Starbucks a Roma: apertura entro il 2020 vicino San Pietro in una ex libreria

Sempre più vicina l'apertura del primo punto vendita di Starbucks nella capitale: presto i romani potranno sorseggiare il tipico frappuccino e gustare i dolci della tradizione anglosassone

Pubblicato il 20 gennaio 2020

Ottime notizie per tutti gli amanti del caratteristico Frappuccino: l’arrivo di Starbucks a Roma sta infatti per diventare finalmente una realtà, dopo gli annunci riguardanti l’apertura entro il 2019.

Il 2020 dunque potrebbe essere l’anno giusto per vedere la caffetteria a stelle e strisce nella capitale. A Milano infatti sono già 5 gli store inaugurati, a partire dalla Starbucks Reserve Rostery di piazza Cordusio, che ha aperto i battenti ormai verso la fine del 2018, con grande soddisfazione dei milanesi che affollano ormai quotidianamente la zona, molto vicina al Duomo.

Come ampiamente anticipato, a Roma Starbucks potrebbe occupare un locale sito tra il Vaticano e il quartiere Prati. Tra i posti più papabili scrutinati dal marchio Percassi, che ha ottenuto la gestione del brand in Italia, vi è la ex libreria Maraldi: un immobile che può vantare ben undici vetrine in quel di Viale dei Bastioni di Michelangelo, a pochi passi dai Musei Vaticani. Il luogo è estremamente trafficato e frequentato sopratutto da turisti: una location ideale per il primo punto vendita romano, da molti punti di vista.

A quanto pare sarebbe stata la burocrazia a far slittare l’apertura, prevista per lo scorso autunno. Ma a quanto sarebbero ancora in corso le ricerche e le selezione di due dirigenti che gestiranno la caffetteria, uno Store Manager e un Assistant Store Manager. Per questo motivo, dopo il periodo di formazione a Milano di quattro mesi, è praticamente certo che le due figure verranno impiegate a Roma nello store in apertura.

Nel frattempo molti negozi nella zona designata vedono di buon occhio l’arrivo di Starbucks, in grado di attirare una clientela internazionale più vasta e un afflusso maggiore di giovani, tra i frequentatori abituali della catena. Altri invece sostengono che il centro storico di Roma non dovrebbe essere preso d’assalto da grandi marchi com’è ora, per non perdere la propria identità.

Seguici anche su Google News!