Quando si acquista pesce surgelato, si fa un buon affare, visto che questo alimento è una preziosa fonte di proteine, di vitamine (in particolare, del gruppo B, D e K) e di Omega 3, vera salvaguardia dalle malattie vascolari. Il processo di surgelazione non intacca le proprietà organolettiche del prodotto ed è molto pratico per una preparazione veloce del pasto. Ma un surgelato vale l’altro? In realtà, la provenienza del pesce, come vedremo, fa la differenza.

Gli strumenti a disposizione del consumatore per conoscere la provenienza del pesce acquistato

Il consumatore attento farà bene a inserire pesce surgelato nella propria dieta almeno un paio di volte la settimana. I grassi polinsaturi della maggior parte dei prodotti del pescato, infatti, proteggono cuore e apparato circolatorio, mentre le vitamine in essi contenute assolvono diverse funzioni essenziali del nostro organismo, dalla coagulazione del sangue al consolidamento di ossa e denti, per finire con la protezione della vista e della pelle. Il pesce surgelato, inoltre, è particolarmente digeribile ed è indicato anche per lo svezzamento, già a partire dai 6-8 mesi di vita, cominciando con gli omogeneizzati e passando presto ai tranci veri e propri. Naturalmente, sarà bene scegliere, di volta in volta, i prodotti più indicati per i bambini, secondo la loro età.

Quando si sceglie il prodotto da acquistare, è suggeribile tenere presente alcune indicazioni generali, la principale delle quali riguarda la provenienza del pesce. L’etichettatura dei prodotti ittici, stabilita dall’Unione Europea, rappresenta una vera e propria garanzia in materia, poiché consente di conoscere il prodotto che si porta in tavola. Il marchio blu MSC (Marine Stewardship Council), da parte sua, certifica che il pesce in questione è stato trattato secondo precisi criteri di sostenibilità. MSC, infatti, avvalendosi di enti terzi di certificazione, garantisce che la pesca non saccheggi lo stock ittico delle varie zone, renda ai minimi termini l’impatto verso l’habitat in cui agisce, e sia gestita responsabilmente, nell’assoluto rispetto delle leggi vigenti. MSC è un organismo internazionale no-profit che si adopera per la pesca sostenibile in tutto il mondo.

Il codice di provenienza del pesce: in cosa consiste e dove si trova

Per far sì che il consumatore possa conoscere con esattezza la provenienza del pesce che acquista, sulle etichette vengono riportate alcune informazioni, atte a rivelare in quale modo sia stato catturato (se in mare, o in acque interne, o proveniente da acquacoltura) e da quale zona del mondo provenga. Il codice di provenienza si trova accanto alla data di scadenza. Le prime 2 cifre si riferiscono alla zona. Il numero 37, per esempio, significa Mare Mediterraneo e Mar Nero. Il 18 il Mare Artico. Il 21 l’Oceano Atlantico Nord-Ovest. Il 34, Oceano Atlantico Centro-Est.

L’importanza di conoscere la provenienza del pesce acquistato

Per quale motivo è così importante avere a disposizione uno strumento di tracciabilità che ci consenta, fra l’altro, di conoscere la provenienza del pesce che vogliamo acquistare? Probabilmente, a una valutazione un po’ superficiale, potrebbe sembrare che non vi siano troppe differenze tra un prodotto ittico proveniente da un luogo del mondo, anziché da un altro; oppure tra un pesce pescato in modo responsabile e un altro catturato, col rischio di provocare danni irreparabili all’ambiente e conseguenze che possono arrivare fino all’estinzione. Le azioni di MSC consistono proprio nel preservare l’ecosistema marino, grazie ad uno standard che permette di valutare che la pesca sia gestita secondo criteri di sostenibilità, e quindi garantisca la salvaguardia delle specie, riducendo l’impatto ambientale.  Il pesce che arriva sulle nostre tavole è sempre più buono e rispettoso dell’ecosistema marino.

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