Carbossiterapia: risultati ed effetti collaterali

Tutto quello che c’è da sapere su questo trattamento medico, dai benefici contro cellulite, occhiaie e smagliature alle controindicazioni

Arriva da lontano e promette effetti e risultati nella riduzione di cellulite sulle cosce, occhiaie e smagliature: si tratta della carbossiterapia, un trattamento medico dal nome solo apparentemente complicato, che impiega l’anidrite carbonica per scopi estetici.

Questa procedura, infatti, è nata come tecnica di terapia nell’ambito della medicina termale in Francia, all’inizio del secolo scorso. In particolare è stata praticata a partire dal 1932 presso le terme di Royat a Clermont-Ferrand, nel Puy-de-Dôme, dipartimento francese della regione Alvernia-Rodano-Alpi.

Come funziona la carbossiterapia? Mediante delle iniezioni sottocutanee viene somministrata l’anidride carbonica. Questo gas presente in natura inoculato permetterebbe di migliorare la circolazione e l’elasticità della pelle.

Come funziona la carbossiterapia

La carbossiterapia, solo ed esclusivamente dopo attenta valutazione di un professionista, si effettua presso gli ambulatori di medicina estetici autorizzati con apparecchiature in grado di calibrare le dosi e i tempi in base ai protocolli stabiliti per intervenire sulle varie patologie croniche.

La procedura è quasi del tutto indolore, anche se alcuni medici applicano una crema anestetizzante nella zona dell’iniezione prima di inserire l’ago. Nonostante l’assenza di dolore, alcune persone riferiscono di provare una strana sensazione brevemente, dopo la terapia. La carbossiterapia è una procedura ambulatoriale e di solito richiede solo circa 15-30 minuti per il completamento, in base alla zona da trattare. Non esiste una preparazione specifica prima della procedura, sebbene il medico potrebbe disporre istruzioni speciali a seconda delle circostanze.

In generale, possono servire dai 7 ai 10 trattamenti di carbossiterapia, distanziati di una settimana circa, prima di iniziare a vedere i risultati. Ogni seduta può costare tra i 75 e i 200 euro, a seconda della città, dello studio medico, del tipo di trattamento, della zona di applicazione o dei pacchetti o offerte proposte.

Carbossiterapia: risultati ed effetti collaterali
Cellulite

 

I risultati

Ma quali sono questi risultati? Come accennato, riguardano soprattutto la circolazione e tutti i benefici di un suo eventuale miglioramento. In particolare con la carbossiterapia si possono ridurre:

  • Smagliature e cicatrici. Le smagliature che si possono vedere sulla pelle sono una rottura del collagene cutaneo. La carbossiterapia crea nuovo collagene, che ispessisce la pelle e ne migliora l’aspetto. Per lo stesso motivo è utile nel trattamento delle cicatrici;
  • Cellulite. L’anidride carbonica può anche essere iniettata nelle cellule adipose, perché ripristina la microcircolazione nel tessuto atrofizzato dalla buccia d’arancia;
  • Occhiaie. Le antiestetiche occhiaie sono generalmente causate da una cattiva circolazione, che crea una stasi vascolare. L’iniezione del gas sotto la palpebra riduce l’effetto bluastro e lo sostituisce con un tono più salutare e chiaro;
  • Alopecia. L’alopecia (perdita di capelli) causata da una cattiva circolazione può essere trattata con la carbossiterapia.

Effetti collaterali

La carbossiterapia è una procedura relativamente sicura e ha effetti collaterali limitati. Chi vi si sottopone può presentare ecchimosi nella zona dove è stata praticata l’iniezione, in particolare sulle braccia e sulle gambe. Si tratta di un piccolo livido che dovrebbe sparire  entro una settimana.

Le persone effettuano la terapia per la riduzione del grasso o della cellulite non dovrebbero immergersi nell’acqua per 24 ore, quindi per un giorno niente piscina né vasca da bagno.

In generale, la carbossiterapia non è indicata in caso di:

  • Insufficienza respiratoria;
  • Insufficienza renale;
  • Anemia;
  • Insufficienza cardiaca;
  • Tachiaritmie cardiache;
  • Insufficienza epatica;
  • Terapia con inibitori dell’anidrasi carbonica;
  • Gangrena gassosa;
  • Gravidanza;
  • Diabete mellito (salvo valutazione ematochimica preliminare favorevole).
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