Il monologo di Marco Mengoni a Le Iene: "Chi è gentile è un supereroe"

Il cantante è entrato in studio durante la puntata del 18 maggio 2022 con l'ausilio di una stampella. A causa di un incidente che gli ha provocato la rottura del crociato, ha avuto tempo e modo di pensare ai valori importanti della vita, che secondo lui andrebbero riscoperti.

Pubblicato il 19 maggio 2022

L’unica cosa che possiamo fare è cercare di occuparci del nostro casino personale, tentando per quanto possibile di non incasinare troppo la vita degli altri“, ha affermato Marco Mengoni a Le Iene durante la puntata del 18 maggio. Il suo ingresso in studio ha stupito tutti: il cantante è infatti entrato sorretto da un bastone a causa di un incidente in cui è stato coinvolto, come ha successivamente spiegato direttamente alla padrona di casa, Belén Rodriguez.

Come riportato da Blogtivvu, dopo l’esibizione seduto sul letto, sulle note di No Stress, suo nuovo singolo, Mengoni ha chiarito di essersi rotto il crociato.

Capita a tutti, di fare un piccolo incidente. Credevo fosse una contusione e invece no. Se n’è andato un attimo il crociato. Pian piano mi rimetto a posto. Poi me lo riattaccano quindi è tutto a posto.

Ha poi iniziato il suo monologo commovente sulla gentilezza, un valore da riscoprire e onorare.

Parlando di felicità il cantante si è aperto al pubblico mostrando i sui sentimenti più veri. Spesso la vita è condizionata dal pensiero e dalla volontà di chi ci sta intorno, come ha sostenuto Mengoni:

In questi giorni, dovendo stare un pochino fermo, ho pensato tanto alla mia vita: momenti di gioia, dolori, paure, enormi soddisfazioni e poi vuoti, altre gioie, lutti, rabbia e risate. Mi sono chiesto: sono felice? Certo. Mi capita di stare di merda? Ovviamente, a volte sì. Tutti passiamo brutti periodi, ma spesso io sto male per colpa mia: mi capita tutte le volte in cui mi preoccupo delle aspettative che gli altri hanno su di me. Cerco di soddisfarle, per non deluderli“.

Il cantante ha poi proseguito il suo monologo affermando:

“E quando mi accorgo che quello che vogliono gli altri non corrisponde a ciò che desidero io e che sto lottando per qualcosa che non ritengo mio, mi sento un coglione. Capita a tutti, credo: ma io ho imparato che quello che vogliono gli altri non può contare più di ciò che voglio io, perché alla fine dei conti ognuno i propri conti li fa sempre e solo con se stesso. E perché gli errori che commetti giustamente li paghi sempre tu.

La conclusione ha davvero emozionato: se per molti la gentilezza è sintomo di debolezza, per Marco Mengoni, che comunque cerca di giudicare il prossimo il meno possibile, non è così: “In realtà essere scortesi è molto ma molto più facile che essere educati. Per me chi è sempre gentile è una specie di supereroe“.

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