Hunters: su Amazon la serie tv con Al Pacino cacciatore di nazisti

La serie tv è stata criticata per aver spettacolarizzato l'Olocausto inventando scene di violenza estrema non necessarie.

Pubblicato il 25 febbraio 2020

Sta facendo molto discutere l’ultima serie tv distribuita e prodotta da Amazon Prime Video, in quanto tocca un argomento molto delicato, ovvero la tragedia storica che ha definito il Novecento occidentale: stiamo parlando di Hunters, prodotta dal regista Jordan Peele – autore degli acclamati Get Out e Us e creata da David Weil.

Nei dieci episodi che vanno a comporre la prima stagione, ambientata a New York e negli anni ’70, assistiamo ai tentativi di un gruppo eterogeneo di persone, a capo del quale c’è il personaggio interpretato da Al Pacino, di stanare i nazisti che si nascondono nella società americana, dopo essere sopravvissuti alla caduta del Terzo Reich.

Alcuni tra questi gerarchi sono riusciti ad arrivare ai vertici della politica americana, persino all’interno dell’amministrazione Carter, allo scopo di dare vita a un Quarto Reich sul territorio statunitense. Parallelamente una detective inizia a investigare su un caso di assassinio di una ex scienziata nazista.

A essere criticata in primis è l’uso della verità storica. Ai nazisti che vengono scovati a poco a poco dai cacciatori vengono imputate colpe terribili e altrettanto tremende sono le vendette cui sono sottoposti. Tuttavia i flashback ambientati ai tempi della Shoah, nei campi di concentramento, mostrano scene di un sadismo esasperato e fine a se stesso, lontano dalle cronache effettivamente documentate (già sufficientemente agghiaccianti, vale la pena aggiungere).

Qualcuno ha dunque accusato il creatore della serie di voler spettacolarizzare l’Olocausto, come per esempio ha fatto il profilo Twitter del museo di Auschwitz, in un messaggio in cui si stigmatizzava nello specifico una finzionale partita a scacchi umana mostrata nella serie, con internati ebrei al posto delle pedine.

Questa la traduzione del messaggio: “Auschwitz era piena di orribile dolore e sofferenza documentata dai resoconti dei sopravvissuti. Inventare un finto gioco di scacchi umani per Hunters non è soltanto una parodia pericolosa e folle, ma è anche un invito ai futuri negazionisti. Onoriamo le vittime preservando l’accuratezza fattuale“.