Piace a tutti gli uomini, ma non tutte le donne amano praticarlo: il sesso orale, per molto tempo tabù sessuale per antichi retaggi cattolici, oggi è stato sdoganato quasi in toto non solo nei discorsi maschili, ma anche in quelli femminili. Complici film, libri e articoli di giornale. Ma una donna, per far felice il proprio uomo, deve davvero essere una campionessa di fellatio? Punti di vista. Una cosa è certa: prima di affrontare il sesso orale, è fondamentale sapere almeno 5 cose.

  1. Il sesso deve essere un piacere condiviso tra i partecipanti. Se a uno dei due non piace, anche per l’altro (se ha raggiunto un minimo di maturità sessuale e sentimentale) il piacere diminuisce. Il sesso orale non vi piace? Fate un’altra cosa. Potete immaginare qualcosa di più sgradevole di una faccia schifata mentre si è travolti dalla passione?
  2. Se una cosa non si prova è difficile sapere a prescindere come sarà. Quindi, tentare almeno una volta potrebbe rivelarsi meno traumatico di quello che sembra. Immaginate di avere di fronte un cibo che adorate particolarmente e affrontate così il primo scoglio. D’altronde, in teoria, è l’uomo che amate, no?
  3. Non è un obbligo, ma non si tratta neanche di un lavoro. Approcciare la questione armate di tanta pazienza e buona volontà e zero passione, non farà apprezzare particolarmente il gesto. Il kamasutra dedica tutta una parte al sesso orale e spiega per filo e per segno gli atti da compiere e le possibili varianti. Se avete voglia di studiare, leggetelo. Ma poi è importante applicare le indicazioni con la voglia di dare piacere all’altro e trarre piacere da ciò che si fa anche per se stesse.
  4. No, non si rimane incinta con la fellatio. Tramite il cavo orale è scientificamente impossibile che uno spermatozoo riesca a fecondare un ovulo.
  5. Con il sesso orale, però, si possono trasmettere delle malattie (anche se il rischio è minore), in quanto lo sperma (ma anche le secrezioni vaginali) e la saliva sono veicoli di infezione. Per questo motivo, in caso di partner occasionale, è sempre meglio l’utilizzo del profilattico. La cautela, in fatto di malattie, quando non ci si conosce è fondamentale.