L’opinione comune suggerisce che una donna che piange sul posto di lavoro potrebbe ritrovarsi presto con una carriera compromessa, mentre se si comporta in maniera più rigida ha più probabilità di successo. Ma quanto è vera questa affermazione?

Una nuova ricerca condotta su 700 americani dimostra tutto il contrario. Colei che esterna le proprie emozioni sul luogo in cui lavora, dimostrandosi vulnerabile, ha più probabilità di crescere a livello professionale. Le lacrime, infatti, non sono più viste come una cosa negativa, non gettano in cattiva luce la responsabile, e non denotano una debolezza.

Il 41 per cento delle donne intervistate aveva pianto almeno una volta mentre era in ufficio, contro il solo 9 per cento dei colleghi maschi. Entrambi i sessi hanno evidenziato in egual maniera lo stress come motivo che induce più facilmente alle lacrime.

Piangere sul {#lavoro} non fa sì da essere percepite come deboli e non danneggia dunque una possibile ascesa in azienda, anzi, potrebbe dare una spinta per far arrivare il gentil sesso al top. Non è ben chiaro, tuttavia, perché nella ricerca non ne venga spiegato il motivo, ma è probabile che questo atteggiamento sia visto da colleghi e capi come un gesto spontaneo e, di conseguenza, la persona può risultare più vera.

Eppure versare lacrime quando ci si trova in un ambiente professionale è ancora oggi motivo di imbarazzo: quelle di voi che si lasciano facilmente andare alle emozioni, potranno però farlo senza temere di bloccare irrimediabilmente la carriera.