In questi primi giorni dello scandalo che coinvolge il giornalista ed ex governatore del Lazio Piero Marrazzo, mi sono trattenuta dallo scrivere post sull’argomento: stavo silenziosamente riflettendo.

E molte di voi donne che leggeranno queste righe, già sanno su che cosa. La domanda che forse un po’ tutte ci siamo poste è: se un insospettabile come lui da sette anni frequenta un trans, quanti uomini a nostra insaputa lo fanno? E, soprattutto, perché un uomo preferisce una donna finta ad una vera? Voglio dire, qua non si tratta di una persona gay, né di uno che se non paga resta a bocca asciutta, qua c’è sotto dell’altro.

Alla prima domanda c’è una risposta, semplice ma inquietante: la metà delle prostitute sono transgender. Dal momento che ad un’offerta corrisponde una domanda, vuol dire che la metà degli uomini che pagano per avere rapporti sessuali sceglie un travestito e non una donna.

In mezzo a tutte le possibili accuse, ai comprensibili moti di sdegno e indignazione, ai ragionevoli inviti alla pacatezza di toni e di modi, c’è un punto su cui dobbiamo riflettere: se così tanti uomini hanno il desiderio (e sono disposti, per soddisfarlo, a pagar fior di quattrini) di fare sesso con uomo vestito da donna, vuol dire che il rapporto tra i due sessi non è in crisi, è alla deriva.

La domanda è: che cos’ha un transgender che una donna non ha? A parte, ovviamente, un certo attributo, che cosa è in grado di dare all’uomo che la sua donna non sa dargli?

Certo, possiamo risponderci che si tratta di una perversione, di una malattia, di un disturbo, ma allora, mi chiedo: viviamo in mezzo ad un folto gruppo di insospettabili malati (parecchi dei quali, tra l’altro, ci governano)?

Navigando, si trovano diverse (e ovviamente discutibili) spiegazioni e testimonianze: pare che noi donne siamo troppo concentrate sul lavoro, sempre di corsa e poco attente (eppure ci sono recenti ricerche che dicono il contrario), o che ci preoccupiamo di verificare lui che lavoro fa, quanto guadagna e dove vive, mentre i transgender sarebbero del tutto disinteressati e romantici (ma perché, loro le prestazioni le fanno per pura beneficenza?).

Qualcuno dichiara di preferire i trans alle prostitute perché queste ultime fingono durante il rapporto, mentre i primi no. Altri ci vanno giù ancora più pesante: le donne sono incapaci di amare, sono egoiste dentro e fuori dal letto, non danno alcuna fiducia all’uomo.

Insomma, pare che sia colpa nostra. Di noi donne, che facciamo i salti mortali per essere donne, mamme, intelligenti, ma anche belle e sexy, colte ma divertenti e spiritose, in carriera e con tanto tempo libero da dedicare al nostro uomo. Di noi donne, che ci facciamo le tette più grandi e i nasi alla francese, cerette masochiste e chiome lunghe, lunghissime (scomode, difficili), che ci sottoponiamo a diete rattristanti e peeling brucianti per piacere a loro.

Ma mi rendo conto che inalberarsi in una difesa del genere femminile ad oltranza è stupido e improduttivo. Perché evidentemente una mancanza, una falla c’è.

Sarebbe bello se anche qualche uomo parlasse, e ci spiegasse veramente cosa manca, e magari raccontasse di esserci stato con un trans (quando ci parli di persona nessuno l’ha mai fatto, sono tutti santi) e ci fornisse la sua testimonianza per capire.

Ditemi, diteci: cosa manca? E se non manca nulla, allora perché?