La ginnastica sui tacchi alti è una delle nuove tendenze del momento. Per tutte coloro che non possono vivere senza tacchi, la high heels workout sembra essere il tipo di fitness ideale.

Negli Stati Uniti la ginnastica sui tacchi alti, è una pratica ampiamente diffusa, tanto che i tacchi non sono usati solo in palestra, ma anche per le maratone o nella pole dance. Tuttavia, l’idea scientifica alla base è italiana. Tutto nasce dalle ricerche svolte da Angela Cerruto, ricercatrice e urologa presso la Clinica Urologica dell’Università di Verona.

Secondo la dottoressa Cerruto portare i tacchi o camminare scalzi avrebbe conseguenze sia sul fisico che sulla mente. Il medico si basa sul cosiddetto “effetto farfalla“, concetto sviluppato dal matematico Edward Lorenz, secondo il quale un piccolo battito d’ali di una farfalla può alterare le condizioni climatiche dall’altra parte del mondo. Allo stesso modo, portare i tacchi comporterebbe particolari effetti a livello pelvi-perineale.

I tacchi, usati ad altezze sempre variabili, modificano l’inclinazione tibio-tarsica producendo effetti sulla sfera genitale, anale e urinaria: tutte le performance relative all’area pelvica (urinare, defecare, avere rapporti sessuali) verrebbero migliorate proprio dall’uso dei tacchi che produrrebbero effetti benefici sulla muscolatura, rafforzandola. Secondo il medico Jarl Flensmark, invece, portare i tacchi condurrebbe alla schizofrenia: per prevenire tale disturbo bisognerebbe camminare sempre a piedi scalzi, poiché i tacchi riducono la stimolazione corticale e cerebrale.

Tuttavia, bisogna sempre prestare molta attenzione e non usare i tacchi per più di due o tre ore al giorno, specie se si deve camminare molto: i tacchi, infatti, potrebbero indurre un accorciamento della muscolatura di polpaccio e coscia e causare sofferenze alla colonna vertebrale.

I tacchi si possono indossare, sia per essere belle che per fare ginnastica, ma sempre con moderazione e usando le scarpe giuste. In primo luogo, infatti, occorre comprare scarpe adatte al proprio piede, che non facciano male e che abbiano un corretto rapporto tra pianta e tacco. Il tacco deve offrire supporto all’arco plantare e la scarpa deve essere munita di adeguati “ammortizzatori”. Meglio scegliere tacchi larghi anziché quelli a spillo e optare per un rinforzo sotto la pianta, magari con un po’ di zeppa, anziché acquistare una scarpa con un arco maggiore.

La dottoressa Cerruto raccomanda di non usare scarpe con più di cinque o sei centimetri di tacco: al di sopra di queste misurazioni, si possono effettivamente causare problemi a tendini, polpacci, caviglie, cosce e schiena (artriti e malformazioni). Inoltre, importante è variare l’altezza del tacco.

Una volta indossate le scarpe giuste, si possono eseguire gli esercizi, che permettono di rafforzare i glutei e i muscoli e di migliorare l’equilibrio. Gli esercizi di allungamento allungano l’adduttore, impedendo che si cada preda dei crampi. Gli esercizi per i glutei conducono il gluteo a rimanere sospeso e a mantenere una corretta postura del bicipite femorale. Infine, per migliorare l’equilibrio, si eseguono gli squat sui tacchi, abbassandosi ma senza piegare troppo le ginocchia.

Fonte: Siud