Kirk Douglas è morto: scompare a 103 anni una leggenda di Hollywood

Dopo una lunga malattia è scomparso l'attore padre di Michael Douglas: nella sua carriera oltre 90 film, tre nomination all'Oscar e due capolavori con Stanley Kubrick.

Spettacolo

Durissimo colpo per il mondo del cinema quello sferrato dalla sorte con la morte di Kirk Douglas. Ad annunciarlo è stato il figlio Michael, che su Instagram ha scritto un commosso omaggio al genitore: “Per il mondo era una leggenda, un attore dell’età d’oro dei film, il cui impegno umanitario per la giustizia e le cause in cui ha creduto hanno fissato uno standard a cui tutti aspiriamo. Ma per me, i miei fratelli Joel e Peter era semplicemente papà, per Catherine, un meraviglioso suocero, per i suoi nipoti e pronipote, il loro nonno amorevole, e per sua moglie Anne, un marito meraviglioso“.

Vero e proprio “ultimo duro di Hollywood“, così amava raccontarlo e raccontarsi alla stampa, l’attore era malato da tempo e da aprile non era più stato visto in pubblico. Dotato di un fisico massiccio e di un carattere indomabile, Douglas conosceva bene le difficoltà della vita, essendo nato negli Stati Uniti da una famiglia poverissima di origine russa (il suo vero nome infatti era Issur Danielovitch). I suoi primissimi lavori, necessari pagarsi gli studi, furono i più disparati: cameriere, lottatore e infine l’arrivo all’Accademia d’arte drammatica, dove fu ammesso gratuitamente grazie alle sue doti.

Un pugile egoista in Il grande campione, un procuratore alcolizzato in Lettera a tre mogli, un gladiatore sindacalista in Spartacus, valente avvocato in Orizzonti di gloria: Kirk Douglas, oltre ad aver lavorato per due volte con Stanley Kubrick (evento raro per il grande regista), durante la sua carriera incassò tre nomination ai premi Oscar, ricevendo però solo il tributo alla carriera nel 1996.

Una vita di trionfi lavorativi ma anche di tante amarezze: la morte del figlio Eric nel 2004 per un’overdose, un incidente di elicottero nel 1991 al quale sopravvisse per miracolo, infine l’ictus che nel 1996 gli tolse la parola (poi riacquistata parzialmente dopo una dura riabilitazione). Una vera e propria Brama di vivere, come recita il titolo del famoso film di Vincente Minnelli in cui interpretava Vincent van Gogh, per il quale arrivò la terza nomination agli Oscar.

A ricordarlo oggi la nuora Catherine Zeta-Jones, che dopo il matrimonio aveva abbracciato completamente questa grande famiglia votata anima e corpo al cinema (il figlio Joel si è occupato di progetti come Il gioiello del Nilo, All’inseguimento della pietra verde e Vizio di famiglia, che riuniva in una pellicola Kirk, Michael e suo figlio Cameron). “Al mio caro Kirk, ti amerò per il resto della mia vita. Mi manchi già. Dormi bene”.