Ogni coppia è un caso a sé, unico e irripetibile. D’altro canto resta un mistero anche l’origine di quell’alchimia che si crea tra due persone e che fa nascere l’amore: certo, all’inizio sembra tutto perfetto, pare di vivere in una meravigliosa bolla di sapone. Ma che succede quando si entra nella fase del fidanzamento vero e proprio? Succede che spesso l’uomo scopre la raccapricciante verità: quella che gli era sembrata una meravigliosa fanciulla, è in realtà una perfida iena sanguinaria. Una fidanzata dispotica, appunto.

Peculiarità della fidanzata dispotica è l’incapacità di prendere atto del dispotismo da lei stessa instaurato all’interno della coppia: lei, infatti, crede che sia un segno di grande  amore apostrofare malamente il fidanzato sottoponendolo alla gogna e al pubblico ludibrio a ogni piè sospinto. Crede che fidanzamento faccia rima con prevaricazione. Le righe che seguono vogliono quindi essere un’occasione di catarsi e ravvedimento per le dispotiche e una (pur magra) consolazione per i loro fidanzati, che scopriranno di appartenere a un nutrito gruppetto. Della serie, mal comune mezzo gaudio.

Esistono sette segnali utili a capire se si appartiene alla schiera delle fidanzate dispotiche (o dei fidanzati delle suddette), eccoli uno per uno. Anzitutto, la creazione di un modello di coppia isolata e autosufficiente, del tipo: “Io ho te, tu hai me…che altro ci serve?”. La dispotica è quella che al compagno in procinto di uscire per la partita ci calcio infrasettimanale con gli amici, dice: “Come puoi lasciarmi sola? E dire che io per stare sempre con te ho rinunciato alle lezioni di pilates, al corso di origami avanzato, alle serate con le amiche…Solo per stare con te!” E chi le ha chiesto di rinunciare? Molto meglio che ciascuno continui a coltivare le proprie passioni in autonomia: dopo, ritrovarsi sarà ancora più bello.

Altro segnale inquietante: l’intrufolamento forzoso nella famiglia di lui. La dispotica, dopo il primo mese di fidanzamento, chiama mamma e papà i suoceri, va dai nipotini di lui e li persuade (a suon di caramelle) a chiamarla zia, specie se in presenza di altri. La dispotica sa che l’immagine conta: nelle foto scattate a Natale, Pasqua, ai compleanni, è pronta a sgomitare senza pietà pur di apparire sempre in prima fila accanto ai genitori di lui.

Il disinteresse verso i figli. Questo il terzo segnale che connota questo tipo di donna. La situazione è abbastanza comune: la dispotica si separa dal padre dei suoi figli, trova un nuovo fidanzato e di colpo dimentica di essere madre, trascurando i segnali di disagio dei pargoli. Brutto a dirsi, ma capita. A questo si ricollega il quarto indizio: la dispotica si concentra totalmente sul fidanzato da subito, fungendo da assistente personale; questa, lungi dall’essere una dimostrazione di amore, è invece una forma di controllo piuttosto potente, oltre che subdola. I maschietti sono avvisati.

I migliori amici di lui diventano anche i migliori amici di lei? La comunanza amicale è positiva se resta entro certi limiti, ma se si trasforma in un modo per evitare di concedere al partner la giusta autonomia, allora non ci siamo. Il sesto segnale riguarda i nomignoli attribuiti reciprocamente: la dispotica li usa da subito per marcare il territorio. Per esempio: durante il corteggiamento, lui la chiama per fissare il secondo appuntamento e lei lo chiama già “amore” o, peggio ancora, “orsacchiotto”, “cipollino”, “micio”.

Ultimo segnale: l’uso nevrotico dei social network. La dispotica usa Facebook (o Twitter) per far sapere all’universo quanto è felice con il suo fidanzato. Così, gli amici che capitano sulla sua bacheca si trovano quotidianamente a leggere aggiornamenti di stato del tipo: “Oggi il mio cucciolo mi ha portato il caffè a letto”, oppure “Domani andremo all’Ikea a comprare il nuovo tappetino per il bagno, siamo così eccitati…”. Non è più bello tenersi per sé le cose importanti (ammesso peraltro che il tappetino per il bagno figuri tra queste)?

In conclusione, i sette segnali servono a identificare il prototipo di fidanzata (o di fidanzato, ovviamente esistono anche i dispotici) da cui stare rigorosamente alla larga, ma servono pure alle dispotiche bisognose di un bell’esame di coscienza. Perché stare in coppia non vuol dire annullarsi e rinunciare alla propria individualità. Anzi, significa sentirsi più forti per esprimersi al meglio.

Fonte: YourTango