Junk food, combattere la dipendenza da cibo spazzatura

Fa ingrassare ma soprattutto può provocare seri danni all’organismo: come evitare che il cibo spazzatura diventi un problema.

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Capire come combattere la dipendenza da cibo spazzatura è importante non solo per chi deve iniziare una dieta dimagrante: il junk food, infatti, fa ingrassare ma soprattutto può provocare seri danni all’organismo, favorire l’insorgere di diabete, malattie cardiovascolari e tumori, può rovinare la pelle e i capelli e portare alla depressione.

Perché il junk food crea dipendenza? Il cibo spazzatura (termine nato come calco di quello inglese) agisce come una vera e propria droga sull’organismo, inducendo chi lo consuma a desiderane ancora e ancora, senza rendesi conto dell’orario in cui si mangia, delle quantità e delle calorie ingerite. Questo a causa di sali, zuccheri e grassi industriali aggiunti che lo rendono appetibile e che agiscono sui recettori della dopamina, l’ormone del “piacere” e della “ricompensa” (che si attiva anche con gli stupefacenti).

Oltre all’aspetto chimico, è anche quello psicologico a dare vita alle dipendenze. Cercare conforto nel cibo gratificante è semplice: è sempre lì, disponibile, in qualsiasi momento si abbia bisogno di consolazione. Facile da reperire, economico, in infinite varianti salate e dolci, il junk food ci coccola dopo una giornata difficile, una lite con il partner, i problemi sul lavoro e in famiglia. Ma non li risolve. Va da sé che è più comodo cercare di consolarsi con il cibo che indagare alla radice dei problemi per trovare una soluzione più complessa, certo, ma anche reale e duratura.

Cos’è il junk food

Tra il cibo spazzatura possiamo annoverare:

  • hamburger
  • patatine fritte
  • hot dog
  • ciambelle glassate
  • caramelle gommose
  • bibite zuccherate
  • pollo fritto.

Si tratta sempre di prodotti industriali, ricchi di grassi, zuccheri, sale e conservanti.  Sono caratterizzati dalla morbidezza e dalla facilità con cui possono essere mangiati, di solito non a tavola durante un vero pasto ma in piedi, camminando, sul divano o addirittura a letto. Tutto questo concorre alla sensazione di non aver fatto un vero pasto, per cui non ci si rende conto delle calorie ingerite. L’hamburger consumato di pomeriggio al fast food è junk food? Sì. L’hamburger di macelleria, cotto alla piastra e servito per cena con un contorno, un paio di volte al mese, è cibo spazzatura? No. Lo stesso vale per una pizza congelata del supermercato consumata dopo cena guardando la tv e una pizza margherita fatta in casa o dal pizzaiolo di fiducia mangiata a cena, una volta a settimana. La prima è da evitare, la seconda una concessione in linea con una alimentazione sana.

Come combattere la dipendenza da cibo spazzatura

Dopo aver fatto chiarezza su cosa sia davvero il junk food, come combatterlo se si ha una vera e propria dipendenza? La dipendenza da cibo spazzatura, proprio come tutte le altre, non è da sottovalutare. Una volta accertato che si tratta di una dipendenza (e non di un accettabile sgarro saltuario) è bene pianificare una strategia:

  • capendo quante volte si fa ricorso al junk food, quando e perché;
  • pianificando delle alternative per quando si avrà voglia di cibo spazzatura;
  • modificando la propria alimentazione;
  • lavorando se necessario con specialisti come psicologi o nutrizionisti.

Il primo passo è eliminare dalla dispensa e dal frigorifero tutto il cibo spazzatura e le bibite, sostituendolo con alimenti salutari, snack compresi. Puntate su frutta secca, frullati con latte vegetale, crudité, yogurt e cereali integrali, thè e tisane.

Elaborate con il medico una dieta sana di 5 pasti: gli spuntini vi aiuteranno a non arrivare troppo affamati ai pasti successivi e ad aggirare le tentazioni.

Evitate, almeno per il primo periodo, le occasioni da cibo spazzatura, come aperitivi e serate con gli amici al fast food. In un secondo momento basterà limitare questo tipo di uscite, contenersi scegliendo porzioni piccole, puntare su opzioni salutari.

Cercate di risolvere a monte i problemi che sono causa di stress, ansia, bisogno di consolazione.

Infine, resistete nel momento in cui si farà sentire l’astinenza da zuccheri, pensando a tutti i lati positivi della disintossicazione, e non abbiate timore di chiedere aiuto a medici e specialisti per questo percorso. La dipendenza è una cosa seria e può valerne della vostra vita. Combatterla vi aiuterà a migliorare il vostro stile di vita e a farvi sentire il pieno controllo su desideri e pulsioni.

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