Migliorare la comunicazione sul lavoro non è un percorso semplice. A volte è più facile scrivere un’email piuttosto che alzare il telefono e parlare con un collega. Altre volte partecipare a un meeting in cui non si conoscono le persone (o la maggior parte di esse) può diventare imbarazzante.

Tutto questo può accadere sul posto di lavoro, soprattutto quando si è soliti lavorare in solitudine: noi e il computer. Tale abitudine potrebbe farci perdere le nostre abilità comunicative e anche la capacità di conversare ne risentirebbe.

Sono fortunati, invece, quei colleghi di lavoro con mansioni che implicano costantemente il rapporto con l’utenza o, in generale, con il pubblico, dove l’arte del parlare non manca mai o si impara strada facendo, fino a saper conquistare i clienti anche in maniera spiritosa e seducente. Ma i contatti sono fondamentali, nel lavoro e nella vita, ecco perché bisogna sforzarsi a intraprendere nuovamente la strada della comunicazione, anche se la tecnologia, a volte, risulta essere controproducente.

Allora ben vengano anche i networking tramite i quali organizzare incontri sociali e/o lavorativi, sull’onda della comunicazione efficace: soprattutto perché può essere sinonimo di nuova amicizia, nuovo affare o progetto. Ma come riprendere in mano le redini della buona comunicazione? Prima di tutto iniziare a socializzare con i colleghi, anche prima di una riunione (preferibilmente incontrarsi prima dell’orario stabilito, per spezzare il ghiaccio) e sedersi accanto a qualcuno che non si conosce per allacciare nuove relazioni.

Durante un meeting di lavoro, se vogliamo introdurre un ospite, è meglio menzionare le sue generalità per intero e anche le sue attitudini e caratteristiche. Inoltre, prima di recarsi a un evento di natura lavorativa o sociale, è preferibile essere sempre pronti a discutere di argomenti comuni, del tipo libri, film, riviste, attualità o qualcosa di interesse generale letto sul quotidiano o sentito al telegiornale.

Fondamentale è costruire, durante l’evento, un rapporto di fiducia con gli altri partecipanti, dando l’impressione di essere interessati agli altri: questo atteggiamento è basilare per costruire una relazione amichevole. Tutto ciò però non giustifica l’invadenza, anzi essere troppo esuberante rappresenta un boomerang che si può ritorcere contro. Luogo comune, ma altro fondamentale consiglio, è quello di pensare sempre prima di parlare e non interrompere chi sta intervenendo in quel momento (sinonimo, tra l’altro, non solo di invadenza ma anche di maleducazione), e ascoltare.

Quando si è all’inizio di un certo percorso, a volte, è meglio tacere e ascoltare prima di esporsi: avere un buon contatto visivo, sorridere, seguire con attenzione i discorsi dei colleghi, e solo dopo esprimere la propria opinione. Alcuni esperti, infine, affermano che bisognerebbe ascoltare per l’80 % delle volte e parlare solo per il 20%.

Fonte: Savvymiss