Un giorno in pretura, le cose da sapere sul caso Mauro Guerra

Il programma di Roberta Petrelluzzi racconta la storia del 32enne padovano che nel 2015, dopo aver rifiutato un Tso, è stato ucciso da un maresciallo con un colpo di pistola.

Pubblicato il 6 novembre 2021

Non è sabato sera senza Un Giorno in Pretura, il programma di Rai Tre condotto da Roberta Petrelluzzi nonché una delle trasmissioni più longeve della Rai: la prima puntata andò in onda il 18 gennaio 1988. Programma di stampo giudiziario, affronta casi di cronaca e racconta processi in modo inedito: si astiene da commenti e giudizi mostrando i video dei processi dei più seguiti casi di cronaca che ha portato nelle case degli italiani.

Sabato 6 novembre alle 00.30 la puntata di Un Giorno in Pretura è dedicata al caso di Mauro Guerra, 32enne morto il 29 luglio 2015 a Carmignano Sant’Urbano, in provincia di Padova, ucciso da un colpo di arma da fuoco esploso da un carabiniere. Mauro Guerra stava cercando di scappare da un Tso (trattamento sanitario obbligatorio, ndr) non autorizzato e di liberarsi da un altro agente che lo aveva ammanettato.

Guerra aveva risposto a una convocazione presso caserma dei carabinieri locale, ne era uscito correndo, perché i carabinieri volevano convincerlo a farsi ricoverare, sostenendo esistesse una richiesta di Tso nei suoi confronti. Il ragazzo finge di acconsentire, si avvicina all’ambulanza ma poi si mette a correre e scappa, disarmato. Due carabinieri lo inseguono e in un campo lo ammanettano: Mauro Guerra reagisce colpendo un militare, quando l’altro gli spara.

Da chiarire ancora oggi perché sia stato chiesto un Tso senza la firma di un medico, e per quale ragione i militari abbiano inseguito il ragazzo senza un mandato. Nel 2018 l’agente che ha sparato, il maresciallo Marco Pegoraro, è stato assolto in primo grado: per i giudici ha sparato a Guerra che stava aggredendo un collega nel tentativo di salvargli la vita. Mentre per la famiglia avrebbe ingiustamente abusato del proprio potere.

La storia di Mauro Guerra, protagonista nella puntata del 6 novembre di Un Giorno in Pretura è stata raccontata nel documentario Le regole di Arnold per il successo, patrocinato da Amnesty International.

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