Gwyneth Paltrow ha incoraggiato le vittime di Harvey Weinstein a parlare

Dopo un summit a casa dell'attrice alcune donne hanno deciso di raccontare le molestie subite.

Pubblicato il 1 marzo 2020

Gwyneth Paltrow ha incoraggiato alcune donne vittime di Harvey Weinstein a parlare, raccontando la propria storia e denunciando il produttore. L’attrice, che ha a lungo collaborato con lui, aveva inizialmente fatto discutere per non essersi schierata. Gwyneth ha poi raccontato le molestie e le minacce ricevute da Weinstein quando aveva 22 anni. Rowena Chiu, ex assistente nell’ufficio di Londra della casa di produzione dell’uomo, ha preso coraggio e ha parlato di ciò che le era successo dopo l’incontro con l’attrice.

Originaria dell’Hertfordshire, Rowena Chiu è volata a New York, dove, insieme ad altre donne, ha partecipato a un summit contro la violenza organizzato a casa di Gwyneth Paltrow.

Non ero famosa come Gwyneth Paltrow o Ashley Judd, ero una mamma casalinga con quattro bambini, quindi era surreale andare a casa di Gwyneth. L’avevo vista alcune volte durante la produzione di Shakespeare in Love.” La donna ha raccontato come questo incontro tra donne l’ha aiutata a raccontare la sua esperienza, celata fino a quel giorno anche alla sua famiglia.

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“Non avevo nemmeno parlato con i miei genitori di quello che mi era successo. È stata un’occasione unica per stare con altre vittime. Gwyneth Paltrow in lacrime ci ha raccontato quello che le è successo con Harvey Weinstein. Aveva solo 22 anni e lui le diceva: è questa la strada, altrimenti non avrai più una carriera“.

L’esperienza di Rowena risale invece al 1998, quando ha accompagnato Weinstein al Festival del cinema di Venezia come parte del suo lavoro. Weinstein si sarebbe spogliato e avrebbe costretto la donna a due rapporti orali. La Chiu si era confidata solo con la collega Zelda Perkins, e entrambe hanno lasciato subito l’impiego, firmando però un accordo di non divulgazione.

La donna ha raccontato come la Paltrow ha spiegato loro che non avevano nulla di cui vergognarsi e da temere. “Ci ha fatto capire come il problema fosse lui, come lo facesse con tutte. Se lavoravi con lui eri in trappola“.

A seguito di questo incontro a casa di Gwyneth e grazie alla testimonianza di dodici donne è nato il libro She Said. I giornalisti del New York Times Jodi Kantor e Megan Twohey hanno raccontato i retroscena dello scandalo di Weinstein dalle voci delle vittime.

Harvey Weinstein è stato dichiarato colpevole di violenza sessuale di primo grado solo per due casi al momento, nei confronti della sua ex assistente Miriam Haley, e di stupro di terzo grado verso l’ attrice Jessica Mann. Il produttore dovrà tornare in aula a Los Angeles a marzo per difendersi da ulteriori accuse riguardanti altre due donne.

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