, di un prodotto di origine animale. Questi ultimi, naturalmente, non trovano impiego qualora si desiderasse arredare casa seguendo un’impronta cruelty free. Tra i più comuni si annoverano:

  • Lino: è frequentemente impiegato in casa poiché, pur mantenendo grande leggerezza, presenta ottima resistenza nonché facilità di lavaggio. Ideale per tende coprenti o da esterno, è impiegato anche per rivestimenti di sedie e poltrone da giardino, sacche e ceste per la biancheria, separatori da armadio e molto altro ancora. Ha il vantaggio di essere fortemente antistatico, ma risulta mediamente difficile da stirare;
  • Lana: è un filato derivato dalla tosatura del manto delle pecore. Altamente termoisolante, si utilizza di solito per coperte, divisori in feltro, tende coprenti e tappeti. Aggiunge calore alla casa, ma è soggetto all’attacco di insetti e altri infestanti come le tarme;
  • Cotone: è la fibra maestra della casa, perché versatile, facilissima da lavare, nonché relativamente economica. È impiegata ovunque: dalle tende ai rivestimenti per sedie e poltrone, dalle coperte ai tappeti, dagli strofinacci alle sacche per biancheria, passando infine anche per copridivani, coprimaterasso e per copertura degli elettrodomestici;
  • Seta: deriva dal pregiato filato prodotto da un baco e, proprio per questa lavorazione, ha costi mediamente alti. Lucente, delicata e leggera, la seta trova impiego per tende, rivestimenti per sedie e poltrone antiche e anche per la tappezzeria di lusso;
  • Pelle: di origine animale, solitamente bovina, è un tessuto molto resistente, lucente e dalla caratteristica sensazione tattile. È usata normalmente per i rivestimenti di divani e poltrone, ma anche per cinghie, lacci o manici di sacche e altri contenitori. Negli ultimi anni viene sempre più sostituita dall’ecopelle, un prodotto sintetico che, ricalcandone le caratteristiche estetiche, non comporta l’uccisione di animali;
  • Juta: dall’alto spessore e la trama a vista, è un tessuto altamente resistente e molto rustico, sia al tatto che alla vista. Nell’appartamento trova applicazione per tutte le necessità del giardino, comprese tende e divisori, ma anche come base per poi apporre tappezzerie o moquette;
  • Canapa: derivata dall’omonima pianta, è un tessuto simile alla juta per resistenza e aspetto rustico, dal bassissimo costo. Con la juta stessa condivide le applicazioni, soprattutto in giardino, ed è caratteristica degli stili di campagna e del country. Ha un buon effetto isolante, quindi è spesso scelta anche per opere strutturali della casa, anche come rivestimento interno di pareti e pannelli.

Fibre artificiali e sintetiche

Oltre ai prodotti naturali, in casa possono essere sfruttate fibre artificiali o sintetiche. Le prime nascono da processi industriali e chimici, sviluppati a partire dalla lavorazione di un elemento naturale, quale la cellulosa. Le seconde, invece, sono completamente realizzate dall’uomo. Tra le più comuni si elenca:

  • Rayon: nasce dalla cellulosa e può essere impiegato singolarmente o in abbinato a elementi naturali, come il cotone. Morbidissimo al tatto, ricorda da vicino proprio la lana, anche se la qualità è inferiore così come durata e resistenza. Conosciuta anche come viscosa, è di frequente scelta per tende e piccole coperte;
  • Acetato: sempre derivato dalla cellulosa, è un tessuto leggerissimo e molto versatile, simile in lucentezza alla seta, ma decisamente più semplice da lavare e mantenere. È relativamente economico, ma molto elettrostatico. L’impiego comune è per tende, ma anche fodere, rivestimenti di piccoli cuscini e altro ancora;
  • Nylon: molto resistente ed elastico, questo tessuto può essere utilizzato singolarmente o in abbinato ad altre fibre naturali, a cui aggiungerà brillantezza. È la soluzione da esterno per antonomasia, poiché ha una buona resistenza agli agenti atmosferici e tende a non far passare acqua, quindi è impiegato per tende, ombrelloni o come copertura di protezione di sedie e tavoli da giardino. All’interno della casa è invece impiegato per divisori, tendoni molto drappeggiati, sacche da armadio e altro ancora;
  • Acrilico: nasce come sostituto della lana e del cotone, assicura buona durata e non teme gli agenti atmosferici. Facile da lavare, si utilizza in giardino in sostituzione del cotone poiché non perde il colore durante l’esposizione al sole né si rovina con le piogge, mentre all’interno si utilizza per coperte, tappeti, divisori, coperture di elettrodomestici e via dicendo;
  • Alcantara: come l’ecopelle, è il sostituto sintetico di un prodotto di origine animale. Dall’aspetto scamosciato, è una delle soluzioni di preferenza per divani, sedie e poltrone. Non richiede frequenti lavaggi, ma può sovente catturare la polvere;
  • Bemberg: nasce dalla lavorazione di alcune fibre dei semi di cotone. Ha un aspetto simile alla seta e, data l’estrema lucentezza, è impiegato sia per tende che per fodere e rasi;
  • Poliestere: resistente, isolante, molto caldo e dalla consistenza plastica, è spesso utilizzato come tessuto isolante, ad esempio come base d’appoggio per i tappeti. Pur nella sua economicità, in casa è spesso secondo rispetto ad altre stoffe, poiché attira fin troppo facilmente sporco e polvere.

Questa la carrellata sulle tipologie di tessuti più impiegate in arredamento. Naturalmente, potranno esistere anche altre varianti, ma il loro impiego è di solito raro.